LEGGE DI STABILITA’. GIANNINO: MANOVRA CAUTA? E’ COLPA DELLA BOMBA MPS

lunedì 21st, ottobre 2013 / 09:22
LEGGE DI STABILITA’. GIANNINO: MANOVRA CAUTA? E’ COLPA DELLA BOMBA MPS
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L’economista torna a parlare di MPS e accusa…

SIENA – Oscar Giannino, economista e giornalista, co-creatore del movimento Fare, Fermare il declino, che alle scorse elezioni ha fatto tremare PD e PDL, fino allo scoppiare dello scandalo falsa laurea, torna a tuonare contro MPS. Riprendendo anche passaggi del suo intervento che fece all’Hotel Garden a Siena, a fine Gennaio 2013, in piana campagna elettorale, l’economista, ormai fuori da Fare, Fermare il declino, prospetta un futuro buio per la banca senese.  Riportiamo l’intervista di ieri concessa al giornalista Pietro Vernizzi del quotidiano on line, Il sussidiario.net.

“La prudenza di questa legge di stabilità nasce dal fatto che le nuove regole Ue renderanno necessaria la nazionalizzazione del Monte dei Paschi di Siena. I Tremonti bond dovranno essere così convertiti in partecipazioni dirette”. Ne è convinto Oscar Giannino, economista e giornalista, secondo cui più che dallo stesso governo questa manovra è stata scritta dagli uffici del ministero dell’Economia. Come emerge dalla stessa lettera inviata a Repubblica dal governatore della Bce, Mario Draghi, la revisione del rischio degli asset delle banche da parte dell’Ue potrebbe produrre conseguenze molto dure per il nostro Paese.

Quanto hanno pesato le divisioni politiche all’interno del governo su questa legge di stabilità?

In modo non determinante, in quanto l’impianto di fondo della manovra viene dagli uffici del ministero del Tesoro, e non da scelte politiche. Nello specifico le scelte sono state influenzate da un elemento che non è ancora venuto alla luce, ma che si può intuire da diversi indizi. Sabato mattina Repubblica ha pubblicato una lettera di Mario Draghi all’Europa politica, in cui invita alla cautela nel momento in cui sta per partire la revisione del rischio degli asset delle banche.

 

Che cosa c’entra la lettera di Draghi con la legge di stabilità?

Temo che per il Monte dei Paschi di Siena questa accelerazione molto forte imposta dall’Europa finirà per creare dei serissimi problemi. Il mercato è infatti estremamente scettico nei confronti del piano sulla cui base questa settimana inizierà il roadshow di Profumo e di Viola per chiedere un aumento di capitale da due miliardi e mezzo. Nella prudenza del Tesoro c’è quindi anche questa posizione a rischio di Mps, che potrebbe maturare molto rapidamente, cioè entro i primi tre mesi del 2014.

 

Quali saranno le conseguenze?

La vicenda di Mps finirà con una nazionalizzazione, e questo comporterà una trattativa con la Bce. Ma soprattutto farà saltare l’aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro. La conseguenza sarà che lo Stato dovrà convertire i suoi Tremonti bond in partecipazione diretta. La lettera di Draghi è un’ulteriore conferma del fatto che anche in Bce c’è chi è preoccupato per questo. Io non voglio fare il provocatore, ma sono davvero convinto che quella di Mps sia una questione delicata ancora aperta di cui nessuno parla.

 

A prescindere dalla questione Mps, come valuta nel complesso questa legge di stabilità?

Nella manovra c’è un obiettivo di diminuzione della pressione fiscale, ma non siamo ancora in grado di computare esattamente qual è il saldo degli aggravi previsti rispetto a dei possibili alleviamenti di entrata. Finché non avremo sotto mano la stesura definitiva sospendo quindi il giudizio. Quello che mi è evidente è che a fianco delle riduzioni del carico fiscale ci sono anche degli aggravi.

 

Che cosa ne pensa delle critiche dei sindacati nei confronti della manovra?

Di solito il mio punto di vista è più attento nei confronti delle imprese, ma questa volta devo dire che comprendo anche i sindacati. Si protrae il blocco contrattuale per gli statali, che dura ormai dal 2009, e ciò ha anche un lato positivo perché diminuisce il costo del lavoro pubblico. Il blocco del contratto e l’ulteriore diminuzione del monte straordinari dal 10 al 5% determina una delusione da parte dei sindacati che in qualche modo comprendo. Invece di incidere sugli stipendi degli alti livelli dirigenziali, si continuano a introdurre tagli lineari per chi sta più in basso.

 

 

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