SAN CASCIANO, LE TERME DEI VIP E I BAGNI DI AUGUSTO

sabato 24th, agosto 2013 / 12:08
SAN CASCIANO, LE TERME DEI VIP E I BAGNI DI AUGUSTO
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APERTE IL 3 AGOSTO SCORSO LE  “STANZE CASSIANENSI”, ANTIQUARIUM DI GRANDE INTERESSE

SAN CASCIANO BAGNI – Il 3 agosto scorso sono state inaugurate “ Le Stanze Cassianensi”, presso il Palazzo Comunale di San Casciano dei Bagni. A cura della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana. Presenti il Sindaco Franco Picchieri e il Soprintendente per i beni archeologici della Toscana, Andrea Pessina.
Gli Etruschi son tornati, in punta di piedi, quasi timorosi di disturbare. Con loro sono arrivati anche i Romani. Quelli Antichi, denominazione a.C. Per intenderci, quelli che si bagnavano mollemente nelle acque termali dei Bagni Chiusini, fondati dal Lucumone etrusco di Chiusi Porsenna. Quelle stesse acque in cui ci bagniamo anche noi, altrettanto mollemente, duemila anni dopo.

Pare che i Bagni Chiusini fossero, peraltro, un luogo molto trendy. Secondo le testimonianze di Orazio, tra i VIP frequentatori ci sarebbe stato l’Imperatore Ottaviano Augusto. Sorpresi? Mica tanto.
Anche le acque termali del 2000 possono vantare i loro VIP. Un po’ meno augusti magari, ma tanto glamour. E in quanto a fare notizia, non c’è storia. Di fronte alle farfalline e ai pantaloncini-mutanda di una Belèn Rodriguez, qualunque imperatore, augusto o meno, diventa un signor Nessuno, vetusto reperto buono solo per l’archivio.

E infatti, l’apertura delle “Stanze Cassianensi, non fa notizia. Capirai. Roba da archeologi, specialisti del settore. Altri mondi.

Eppure, da quegli altri mondi proveniamo, ma per abbondanza di patrimonio, spesso ce ne dimentichiamo. Costumi, credenze, timori e speranze non sono cambiati poi molto in 2000 anni. Un occhio alle Stanze Cassianensi (come a qualunque meraviglia storico-artistico-archeologica di cui questo paese trabocca) e la distanza nei millenni si fa più vicina.

Al piano terra delle Stanze sono esposti i corredi delle tombe della Necropoli di Balena, che dovrebbe risalire ad una comunità rurale presente sul territorio tra la prima metà del II e l’avanzato I sec. a.C., ritrovati nel 2007 nelle campagne ad ovest di San Casciano dei Bagni.
Oggi le necropoli le chiamiamo cimiteri, e per corredi intendiamo piccoli oggetti o fotografie che accompagneranno i nostri cari nel loro viaggio nell’aldilà. Forse, solo per questioni di spazio che si è rimpicciolito, gli oggetti “funerari” dell’era moderna sono più discreti, ma il costume è rimasto immutato.
Al piano superiore, invece, è esposta una stipe votiva, ritrovata dentro la sorgente di Doccia della Testa, costituita da ex voto di epoca etrusca e da monete di epoca romana. La stipe votiva è il termine archeologico per indicare il deposito di doni, ritrovabile generalmente presso santuari ma anche in cavità naturali, piscine, pozzi o fosse, offerto alle divinità in cambio di protezione, aiuto, benessere. I doni venivano accumulati, stipati appunto.
Oggi, quell’aiutino lo chiediamo uguale. Magari con qualche candela accesa in chiesa, qualche preghiera di speranza, una donazione in denaro, un ex voto per grazia ricevuta. Anche chi si professa laico o agnostico, in fondo in fondo un’imprecazione alla divinità in cui non crede, la riserva sempre. Tanto per chiarire che la responsabilità delle proprie disgrazie non è la sua. Insomma, la buona abitudine di delegare ad altro/i da sè fortuna e benessere o colpe e mancanze, non è molto lontana da quella di duemila anni fa.

Santi, eterni Numi. Sempre meglio tenerseli buoni. Nei secoli dei secoli.

Elda Cannarsa

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