CONSIGLIO COMUNALE NEL GIORNO DEL “SILENZIO ELETTORALE”. UNA FORZATURA CHE POTREBBE COSTARE CARA A SCARAMELLI

giovedì 28th, maggio 2015 / 18:19
CONSIGLIO COMUNALE NEL GIORNO DEL “SILENZIO ELETTORALE”. UNA FORZATURA CHE POTREBBE COSTARE CARA A SCARAMELLI
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CHIUSI – Due giorni fa, su queste stesse colonne abbiamo pubblicato un intervento del gruppo consiliare de La Primavera che poneva alcune domande sulla seduta del Consiglio Comunale con l’Adozione del Regolamento Urbanistico come unico punto all’ordine del giorno, convocata per sabato 30 maggio, giorno precedente le elezioni regionali. In effetti la scelta della data appare quantomeno poco opportuna. Sabato 30 è infatti il giorno del “silenzio elettorale”. E visto che nel consiglio di Chiusi siedono due candidati alla Regione, il sindaco Scaramelli e la consigliera di minoranza Rita Fiorini Vagnetti, la cosa stride ancora di più. Come faranno a rispettare la consegna del silenzio?

E’ successo raramente inoltre che il Consiglio comunale venisse convocato di sabato. Praticamente mai. Perché stavolta proprio di sabato e quel sabato lì?  perché  Scaramelli, non potendo andare in giro con il camper, è più libero?

Non si capisce il motivo di tanta fretta. Non si poteva aspettare qualche giorno e “adottare il regolamento urbanistico” dopo le elezioni regionali? Certo che si poteva e se non è stato fatto significa che la convocazione risponde ad altre logiche. Magari alla logica di poter dare l’ennesimo “annuncio”, tipo “abbiamo fatto anche questa!”, in modo da orientare qualche elettore incerto o fidelizzare quelli già convinti. Non c’è altra spiegazione plausibile. Ma se questa è la spiegazione, cozza con le norme che regolano a campagna elettorale.

Il Prefetto, dopo la presa di posizione della Primavera, potrebbe anche intervenire in extremis e bloccare la seduta. Ciò esporrebbe il sindaco e la giunta ad una figuraccia in mondovisione proprio alla vigilia del voto. Perché Scaramelli ha voluto correre un rischio così alto? Aveva bisogno davvero il sindaco-candidato di fare una “forzatura” del genere? Su un argomento che non è una quisquilia, tra l’altro? No. Non ne aveva bisogno. E secondo noi avrebbe fatto bene a evitare.

Non è nemmeno chiaro come farà ad esporre il punto all’odg, dovendo rispettare il silenzio elettorale. Come farà a vantarsi di aver portato a compimento anche l’obiettivo del regolamento urbanistico, senza che ciò si configuri come propaganda elettorale, vietata il giorno 30? Dovrà fare l’equilibrista Scaramelli. E la consigliera Fiorini pure. Non potrà alzare la voce e criticare la giunta o la maggioranza senza rischiare di scivolare pure lei nella propaganda che non si può fare… Un bel pasticcio, insomma, dettato forse dalla solita bulimìa propagandistica, più che da necessità amministrative, con il rischio di trascendere nell’uso politico dell’istituzione.

Come già l’episodio dei mega-manifesti affissi nella sede del Comitato Scaramelli e poi tolti in tutta fretta, perché “abusivi”,  anche questa vicenda del Consiglio convocato alla vigilia del voto, senza motivi reali d’urgenza, si configura certamente come una forzatura, una prova di arroganza, ma anche come un autogol.

E di autogol il candidato Scaramelli ne ha fatti più di Niccolai in questa campagna elettorale. Non ultima l’iniziativa con Fioroni e Monaci, non proprio due campioni del “#nuovocheavanza”, oppure i continui attacchi agli altri candidati Pd e allo stesso partito, conditi da slogan del tipo “Mi vergogno di un Pd così”, “noi  non siamo come loro”, “cambiamo pagina” e via di questo passo… senza un cenno al fatto che comunque lo stesso Scaramelli è in lista con “questo Pd” e non con un altro partito, è in lista insieme a Bezzini e Spinelli, ovvero due di “quelli che hanno fatto disastri con il sistema Siena…”. Così facendo sta trasformando, in provincia di Siena il voto regionale in un referendum interno, in una sorta di congresso per la leadership del Pd, tagliandosi i ponti alle spalle, rompendo con tutto ciò che non è in odore di renzianismo… Avrà fatto bene i suoi calcoli?

Il fatto che a Chiusi si sia fatto vedere pochissimo, puntando più su inaugurazioni, comunicati stampa e blitz come il consiglio del 30, la dice abbastanza lunga. Forse teme qualche contraccolpo, anche se la concorrenza pare francamente deboluccia (e poco attenta anche agli scivoloni del sindaco). Il gioco delle preferenze all’interno della lista Pd e soprattutto il risultato della lista SI Toscana a Sinistra (la sinistra a sinistra del Pd, non alleata con il Pd) e in certa misura quello dei 5 Stelle, diranno se il vento renziano soffia ancora o se è già diventato una brezzolina primaverile e se Scaramelli in regione ci andrà con il vento in poppa o per forza d’inerzia…

 

 

 

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