“RIVOGLIO MIA FIGLIA!” RAGAZZA DI CHIUSI COSTRETTA A PARTORIRE E A DARE LA PICCOLA IN AFFIDAMENTO IN INGHILTERRA

martedì 03rd, dicembre 2013 / 16:27
“RIVOGLIO MIA FIGLIA!” RAGAZZA DI CHIUSI COSTRETTA A PARTORIRE E A DARE LA PICCOLA IN AFFIDAMENTO IN INGHILTERRA
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ROMA – “Rivoglio mia figlia, soffro come un animale. Mi hanno costretto a fare il cesareo, senza dirmi niente. Il giorno del parto pensavo che mi stessero solo spostando da una stanza all’altra, mentre io dicevo che volevo tornare in Italia. Poi sono stata sedata. E quando mi sono svegliata lei non c’era più. Me l’hanno presa”. A parlare così è una donna di 35 anni che in Inghilterra, nella Contea di Essex  è stata costretta a partorire e a dare in affidamento la propria bambina, il 24 agosto del 2012.  La donna è Alessandra Pacchieri, nata a Chianciano, ma originaria di Chiusi dove vive la famiglia che gestisce un noto ristorante e dove anche lei ogni tanto passa dei periodi e dove anche recentemente  si arrangia facendo la badante a due anziani. Alessandra è afflitta da sindrome bipolare, una malattia che la porta ad alternare momenti di euforia e iperattivismo a momenti di depressione. Una situazione complicata, una vita non facile: Alessandra infatti ha altri due figlie avute da due padri diversi, tutti e due americani e affidate alla nonna materna…

Le autorità britanniche hanno ritenuto la ragazza “instabile” e quindi non in grado di accudire la figlioletta appena nata,  ma Alessandra ha fatto appello e i suoi legali accusano il Consolato Italiano e i ministeri della Giustizia e degli Esteri di “sordità e indifferenza” verso il suo caso.  Fa sapere, Alessandra, che il padre naturale della bimba, un senegalese che vive in Italia e una sua parente americana Indra Armstrong, erano disposti a prendere in affidamento la piccola, ma i servizi sociali inglesi hanno ignorato tale disponibilità…

Un ricovero coatto, un cesareo forzato, una figlia sottratta e data in affidamento, una battaglia contro pastoie burocratiche e indifferenza, la sensazione di essere vittima di un’ingiustizia…  Gli ingredienti per un caso di quello destinati a far discutere ci sono tutti. E a prima vista, la trentacinquenne Alessandra Pacchieri, per quanto sia persona complicata e non proprio lineare, sembra essere la vittima principale.

 

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