CHIUSI SCALO: RIECCO LA PUZZA DEL DEPURATORE

sabato 21st, settembre 2013 / 16:02
CHIUSI SCALO: RIECCO LA PUZZA DEL DEPURATORE
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DOPO LA DENUNCIA DI ALCUNI CITTADINI NEL MAGGIO SCORSO IL GESTORE BIOECOLOGIA ASSICURO’ CHE NON SAREBBE PIU’ SUCCESSO, INVECE…

CHIUSI – Qualche mese fa, tra maggio e giugno, alcune persone – abitanti e operatori economici – della zona delle Biffe-Cardete a Chiusi Scalo si rivolsero al carabinieri per segnalare le esalazioni maleodoranti provenienti dal depuratore di Bioecologia che si trova all’interno dell’ex centro carni. Un odore (meglio, una puzza) acre, dolciastro, fastidioso…

Partì una denuncia.  E il 22 giugno, anche per rispondere alle  proteste l’azienda Bioecologia aprì le porte del depuratore ai cittadini: un “open day” che doveva servire a far conoscere il processo produttivo dell’impianto, le garanzie di sicurezza e a sgombrare il campo da dubbi e polemiche. “Nessun problema – dissero allora i gestori e l’amministrazione comunale -, se c’è stata qualche esalazione  è stato per situazioni straordinarie e contingenti, non si ripeterà. E in ogni caso si ratta di esalazioni innocue”. Proprio così, assicurarono, prima di invitare tutti alla visita guidata e al rinfresco conclusivo…

Al di là del fatto che le esalazioni, innocue o no, non dovrebbero esserci per niente (secondo la legge), la tregua è durata poco. Da qualche giorno infatti la “solita puzza” è tornata a farsi sentire, soprattutto nelle ore serali e notturne, non solo nella zona delle Biffe e delle Cardete, ma anche nel cuore di Chiusi Scalo. Potenza del vento, evidentemente.

L’odore acre e dolciastro, a naso più “chimico” che… organico, è lo stesso del mese di maggio. E che provenga dal depuratore di Bioecologia non vi soo dubbi, visto che più ci si avvicina all’impianto, più la puzza è forte…

Cosa è successo di recente al Depuratore? Qualche altra “situazione straordinaria e contingente”?

Ripetiamo: per legge l’impianto non deve emettere alcuna esalazione molesta, né immettere liquami non depurati nei fossi circostanti. Il problema è serio. E dire che si tratta di esalazioni innocue non basta e non significa niente: 1) perché non può essere l’oste ad assicurare che il vino è buono; 2) perché se il depuratore emette esalazioni, vuol dire che non funziona come dovrebbe; 3) perché le rassicurazioni fatte durante l’open day da Bioecologia hanno trovato rapida smentita, dimostrandosi quantomeno ottimistiche.

I cittadini e gli operatori che si mobilitarono in primavera sono di nuovo sul piede di guerra e non intendono subire in silenzio il disagio causato dalla puzza del depuratore (che non si sa se è innocua).  A questo punto le affermazioni del gestore non bastano. Tocca al Comune, alla Asl, all’Arpat, ai Carabinieri verificare il perché di quelle esalazioni e quali effetti possano avere sulle persone e sull’ambiente.

Non ci si può indignare quando si vedono i servizi Tv sulla “terra dei fuochi” nel casertano e non dare risposte se il problema si presenta in casa propria.

 

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