NASSIRIYA. DIECI ANNI DOPO.

martedì 12th, novembre 2013 / 09:51
NASSIRIYA. DIECI ANNI DOPO.
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Oggi ricorre il decimo anniversario della strage in Iraq. Riflessioni e ricordi.

SIENA – Fu una notizia shock l’attentato di Nassiriya. Erano i tempi del Governo Berlusconi e l’Italia era in missione in Iraq. Ne è passata di acqua sotto i ponti da quel 12 Novembre 2003. E ancora oggi, forse con meno ardore di dieci anni fa, si continua a discutere delle missioni di pace come le chiamano comunemente.

” Erano le 10:40 ora locale di dieci anni fa, – scrive stamani Panorama.it-  le 08:40 in Italia, quando un camion cisterna kamikaze imbottito di 300 chili di esplosivo scoppia davanti la base Msu (Multinational Specialized Unit) italiana dei Carabinieri. Si lancia a folle velocità contro la base, forza il cancello d’entrata e prosegue la sua corsa impazzita e disumana sino alla palazzina di tre piani che ospitava il dipartimento logistico italiano. Un impatto violentissimo che fa crollare gran parte dell’edificio, danneggia un secondo palazzo dove ha sede il comando. I vetri delle finestre del complesso vanno in frantumi. Nel cortile davanti alla alla base molti mezzi militari prendono fuoco. In fiamme anche la santabarbara, deposito delle munizioni della base. Le forti esplosioni provocano una carneficina di colpi impazziti in qualunque direzione. Morirono 28 persone, diciannove italiani tra militari e civili, nove iracheni e cinquantotto feriti. I primi soccorsi furono prestati dai carabinieri stessi, dalla nuova polizia irachena e dai civili del luogo. Per la deflagrazione vengono distrutti anche gli uffici di un edificio dove aveva sede una ong americana, la International Medical Corps. Scoppi e esplosioni dappertutto. Fumo e morte. Un’ecatombe. Una carneficina di resti umani sparsi dappertutto. Una colonna di fumo nera e acre nel cielo. Vite amputate, sogni di vita spezzati, bambini rimasti orfani. Dolore e strazio”.

Un’ondata di emozione, di sdegno e di polemiche feroci presero il Paese Italia. Sull’onda di quello shock alcuni italiani per solidarietà all’Arma dei Carabinieri esposero la bandiera italiana alle finestre. Di rimando molti contrari alla guerra in Iraq risposero con le bandiere della pace. Specchio di un Paese che, forse, oggi, non c’è più, dilaniato da ben altri problemi.

Cosa è rimasto oggi? Dieci anni fa c’era una grande attenzione dell’opinione pubblica verso le missioni di pace. Ma oggi? E’ sempre così? L’Italia e forse anche l’opinione pubblica sono molto cambiate rispetto a dieci anni fa.

Molti si ricorderanno, per esempio, gli slogan crudeli in voga negli stadi e nei cortei:   «Dieci, cento, mille Nassiriya». Mille polemiche si susseguirono in un Paese come il nostro dove la maggioranza dei cittadini sembrava contrario all’intervento in Iraq.

Dopo quella strage, purtroppo in questi dieci anni, abbiamo visto scene di dolore di famiglie distrutte per la perdita di un loro caro in Iraq, in Afghanistan o altrove. La lista si è tragicamente allungata.

Oggi, l’Italia è un Paese profondamente diverso e distratto? C’è ancora spazio per un pò di memoria collettiva? Nassiriya è già caduta nel dimenticatoio?

David Busato

 

 

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