SENATO CON SINDACI E PRESIDENTI DI REGIONE? RENZI NON LO FARE!

lunedì 30th, giugno 2014 / 16:31
SENATO CON SINDACI E PRESIDENTI DI REGIONE? RENZI NON LO FARE!
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Renzi non lo fare. Immunità estesa anche ai nuovi senatori del rinnovato Senato secondo i desiderata del duo Renzi Berlusconi. Bella fregatura per noi cittadini allargare a dismisura la platea della Casta che gode dell’immunità/impunità.
Nessun pregiudizio sull’immunità, che ha una sua storia che affonda le radici  nelle istituzioni ben prima di quelle repubblicane. Sancita anche dalla Costituzione del 1948, nata dalla Resistenza, essa aveva un compito: quello di  mettere al riparo i rappresentanti del popolo, da qualsiasi altro
potere, per  garantirne la piena agibilità e libertà, nell’ambito del loro mandato. Giusto, nulla da eccepire, ma quello che nel corso degli ultimi decenni si è andato  profilando, è stata la trasformazione da immunità a impunità. Con tanto di  discrezionalità, come accadde nella scorsa legislatura per i casi dell’On. Milanese, che si salvò dall’arresto, mentre fu permesso quello di Papa.
Se non  ricordo male fu la Lega Nord, che per motivi squisitamente politici e tattici,  dovuti al suo tornaconto, espresse due votazioni diverse. Insomma garantire il  parlamentare nell’ambito delle sue funzioni è una cosa, ma che questi non debba  andare davanti al giudice come chiunque altro cittadino, nel momento in cui  viene accusato di reati vari, è un altra. E’ chiaro che nessuno al momento dell’avviso di garanzia, potrà chiederne le dimissioni. Quelle restano a discrezione dell’indagato.
Così ora dopo che la riforma sarà approvata, anche i  consiglieri regionali, strapagati e spessissimo stracorrotti, godranno dell’ immunità/impunità. Quella dei consiglieri regionali, si sa essere, la
figura  istituzionale più invisa all’opinione pubblica.
La sensazione che se ne ricava parlandone con i cittadini, che questa riforma,  questo nuovo Senato finirà per divenire una bella rimpatriata.
L’impunità senatoriale, chiuderà il cerchio. Rappresenterà per tutti quei  personaggi, che dagli scranni istituzionali, hanno fatto man bassa delle  risorse pubbliche, un’ancora di salvezza. Infine, quello che più fa rabbia, è  assistere all’inverecondo scaricabarile che  puntualmente avviene in questi casi, una volta che la marachella viene  portata alla luce del sole. Nessuno voleva questa norma, nessuno la scritta, ma  chissà  per quale inspiegabile mistero, è apparsa nero su bianco nel testo di riforma del senato. Non mi voglio addentrare nei dettagli tecnici, ma i consiglieri che verranno paracadutati in Senato, si troveranno ad avere un privilegio in più, rispetto ai colleghi, poverini, che rimarranno negli scranni regionali. E senza alcun motivo, visto che non saranno eletti dai cittadini. A me piacerebbe vedere il nuovo Senato, pieno di personaggi della cultura, della scienza, delle professioni, che a titolo gratuito si incontrano, per discutere di grandi tematiche e magari proporre disegni di legge,da portare all’attenzione dell’opinione pubblica e del Parlamento. Sarebbe una riforma del Senato molto più saggia e soprattutto molto più utile al Paese. Non solo, servirebbe a chiudere quella discussione tra gli equilibri dei vari poteri istituzionali, almeno per la parte riguardante il Senato. A Renzi che mi sta diventando ultimamente anche un po’ simpatico, un consiglio disinteressato: non fare questa maialata. Fare la lotta alla corruzione e  ampliare la platea degli immuni, è una contraddizione difficile da spiegare.

Renato Casaioli

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