CETONA: SE LA POLITICA INSEGUE LA TV. L’ANALISI IMPIETOSA DI CARLO FRECCERO

martedì 17th, dicembre 2013 / 12:13
CETONA: SE LA POLITICA INSEGUE LA TV. L’ANALISI IMPIETOSA DI CARLO FRECCERO
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CETONA – Sabato pomeriggio, sala Santissima Annunziata, Cetona. Il pubblico non è quello che si dice “da grandi occasioni”:  una quarantina di persone. Ma l’occasione è ghiotta. Si parla di televisione. E di un libro sul tema. Con l’autore naturalmente, che di televisione è un dei massimi esperti. Uno che ne ha fatta tanta, non solo uno che la studia e la racconta. Uno che spesso passa anche in tv a dire la sua, sulla tivù, certo, ma anche sulla politica, il linguaggio, le tendenze. Insomma Carlo Freccero, ligure, classe 1947, già direttore di Rai 2 (ai tempi dell’editto bulgaro di Berlusconi con cui furono epurato Biagi e Luttazzi) e poi di Rai 4,  autore, consulente per la Tv francese…

E a Cetona Freccero, ha parlato della tv di oggi in confronto a quella del passato, ha parlato dei nuovi media che stanno cambiando il modo di scrivere, di raccontare e di informarsi… Ha parlato, naturalmente anche di politica, del rapporto tra politica e tv (tra politica e media in genere), del nuovo che avanza e del vecchio che cede il passo, non senza  fare qualche resistenza. E il quadro dipinto da Carlo Freccero è un quadro a tinte fosche, dove il colore dominante è tendente al grigio scuro… Un grigio che uniforma, confonde, omogeneizza tutto i una marmellata informe e appiccicosa…

Un quadro in cui tutto è semplificato, livellato verso il basso, sia nelle argomentazioni che nel linguaggio, con i media ridotti a grancassa dei vincitori (o presunti tali), tutti pronti a cambiare barca appena cambia un po’ il vento. Un quadro in cui la politica si adegua ai tempi, ai modi, ai riti della tv che detta l’agenda. E non viceversa. Un quadro in cui è scomparso il “pensiero critico” a favore del pensiero unico, della banalità contrabbandata per lessico popolare e attenzione al sentire del popolo…

“Non scrivete domani che stasera qui a Cetona è nato un comitato anti internet…” Ha detto ad un certo punto Freccero rivolto alla platea, ma non c’è andato troppo lontano perché, pur evidenziando le novità, la potenza e l’utilità della rete, ha sottolineato con lucidità e precisione  come la rete, internet, i social network, non sono la soluzione. Anzi spesso sono essi stessi strumento e veicolo della banalità di cui sopra. Oltre che strumento raffinato di controllo sulle persone e sulle libertà individuali e collettive, strumento utilissimo per far conoscere idee, iniziative, opinioni, ma anche per dare precise indicazioni agli strateghi del marketing sia politico che commerciale. Ha anche messo in guardia, la platea, Freccero, sull’uso che la politica fa dei metodi televisivi:  l’uso dello slogan ad effetto, della parola chiave come nella pubblicità dei cioccolatini,  l’affabulazione, l’attenzione al look ‘casual’ per mascherare il vuoto pneumatico di proposte…  Tutte cose che abbiamo visto con Berlusconi, ma anche con Obama e ora con Renzi e anche Grillo, quello che sa meglio di tutti come si fa ad usare la tv e internet…

Ha messo in guardia la platea l’ex direttore di Rai 2, sulla deriva populista indotta anche dalla semplificazione dei linguaggi, dalla rimozione della “complessità” dal dibattito politico  a favore di atteggiamenti tipici del tifo da stadio… Atteggiamenti che – ha ricordato – se  esasperati portano dritti al fascismo (e qui ha fatto riferimento con preoccupazione e incredulità i sondaggi che danno la Le Pen in testa in Francia; “se scivola verso il fascismo la Francia, figuriamoci noi…”).

Il dibattito ha contributi ad approfondire alcuni dei temi specifici e non è stato per nulla banale. Una seratina interessante, insomma.  Istruttiva. Peccato che di politici ce ne fossero pochi e quasi tutti dell’era precedente. Di operatori dei media anche meno… Peccato davvero. 

 

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