BOOM DEGLI AFFITTI IN NERO ANCHE A SIENA E PERUGIA. LA DENUNCIA DEL SUNIA-CGIL

sabato 05th, ottobre 2013 / 12:27
BOOM DEGLI AFFITTI IN NERO ANCHE A SIENA E PERUGIA. LA DENUNCIA DEL SUNIA-CGIL
0 Flares 0 Flares ×

SIENA – La “piaga” degli affitti in nero non cessa. I giorni in cui si discute sulle conseguenze dell’aumento dell’IVA e di come trovare risorse, è paradossale che ancora, al giorno d’oggi, con tutti gli strumenti a disposizione, si debba ancora discutere di una questione così annosa. La Cgil-SUNIA, il  Sindacato degli Inquilini, ha dichiarato stamani, che l’affitto in nero è un vero e proprio boom. Si stima che il sommerso valga 1,5 Miliardi di Euro. Alla luce dei numeri forniti dalla Cgil e dal Sunia si stima che in questo settore circa 1,5 miliardi di euro di imponibile ogni anno sfuggano al fisco, tra affitti in nero o contratti registrati per cifre inferiori. L’imposta evasa e’ pari a circa 300 milioni di euro, cui vanno aggiunti 30 milioni di euro di imposta di registro evasa. Nella “speciale” classifica, anche e soprattutto, le città universitarie, tra cui Siena e Perugia.

Secondo la responsabile delle Politiche abitative della Cgil Nazionale, Laura Mariani, i risultati dell’indagine “mettono in luce come per gli studenti universitari, a fronte di costi insostenibili del mercato privato, prevalenza di forme di irregolarita’, illegalita’ ed elusione fiscale e un quasi inesistente supporto pubblico, il diritto allo studio sia nei fatti negato perche’ strettamente legato alla capacita’ di sostenere i costi soprattutto abitativi”.

Dal monitoraggio condotto nelle principali citta’ sedi di Universita’ su un campione di 2.000 ‘fuorisede’ emerge, infatti,  ”un quadro allarmante, fatto di ingiustizie e di illegalita”’ – dichiara la Mariani.

“Non solo per i 600 mila fuorisede – continua – l’affitto di un posto letto, o di una camera singola, incide sul loro budget fino all’80% ma soprattutto perche’, nel 50% dei casi il contratto e’ totalmente in nero mentre nel 25% i contratti sono registrati per una cifra inferiore a quella realmente pagata”. Il 30% degli intervistati ”ha dichiarato difficolta’ da parte delle famiglie a sostenere le spese anche ridimensionando il bilancio e il 15% di questi sta pensando di cambiare sede per riavvicinarsi alla famiglia”. L’affitto e’ una ”tagliola” alla quale sono sottoposti gli studenti perche’ il complesso del sistema universitario ”offre posti letto in strutture organizzate solo per il 2% dei fuori sede, contro il 10% di Francia e Germania e il 20% di Danimarca e Svezia”.

Da qui la proposta Cgil e Sunia. “E’ necessario combattere questo complesso di illegalita’ e irregolarita’ diffusa attraverso la stipula di ‘patti antievasione’, dei veri accordi operativi tra Agenzia delle Entrate e Amministrazioni locali”, sottolinea il segretario generale del sindacato degli inquilini, Daniele Barbieri. Dai risultati dell’indagine emerge che le citta’ piu’ care risultano essere Milano e Roma, soprattutto in prossimita’ degli atenei privati. Nella capitale infatti per un posto letto si spende da un minimo di 300 euro a un massimo di 450, nel capoluogo lombardo invece si va dai 400 ai 500 euro. Per quanto riguarda invece le stanze singole la forbice a Roma va da un minimo di 400 a un massimo di 700, a Milano invece dai 500 ai 700. Firenze e Bologna presentano valori sostanzialmente in linea con Roma e Milano, seppur leggermente inferiori: nella prima sono piu’ cari e piu’ diffusi come offerta i posti letto mentre le stanze singole raggiungono anche i 650 euro, nella seconda per una camera singola si puo’ arrivare a spendere anche 700 euro. In alcune citta’, infine, e’ frequente il fenomeno degli affitti a studenti extracomunitari (Perugia,Siena) che si traduce in un aumento del 25-30% in piu’ rispetto a quelli per italiani. Nella maggioranza dei casi esaminati dall’indagine Cgil e Sunia, le situazioni piu’ ricorrenti di affitto, ai canoni illustrati, contengono “tutta una serie di violazioni, clausole capestro e vessatorie” come contratti in assoluto nero non scritti ne’ registrati, contratti di tipo libero ma non registrati senza alcun limite di canone, contratti transitori irregolari o intestati al genitore e non registrati, e altro ancora”.

David Busato

0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 0 Email -- LinkedIn 0 Pin It Share 0 0 Flares ×
,
Mail YouTube