SCARAMELLI: PAROLE, OPERE E OMISSIONI. TROPPO VENTO IN FACCIA NON FARA’ MALE?

martedì 11th, febbraio 2014 / 10:55
SCARAMELLI: PAROLE, OPERE E OMISSIONI. TROPPO VENTO IN FACCIA NON FARA’ MALE?
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CHIUSI – Stamattina un amico che non vive a Chiusi mi dice: “Certo che non gliene fai passare una, neanche per sbaglio. L’hai preso proprio avanti quel povero sindaco…” Dire “l’hai preso avanti”, nel dialetto di queste parti, significa che l’hai preso di punta. Ora, per costituzione (quella repubblicana) e per deontologia professionale il mestiere del giornalista è o dovrebbe essere quello di fare il cane da guardia del potere, il “gatto attaccato ai coglioni” (per dirla in gergo più colorito) e non certo il barboncino da compagnia o il ‘tamburo principal della Banda D’Affori’. Allora perché stupirsi se un giornalista fa le bucce ad un sindaco e non gliene fa passare una? Non è normale? E’ il contrario che non è normale: il silenzio di giornali e giornalisti, tv locali, siti e blog su questioni che fanno discutere la gente, ma che per loro non esistono.
Quanto al caso specifico, nulla di personale contro Stefano Scaramelli. Tutt’altro. Personalmente nutro sentimenti di amicizia nei confronti di Stefano o di Juri Bettollini e Andrea Micheletti che fanno parte della sua giunta. Pur non avendoli sostenuti, né votati alle elezioni del 2011, ad un certo punto ho pure pensato che tutto sommato non era andata male, che questi ragazzi ce la stavano mettendo tutta e che su alcune questioni, almeno, la distanza con la gestione precedente era abissale. Di Stefano Scaramelli ho apprezzato la disponibilità ad ascoltare, a non sottrarsi alle domande e al confronto, ne ho apprezzato la presa di distanze non solo da Ceccobao, ma anche dai vertici senesi del Pd, il coraggio di schierarsi per Matteo Renzi, non perché Renzi mi stia simpatico, ma perché farlo in quel momento voleva dire mettere la faccia controvento, mettersi di traverso rispetto ad un apparato che stava tutto dall’altra parte.
Del sindaco ho apprezzato – e l’ho pure scritto – anche il coraggio di ammettere errori, sottovalutazioni, scivoloni e magari correre anche ai ripari, come successe dopo la “giornalata” sullo stato in cui versava il depuratore delle Torri, o dopo l’improvvida inaugurazione di una azienda privata, spacciata, anche a mezzo stampa e dal giornale del Comune, come il Centro Merci… Nel primo caso fece ripulire il sito e dopo un anno l’ ha messo in moto e inaugurato (anche se funziona ancora a scartamento ridotto); nel secondo, dopo aver ammesso la forzatura, ha scoperchiato la pentola di quello che è e resta uno scandalo bello e buono: è stato Scaramelli infatti a dire per primo che l’esproprio dei terreni del centro Merci non era stato mai portato a termine, salvo la parte in cui insiste la strada di lottizzazione… E lì sono stati spesi 2 milioni e 685 mila euro.
Sullo stesso Piano Strutturale, qualche taglio alla “colata”, dopo le proteste delle opposizioni, della stampa e dei cittadini lo ha operato, ha stoppato il progetto per l’ampliamento del depuratore di Bioecologia, si è dato da fare per sistemare alcune aree della città, per realizzare marciapiedi e aree verdi per i bambini, ha gestito forse con un po’ troppa prosopopea, ma piuttosto bene le emergenze dell’alluvione e della doppia nevicata del 2012.
Fin qui il bicchiere mezzo pieno.
Poi però c’è anche il rovescio della medaglia. E la “fila di cazzate” che rischia di svuotare il bicchiere e azzerare il credito che sindaco e giunta si sono conquistati. L’elenco è lungo:

– La cittadinanza onoraria (presunta, simbolica, virtuale) al chiacchieratissimo cavalier Giancarlo Elia Valori, concessa nonostante le perplessità delle opposizioni, di buona parte della stessa maggioranza e i “consigli contrari” della stampa, noi compresi. Poi Valori è risultato pure condannato, come si temeva, per turbativa d’asta e truffa ai danni dello Stato e la figuraccia è stata totale. Condita dalle frasi più che improvvide sul ruolo delle minoranze e sulla sua tendenza o tentazione di farne a meno…

– La gestione personalistica e autocratica della Fondazione Orizzonti dopo una serie di dimissioni a raffica di presidente e consiglieri.

