CARNEVALE E POLEMICHE. LA VERSIONE DELLA FONDAZIONE ORIZZONTI D’ARTE

martedì 04th, marzo 2014 / 16:59
CARNEVALE E POLEMICHE. LA VERSIONE DELLA FONDAZIONE ORIZZONTI D’ARTE
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Chiusi – Carnevale e polemiche. Oggi si chiude un Carnevale che, per polemiche sull’uso del teatro, se ne ricorderanno in molti. Tirata in ballo, la Fondazione, con questo comunicato, risponde alle polemiche: 

“La questione del veglioncino “può sembrare futile e banale, ma non lo è”, gentile direttore, e la Fondazione Orizzonti d’Arte è d’accordo con lei. È d’accordo perché, in primo luogo, chiama in causa, ingiustamente, noi, della Fondazione, che non abbiamo avuto alcun peso in questa situazione, poiché non siamo mai entrati a far parte dell’organizzazione e della gestione del “carnevale dei ragazzi”. Per la Fondazione Orizzonti d’arte la situazione che si è venuta a creare attraverso Primapagina e, soprattutto, su Facebook, è grave, e spiacevole, non per la polemica che ha scaturito, ben venga il dibattito, ma per l’infondatezza delle accuse, per la pretesa di far esistere qualcosa, un “palco privato”, e insinuare il dubbio su “l’accezione che si ha dell’uso dei luoghi pubblici e di quelli destinati alla cultura in particolare”, semplicemente parlandone, sui social network, per creare un’affabulazione pretestuosa (forse animata da interessi personali) che crea una realtà immaginaria e una macchinazione che non esiste (ma magari qualcuno ha interesse a radicarla nel pensiero altrui). 

Se è lecito, legittimo, e sano, porsi delle domande, altrettanto non è creare “complotti” e professarli come veri con la pretesa che diventino archetipi fondativi del pensiero comune. Un esempio? Le illazioni sull’affitto del Teatro Mascagni, che non solo è in linea con i costi medi ma, addirittura, inferiore rispetto agli altri teatri della nostra zona; è stato inoltre definito “scadente” il livello del servizio offerto: ci dispiace smentirvi, ma è falso rispetto alla realtà, o almeno alquanto “arbitrario”. La Fondazione, infatti, nella ricca stagione teatrale ha sempre ricevuto, dalle compagnie teatrali ospiti, complimenti per l’organizzazione, la gestione e il servizio, e sono indegne tali illazioni, perché colpiscono, immeritatamente, le persone che ci lavorano e che, con passione, mettono le proprie capacità e competenze al servizio della gestione del Mascagni. Da quest’anno, infatti, la Fondazione Orizzonti, ha assunto anche un giovane ragazzo, proprio per occuparsi del teatro. Restando sul tema dei costi, è stato chiamato in causa anche il Festival di danza che si terrà a luglio: vorremmo chiarire che le scuole di danza del territorio, che aderiranno al Festival, potranno utilizzare gratuitamente, senza pagare la quota d’uso, il teatro, per 3 giorni, oltre ad essere inserite nel programma dell’evento. 

Su questa strada potremmo continuare con le spiegazioni e con il dettaglio dei costi di gestione di un teatro importante come il Mascagni, ma, invece, vogliamo confidare nella voglia di mettersi in gioco di coloro che (volontariamente, perché no?) vogliano sposare la gestione del teatro e contribuire con la propria presenza nei momenti di apertura. Il Mascagni non ha una gestione “privatistica” è aperto, infatti, a tutti coloro che vogliono (se vogliono), impegnarsi nella cultura, intesa nella più ampia accezione. Un impegno che la Fondazione sta profondendo anche per il prossimo Festival Orizzonti. Un Festival non dagli “orizzonti chiusi” ma un Festival progettato tenendo conto delle particolarità e delle ricchezze di questo territorio e delle richieste, tante richieste, di cambiamento dei cittadini di Chiusi. Un Festival che vedrà solo nuove produzioni, che accoglierà le più grandi compagnie del territorio nazionale, e non, soggiornare a Chiusi per circa un mese, con anche ricadute economiche sul territorio. Molto importante, questo aspetto, soprattutto in un periodo di crisi, perché anche questa è una strada per “vivere di cultura” e dare “ossigeno” ad un territorio (esigenza dei più, in pochi, fortunati, possono sedersi e dall’alto in basso criticare senza produrre, o almeno provarci, soluzioni percorribili). 

E il Festival, ancora una volta (purtroppo), pretestuosamente, da alcuni viene attaccato prima di dare una chance al progetto di fare di questa città, Chiusi, la Città del Festival e del Teatro con un progetto importante, innovativo, che sappia guardare lontano, ponendosi come punto di riferimento nel panorama culturale contemporaneo delle arti performative. Noi ci crediamo in questo Festival che arriverà, come crediamo alla necessità (intesa come bisogno) di promuovere la cultura e dell’arte sotto ogni forma, ci investiamo tempo e passione, e invitiamo anche quanti hanno lanciato critiche accese a darci una mano, a lavorare con noi, a proporre le proprie idee e le proprie braccia. Gli uffici della Fondazione, hanno sede a Chiusi e sono sempre aperti per fornire spiegazioni, accogliere suggerimenti e idee. Idee per la città, speculazioni ad personam, meno”. 

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