SCOPERTE 50 CASE D’APPUNTAMENTO NEL SENESE

mercoledì 18th, settembre 2013 / 12:19
SCOPERTE 50 CASE D’APPUNTAMENTO NEL SENESE
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 OPERAZIONE DEI CARABINIERI: ARRESTATE DUE  PERSONE, 10 DENUNCIATE.

SIENA – Un tempo la gente li chiamava  “casini”, la legge “Case chiuse” o “di tolleranza”.  Nel 1958 una legge, proposta dalla senatrice socialista Lina Merlin, le chiuse davvero.  Stop. Intendendo così dare un colpo allo sfruttamento della prostituzione. Da allora in Italia le case di tolleranza non ci sono più. Per la legge. In realtà ci sono eccome. Ieri, per esempio, i carabinieri di Siena ne hanno “censite” una cinquantina tra la città del Palio e alcuni paesi della provincia, come Colle Val d’elsa, Monteriggioni, Rapolano. Sono state identificate almeno 200 prostitute, la maggior parte sudamericane e dell’Est Europa che esercitavano il mestiere più antico del mondo con le stesse modalità di quando c’erano i casini: quindici giorni qua, una settimana là, con un sistema a rotazione.casino 2

Un’operazione in grande stile, quella compiuta dai militari dell’Arma, che ha portato all’arresto di due persone, un cubano e un dominicano per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e alla denuncia di altre 10.

In Italia la prostituzione non è reato, lo sono invece  il favoreggiamento o lo sfruttamento, l’adescamento, gli atti osceni in luogo pubblico…

L’indagine dei carabinieri senesi è partita in seguito ad alcuni episodi violenti, come l’omicidio di una giovane sudamericana qualche mese fa, in Via Vallerozzi, nel centro storico di Siena. Nel mirino degli inquirenti anche il business dell’affitto di appartamenti per questo tipo di attività. Affitto spesso molto più salato, rispetto ai prezzi di mercato.

Fino a qualche anno fa, le “case d’appuntamento” camuffate da abitazioni, centri massaggi, studi paramedici erano soprattutto nelle località di maggior transito e con un certo flusso turistico: Chianciano, per esempio. Ora, complice forse anche la crisi economica, il fenomeno appare molto più ramificato e diffuso. E il problema principale è che molte volte a gestire il “giro” sono persone o organizzazioni legate ala criminalità italiana e straniera.

Da qualche tempo è allarme rosso a Perugia. Ora anche Siena è entrata nel mirino…

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