LA SERA ANDAVAMO… AI VASCONI

venerdì 06th, settembre 2013 / 12:49
LA SERA ANDAVAMO… AI VASCONI
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I BAGNI TRASGRESSIVI ALLE FONTI TERMALI SANCASCIANESI, UNA TENDENZA MOLTO IN VOGA TRA I GIOVANI DI 30-40 ANNI FA…

“Gli Etruschi son tornati, in punta di piedi, quasi timorosi di disturbare. Con loro sono arrivati anche i Romani. Quelli Antichi, denominazione a.C. Per intenderci, quelli che si bagnavano mollemente nelle acque termali dei Bagni Chiusini, fondati dal Lucumone etrusco di Chiusi Porsenna. Quelle stesse acque in cui ci bagniamo anche noi, altrettanto mollemente, duemila anni dopo.

Pare che i Bagni Chiusini fossero, peraltro, un luogo molto trendy. Secondo le testimonianze di Orazio, tra i VIP frequentatori ci sarebbe stato l’Imperatore Ottaviano Augusto. Sorpresi? Mica tanto.
Anche le acque termali del 2000 possono vantare i loro VIP. Un po’ meno augusti magari, ma tanto glamour. E in quanto a fare notizia, non c’è storia. Di fronte alle farfalline e ai pantaloncini-mutanda di una Belèn Rodriguez, qualunque imperatore, augusto o meno, diventa un signor Nessuno, vetusto reperto buono solo per l’archivio.”
Così scrive la nostra Elda Cannarsa nell’articolo sulle “Stanze cassianensi” aperte a San Casciano il 3 agosto scorso. E l’articolo, nella parte citata mi ha fatto tornare in mente un tendenza molto in voga negli anni ’70. E ancora oggi, anche se oggi appare meno trasgressiva.
“La sera andavamo in via Veneto” ha scritto Eugenio Scalfari nel 1986 per raccontare la vita e gli incontri, la passione dei “liberals” italiani, quella borghesia illuminata che faceva capo a Mondo di Pannunzio prima e poi all’Espresso e a Repubblica… Beh, noi, che non eravamo liberal, ma più semplicemente giovani sinistrorsi, incazzati e indignati col mondo (tutto, non quello di Pannunzio), pieni di voglia di fare la rivoluzione, magari con la colonna sonora dei Pink Floyd, la sera non andavamo in via Veneto. Noi la sera andavamo ai… vasconi. Cioè alle vasche di acqua termale che si trovano fuori dall’abitato di San Casciano Bagni. I Bagni chiusini, appunto, di etrusca e romana memoria. Allora peraltro i “vasconi” non erano nemmeno sistemati e ben tenuti, come adesso. Erano più nature. E il bagno si faceva rigorosamente senza costume e senza mutande. Tutta qui la trasgressione. E talvolta, molto spesso, quasi sempre, i vapori dell’acqua calda che di notte fanno un effetto nebbia certamente suggestivo si confondevano con altri fumi dagli odori un po’ esotici… Le canne insomma non erano solo quelle alte e piene di foglie cresciute a bordo dei rigagnoli di scolo… Non di rado la sortita ai vasconi finiva in caserma… E a fornire le generalità ci finivamo tutti, noi dei dintorni e anche altra umanità arrivata chissà da dove: da Roma o da Arezzo, da Perugia o da Grosseto… Il problema, il più delle volte era ritrovare le mutande.
I “vasconi” di San Casciano, ora frequentati anche di giorno, allora si animavano solo dopo le 23… E le macchine che si avventuravano già per quella stradina stretta, sterrata e buia erano Diane, Renault 4, qualche Simca 1000. Poteva capitare una 128 o qualche maggiolone sgarrupato. Mai viste vetture più lussuose. Forse ci andavano anche altri giovani, di altra estrazione politica, ma i “vasconi” all’epoca erano un luogo di sinistra, un luogo alternativo. Più da “indiani metropolitani” che da pariolini…
Non è che ce ne fregasse molto del passato di quelle sorgenti, del fatto che lì magari si bagnarono matrone e guerrieri etruschi o romani, magari qualche imperatore… Quello che ci interessava era fare una cosa inusuale, proibita e soprattutto farla tutti insieme, come un rito liberatorio. E pazienza se le mutande non le ritrovavi o ti ritrovavi con addosso quelle di qualcun altro…
Marco Lorenzoni

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