– La sparata in stile Masaniello a Villastrada contro l’ipotesi di un impianto a Biogas in località Le Coste. Voce grossa, minaccia di barricate contro il collega castiglionese Batino e silenzio e inerzia sulle esalazioni maleodoranti del depuratore di Bioecologia che in quello stesso momento ammorbavano l’aria alle Biffe. Sindaco da trasferta, insomma, portato a giocare all’attacco fuori casa, ma abbottonato più del Chievo in casa propria.

– la stazione in linea per l’alta velocità, prima a Montallese poi nientepopodiomenoche a Chiusi Scalo, nell’area del Centro carni, già nella disponibilità del Comune, senza considerare però non solo l’utilità reale dell’opera (scarsa), ma nemmeno il fatto che nell’area del centro carni la linea AV ci passa, ma su viadotto. Altra sparata da trasferta senza alcuna base realistica…

– Anche la questione del Centro Merci su cui pure aveva preso cappello, squarciando un velo di nebbia, l’ha lasciata marcire. Con il rischio, ancora non scongiurato, di dover risarcire il Ministero del milione e 800 mila euro ottenuti dal Patto territoriale (il resto che l’hanno messo la Fondazione Mps e il Comune stesso, per un totale di 2 milioni e 685 mila euro).

Lo stadio, sul quale ha ignorato le critiche e le pressioni della stampa (noi per esempio) e delle opposizioni e, dopo la visita di Striscia la Notizia, ha lanciato una “grande campagna di consultazione, per decidere insieme cosa farne”, mentre in realtà aveva già predisposto un bando per manifestazioni di interesse all’acquisto e alle gestione.

–  Le sparate con toni leghisti sul “duro attacco” di ladri e vandali al cimitero e alle scuole medie, per i quali ha evocato misure eccezionali e pene non previste dal Codice penale, scatenando malsopite pulsioni xenofobe.

– l’uso smodato e spesso fuori luogo dei comunicati stampa, della comunicazione pubblica, per pura propaganda come quelli diffusi per annunciare la presenza di sindaco e giunta alle partite del Chiusi calcio o della Emma Villas di volley…

– L’appello a fare pressioni sulla Provincia per la sistemazione della frana (ora sono due) sulla 146, come se la Provincia non fosse governata, come il Comune di Chiusi, i comuni limitrofi, la Regione e pure l’Italia, dal partito di Scaramelli. Una dichiarazione di impotenza e di resa del Pd (e Scaramelli sta pure nella direzione nazionale…)

– Ma è soprattutto sulla questione nichel, ovvero la contaminazione della falda di Fondovalle, scoperta a seguito dei controlli eseguiti dall’Arpat Toscana al depuratore di Bioecologia (e anche dagli autocontrolli dello stesso gestore dell’impianto) che l’atteggiamento del sindaco lascia perplessi. Nonostante le sollecitazioni della solita stampa e della popolazione, nonostante il dichiarato impegno ad attivarsi non si è attivato.  Invece che proporsi – in quanto sindaco e dunque rappresentante dei cittadini – come “parte lesa” rispetto ad un danno ambientale e mettersi alla testa di chi chiede di sapere cosa è successo, ha lasciato passare dei mesi, ha tergiversato, minimizzato. E’ rimasto inspiegabilmente in silenzio, rischiando pure l’accusa di omissioni in atti d’ufficio… Perché? Solo perché il Comune doveva cedere , come in effetti ha ceduto il 30 dicembre, due lotti dell’ex Centro Carni a Bioecologia Srl, per 610 mila euro? Per non inficiare l’affare? Perché non ha annunciato d costituirsi parte civile contro gli ignoti che hanno inquinato il territorio, come ha urlato dopo il furto al cimitero e non ha “interessato” la magistratura e avviato i dovuti controlli? Non si capisce.

Su questa vicenda e le altre citate, Stefano Scaramelli, il sindaco controvento, non si è messo di traverso,  non è stato un “alfiere” della lotta alla casta, non ha preso di petto i problemi come in altre circostanze…

Forse inebriato dal vento in faccia, dai successi di Matteo, dalla conquista di tutto il partito, abbagliato dalle luci delle notti romane dopo le riunioni della direzione del Pd,  lusingato dalla possibilità di andare in Parlamento, deve essersi sentito forte, invincibile, unto dal signore, sindaco taumaturgo e  non si è reso conto che il suo film si stava e si sta accartocciando… O forse l’ha capito ed è per questo che “alza i toni”,  ma sempre dalla parte sbagliata. E nessuno dei suoi che glielo fa notare. Possibile?

Caro Stefano, eri partito bene. Ti stai incartando. Dai retta, pigia il tasto “reset”, riavvolgi il nastro, lascia perdere la propaganda e renditi disponibile a ragionare  (pacatamente, serenamente, ma seriamente) sulle cose serie, non solo con gli amici tuoi. A cominciare dal nichel e dalle frane che sono emergenze vere.

Marco Lorenzoni

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