CHIUSI, IL MALE DI VIVERE: 4 SUICIDI IN 7 MESI. QUALCOSA NON VA…

mercoledì 04th, settembre 2013 / 18:25
CHIUSI, IL MALE DI VIVERE: 4 SUICIDI IN 7 MESI. QUALCOSA NON VA…
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IN ITALIA SONO AUMENTATI DEL 12% NELL’ULTIMO TRIENNIO. NON E’ SOLO COLPA DELLA CRISI…

“Un quadro drammatico e scandito dalla cronaca, su cui fino a poco tempo fa non avevamo dati precisi. Ma ora una revisione dell’analisi degli ultimi anni conferma in Italia nel 2009-11 un aumento del 12% dei suicidi nelle persone di 25-64 anni, dunque in età lavorativa, rispetto al periodo 2006-2007. Un fenomeno presumibilmente collegato proprio alla crisi economica”. Così l’agenzia Adn Kronos rilancia la notizia dell’aumento dei suicidi indotti dalla crisi economica, in Italia.

Il 12% rispetto al triennio precedente non è uno scherzo. E il dato non riguarda solo le città industriali rimaste senza fabbriche, le periferie delle megalopol, ma tutto il Paese: nord, centro e sud, aree metropolitane e provincia più o meno profonda. Zone depresse e zone più ricche e vivaci, dal punto di vista sociale, economico e culturale.

La nostra zona non fa eccezione. Dall’inizio dell’anno, per esempio, solo a Chiusi, realtà un tempo produttiva e molto terziarizzata, ora meno produttiva e meno terziarizzata e più “pensionarizzata” (termine inventato per dire che il reddito prevalente è quello da pensione), i suicidi sono stati 3. E un altro chiusino si è tolto la vita a Montepulciano. Quattro. Tutti sotto tra i 50 e i 60 anni.

Forse in nessuno di questi casi hanno influito la crisi economica o difficoltà lavorative, quanto piuttosto situazioni familiari complicate, depressione, senso di smarrimento, solitudine, problemi relazionali…

Ma 4 suicidi in sette mesi sono un dato rilevante. Un campanello d’allarme da tenere in considerazione e da non sottovalutare. La crisi non è solo mancanza di lavoro, di reddito, di prospettiva… E’ anche, appunto, la desertificazione dei rapporti umani, delle relazioni. E la ricerca di soluzioni individuali, in assenza di risposte e soluzioni collettive. E isolamento, solitudine, è l’impressione che nessuno abbia voglia di ascoltarti, di ragionare, di condividere i tuoi problemi.

la crisi è una vita sociale ridotta a legge della jungla dove chi è più forte sopravvive e magari prospera, chi è più debole prima si isola, poi soccombe…

Quattro persone, ancora giovani, ancora in attività, fisicamente a posto, hanno deciso di staccare la spina. Di gettare la spugna, di togliere il disturbo. In un paesotto tranquillo (forse anche troppo) di meno di 10 mila abitanti, un po’ decaduto, ma non del tutto depresso, in un paesotto della civilissima Toscana, operoso, ricco di storia e antica nobiltà…

Quattro suicidi, da gennaio ad agosto,  che non sembrano affatto, però, suicidi da “crescita” o da eccessiva tutela statale, da eccessivo benessere, come avveniva in Svezia o in Danimarca negli anni ’70-80.

Tutti e quattro sembrano suicidi da malessere esistenziale e sociale.  Soprattutto perché messi in atto da persone nella piena età della ragione.

Però, anche i suicidi, come le “morti sospette” (caso Ramini) a Chiusi non fanno notizia. Due righe in cronaca l giorno dopo e poi stop. Nessuna valutazione, nessun ragionamento, nemmeno sul piano sociologico…

Strano paese Chiusi…

 

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