CUNEO FISCALE: UNA PRESA PER I FONDELLI

martedì 08th, ottobre 2013 / 11:57
CUNEO FISCALE: UNA PRESA PER I FONDELLI
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Cuneo Fiscale, questo sconosciuto. Una girandola di cifre, un vero ginepraio dal quale capire quanti euro arriveranno definitivamente in busta paga, dopo la sua riforma, per ora è praticamente impossibile. Questa mattina il TG3, parlava di un’unica rata da 120 euro l’anno da versare nel mese di giugno, In pratica 10 euro al mese. “Così – questo sarebbe stato il commento del governo – gli italiani andrebbero con più serenità in vacanza”. “Buste paga più pesanti, è l’obiettivo della legge di stabilità”. Questo lo slogan recitato dal Governo.
Se fossero questi gli euro che finirebbero nelle buste paga dei lavoratori, fatta l’operazione “cuneo fiscale”, ci sarebbe davvero da ridere. Sarebbe una colossale presa per il culo a tutta la collettività italica. Per i pensionati si parlerebbe addirittura, udite! udite! di una cifra che si aggirerebbe intorno agli 80 euro annui. Come dire: “vacanze ai caraibi assicurate per tutti”. Dunque anni di discussione sul cuneo fiscale, illustrato per anni da accigliati esperti e gozzoviglianti politici, come il toccasana per risolvere i problemi di liquidità delle famiglie e far ripartire i consumi, per arrivare alla fine a questo risultato? La classica montagna che partorisce il topolino.
Siamo al teatro dell’assurdo. Una classe dirigente tra le più corrotte, più pagate, più incapaci dell’Occidente, che ha trascinato in quest’ultimo trentennio il Paese alla bancarotta sotto tutti gli aspetti, ora si presenta al Paese, con questa proposta. Un trentennio intendiamoci, durante il quale abbiamo assistito alla progressiva cancellazione di quasi tutte le conquiste dei diritti e come per contrappeso, solo i conti correnti dei politici  sono andati avanti. Tanto che sono gli unici oggi a poter comprare favolose aziende agricole come è il caso dell’ex presidente Maria R. Lorenzetti in Toscana e di D’Alema e Bertinotti in Umbria. C’è da rimanere storditi per la loro faccia tosta, visto che la corrotta Casta politica, per sé non si è ridotta nulla.
Da Fazio, su Rai 3 a “Che tempo che fa”, l’imprenditore Oscar Farinetti, affermava che per trovare le risorse necessarie a far ripartire l’Italia, bisognava iniziare subito dal dimezzamento degli stipendi dei parlamentari, dalla cancellazione di tutti i loro vergognosi privilegi, dalla chiusura del Senato. E sulle pensioni avanzava una proposta che il sottoscritto da anni va sostenendo: “Le pensioni una sola, e al massimo 3.500 euro. Che sono più che sufficienti a vivere una vita dignitosa”. Ovviamente, io aggiungo, affiancate da un grande welfare. Altro che la riforma Fornero, che ha finito per distruggere quel poco che rimaneva dello Stato Sociale, creando le condizioni per una grande disperazione di massa, giacché con la sua riforma si andrà in pensione ben oltre i 70 anni e con una cifra, che si aggirerà intorno ai 500 euro. Le molteplici pensioni dei politici, che fra l’altro godono del regime della non cumulabilità, non sono state minimamente scalfite. Partiti e sindacati, ovviamente tutti in silenzio. Evidentemente gli sta bene. Quella riforma, se l’avesse proposta il pregiudicato Berlusconi, avrebbero fatto barricate.
Renato Casaioli

 

 

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