A TRENT’ANNI DALLA SCOMPARSA DI ARTEMIO FRANCHI. PARLA IL FIGLIO FRANCESCO.

domenica 11th, agosto 2013 / 11:54
in Siena
A TRENT’ANNI DALLA SCOMPARSA DI ARTEMIO FRANCHI. PARLA IL FIGLIO FRANCESCO.
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IL 12 AGOSTO 1983, NELLA STRADA CHE VA DA ARBIA AD ASCIANO, MORIVA IN UN INCIDENTE D’AUTO, ARTEMIO FRANCHI. DOMANI LA GIORNATA COMMEMORATIVA. IL FIGLIO FRANCESCO CE LO RICORDA.

SIENA – Oggi è Domenica. Una volta, ai tempi di Artemio Franchi, era il giorno per eccellenza, l’unico o quasi, in cui si giocava a calcio. Poi l’avvento delle pay-tv ed il cosiddetto “spezzatino” hanno spalmato gli eventi calcistici su tre, se non quattro giorni. Domani ricorre il trentesimo anniversario della morte di Artemio Franchi. Aveva venticinque anni, Francesco Franchi, uno dei due figli di Artemio, quando quel maledetto incidente stradale si portò via uno dei più grandi dirigenti sportivi italiani. Morto, per andare ad incontrare un fantino, in vista della carriera dell’Assunta.

Il Palio, una delle grandi passioni di Artemio Franchi, contradaiolo e priore della contrada della Torre. Per ricordarlo, domani, ci sarà la deposizione di una corona sulla sua tomba al Cimitero di Soffiano e sarà officiata una messa di suffragio nel Battistero di San Giovanni a Firenze.Anche a Siena, nella Chiesa del Salicotto nella Contrada della Torre, sarà officiata una Messa in suo ricordo. Siena e Firenze. Città eternamente rivali, che Franchi ha avuto il pregio di unire in più contesti, a partire dal nome dei rispettivi stadi.

Artemio Franchi era nato l’8 gennaio 1922 da genitori senesi che si erano trasferiti da poco a Firenze per motivi di lavoro. La sua escalation sportiva è ben nota: arbitro di calcio, poi segretario della Sezione arbitri di Firenze e della Fiorentina, fu presidente della Lega semiprofessionisti dal 1959 al 1965 (l’attuale Lega Pro), commissario Aia e della Lega nazionale professionisti. Nel 1958 venne eletto vicepresidente della Federcalcio fino al 1967 quando ne diventò presidente: carica che mantenne fino al 1980, tranne un breve intervallo (dal 1976 al 1978) trascorso alla guida della Lega nazionale dilettanti. In campo internazionale Franchi ha ricoperto la carica di vicepresidente Uefa dal 1968 al 1973 e fu eletto successivamente alla presidenza; dal 1973 fu anche vicepresidente della Fifa. Ma i suoi meriti sportivi vanno ben oltre una carriera così prestigiosa: figura di grande carisma, fu accorto diplomatico ed abile guida del calcio europeo e mondiale.

Abbiamo fatto qualche domanda a Francesco Franchi che presiede la Fondazione Artemio Franchi a Firenze.

1) Dott. Franchi, mi parli della Fondazione Artemio Franchi

La Fondazione nasce nel 1985, a due anni, dalla scomparsa di mio padre da un’idea di Franco Torrini che allora era un membro del Lion Club Firenze e della famiglia Franchi. Nasce con l’idea di preservare i valori che Franchi aveva fortemente sullo sviluppo della cultura all’interno del mondo dello sport e del calcio in particolare. Negli anni la Fondazione ha fatto tante piccole cose, ma soprattutto un premio di laurea che d’accordo con la Lega Calcio di Serie C, ha una cadenza biennale. Siamo giunti alla decima edizione e diamo un contributo economico alle prime tre tesi vincitrici e la prima viene anche stampata e distribuite. La commissione che analizza queste tesi è composta da professore universitari importanti e fino a pochi anni fa il Presidente della commissione era l’ex Ministro Piero Barucci, fiorentino doc. Inoltre c’è il Premio Franchi Siena che serve come cassa di risonanze delle attività della Fondazione Franchi perché lì viene premiato un grande dirigente sportivo, atleta calcistico e non calcistico, un allenatore, un giornalista ed ha cadenza o biennale o triennale.

2) Il 12 Agosto ricorre il trentesimo della scomparsa di suo padre…

Oltre alla commemorazione del 12 Agosto sia a Firenze che a Siena, a Settembre sarà presentato a Firenze, a Roma ed a Siena, un libro su Artemio Franchi, edito con un contributo di Chiantibanca con interventi di Blatter, Platini, Carraro ecc.

3)Il mondo dello sport e del calcio oggi…

Molti aspetti negativi e pochi positivi… tra i negativi il razzismo, l’intolleranza, la violenza, sull’impiantistica c’è ancora tanto da fare ed anche sulla gestione economica delle società. Tra le cose positive comunque l’Italia nonostante tutto continua ad essere una delle Nazioni più forti a livello sportivo ed organizzativo

4) A livello dirigenziale mondiale oggi com’è la situazione oggi secondo Lei?

Purtroppo l’evoluzione del mondo dello sport e del calcio soprattutto è stata rapidissima ed oggi il lavoro di un dirigente è molto diverso ed è a tempo pieno. Oggi il calcio muove cifre enormi. Blatter e Platini lavorano dodici ore al giorno. Ai tempi di mio padre cominciava ad essere una professione ma non totale come oggi. Il calcio oggi ha perso dei valori fondanti tanto cari a mio padre. Manca anche l’attenzione al valore dei giovani ed alla consapevolezza del famoso detto “mens sana in corpore sano”.

5) Suo padre ha avuto la particolarità di “unire” Siena e Firenze. Caso più unico che raro in una Regione campanilistica come la Toscana…

Questa cosa l’ha sempre divertito e stupito molto… Mio padre ha profondamente amato entrambe le città senza preferenze. Due città da secoli rivali, per ricordare Franchi si sono riunite e lo hanno riconosciuto come figlio comune e questo è bellissimo.

David Busato

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