INCHIESTA TAV FIRENZE: UNA INTERCETTAZIONE TIRA IN BALLO IL GOVERNO BERLUSCONI

sabato 21st, settembre 2013 / 17:33
INCHIESTA TAV FIRENZE: UNA INTERCETTAZIONE TIRA IN BALLO IL GOVERNO BERLUSCONI
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UN DECRETO, A FIRMA DEL MINISTRO PRESTIGIACOMO, EMANATO ALL’ULTIMO TUFFO, PRIMA DI CADERE, AVREBBE AGEVOLATO LE PROCEDURE PER LO SMALTIMENTO IN DEROGA DELLE TERRE DI SCAVO. MA IL GOVERNO MONTI LO ACCANTONO’… 

FIRENZE – A “Firenze stiamo cercando di risolvere il problema della terra, adesso sembrerebbe che la cosa vada, all’ultimo momento la Prestigiacomo ha firmato e quindi adesso la cosa dovrebbe andare in discesa”. Lo dice Furio Saraceno, presidente di Nodavia, ditta appaltatrice dei lavori della Tav a Firenze, in una conversazione intercettata nel novembre 2011. Nella telefonata parlava di un decreto che avrebbe riguardato anche il trattamento delle terre di scavo.

Saraceno è ora ai domiciliari come Maria Rita Lorenzetti e altre 4 persone. Fra l’altro, l’indagine ipotizza reati di tipo ambientale proprio in relazione al trattamento e smaltimento delle terre di scavo.

L’intercettazione tira in ballo l’ultimo governo Berlusconi che avrebbe tentato un blitz sul filo di lana, con uno degli ultimi atti, prima di cadere.

“Gli uomini di Italfer e Rfi – si legge nella nota dei carabinieri del Ros – sono in fibrillazione per ottenere un decreto ministeriale di deroga per i materiali di scavo, terre e rocce, dal morente governo Berlusconi a firma del ministro dell’ambiente Prestigiacomo”. “Va evidenziato – aggiungono i militari – che quel decreto emanato all’ultimo minuto prima della caduta del Governo non ha avuto seguito, in quanto passato al vaglio di legittimità del Consiglio di Stato ne veniva drasticamente criticata la validità e la idoneità” con la conseguenza della “mancata pubblicazione del decreto e il suo sostanziale accantonamento (almeno temporaneo) da parte del nuovo Governo”.

Insomma il Governo Berlusconi, su pressioni di Italfer (Lorenzetti), Rfi e Nodavia (Saraceno) avrebbe provato ad agevolare le procedure di smaltimento, in deroga, delle terre di scavo, per risparmiare sui costi e in barba alle norme ambientali che consideravano quei materiali come rifiuti e no come come semplici inerti… Tutti insieme appassionatamente (destra e sinistra e imprese) per aggirare le normative e lucrare sull’operazione, senza curarsi troppo della sicurezza dell’ambiente e delle persone. Quando si dice le larghe intese… A quanto pare c’erano già, anche prima del pareggio alle ultime elezioni…

 

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