ROMINA NENCI, UN’ARTISTA A 900 GRADI

lunedì 19th, agosto 2013 / 12:04
ROMINA NENCI, UN’ARTISTA A 900 GRADI
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Incontro con la giovane ceramista di Chiusi e il fascino della tecnica Raku.

Incontro Romina in un’assolata domenica di questa estate piuttosto rovente, nella casetta di campagna dove ha il suo piccolo laboratorio. “Amo molto la campagna, la terra e tutto ciò che è natura” mi spiega con un sorriso.
Davanti ad una tazza di caffè le chiedo di raccontarmi del suo percorso artistico. “Mi è sempre piaciuto impastare, fin da piccola. Ho anche frequentato il liceo artistico ma, in verità, non ho mai pensato di fare qualcosa, non mi sono mai fatta illusioni. Modellare mi piaceva e basta. Lavorare l’argilla, affondare le mani nella terra è terapeutico”.
Poi però, una sera, arriva la folgorazione. A casa di amici, accomunati dall’inclinazione per le arti, Romina assiste per la prima volta all’apertura del forno per la cottura della ceramica Raku. E si innamora. romina nenci
Il Raku è una tecnica di origine giapponese che risale al XVI secolo. La sua caratteristica consiste nel fatto che gli oggetti –precedentemente “biscottati” , decorati e smaltati – vengono rimessi in forno a circa 920 gradi, estratti ancora incandescenti e sottoposti ad una serie di interventi. Ma c’è un’altra particolarità che, per quel suo legame con la terra e con la natura, Romina ha forse sentito subito sua. Gli oggetti sono modellati a mano, senza l’ausilio del tornio, permettendo all’artista di entrare in contatto diretto con la materia, di “impastarla” liberamente.
“È stato un colpo di fulmine” racconta Romina, i grandi occhi blu che le luccicano al ricordo. “Il giorno dopo avevo già trovato i corsi da seguire per imparare la tecnica”. Testarda e determinata come solo chi ha finalmente scoperto il proprio cammino sa essere, da quel giorno Romina di strada ne ha fatta un bel po’, sperimentando molto, sbagliando tanto e “rubando” consigli ai pochi esperti disposti a darglieli.romina nenci 4
Alla fine ce l’ha fatta. Le sue creazioni sono di particolare bellezza e leggiadrìa, dalle lampade con suggestivi effetti luce, ai vasi di forme e colori armoniosi fino ai quadri in rilievo che ritraggono volti femminili tra l’etereo e il fiabesco.
“Il Raku è una tecnica affascinante ma laboriosa”, spiega, “ si divide in varie fasi, ma per capirlo veramente, bisogna vedere”. Ci avviamo al forno. Il marito di Romina, che l’assiste nella delicata operazione, avverte che la temperatura ha raggiunto quasi 900 gradi.
Entrambi si mettono una maschera per protegge viso e testa e un paio di guanti enormi . Munita di lunghe pinze di ferro, Romina apre il forno rovente ed estrae il primo pezzo. È incandescente, lambito dalle fiamme che le danzano sul viso mascherato. Delicatamente Romina lo deposita in un ampio contenitore pieno di quella che sembra terra. Le fiamme scappano ribelli e una nuvola corposa di fumo nero la nasconde alla vista per alcuni secondi. romina nenci opere
Non è terra ma segatura, spiega Romina attraverso il mascherone. Deve essere materiale infiammabile in grado di generare il fumo che colorerà le sottili crepe della ceramica. Le fiamme invece, che la giovane ceramista copre o libera secondo gli effetti che vorrà ottenere, lasceranno un lieve segno del loro passaggio, con risultati sempre nuovi e spesso non del tutto prevedibili. Ogni singola ceramica Raku è, infatti, un pezzo unico. Il suo processo creativo termina con l’immersione nell’acqua da cui viene poi presa, lasciata asciugare e infine pulita con cura.

Il laborioso ciclo del Raku chiama a raccolta gli elementi primordiali dell’universo, Terra, Aria, Acqua, Fuoco e li mette a disposizione della creatività dell’artista, creando una perfetta sintonia tra uomo, arte e natura. In giapponese la parola Raku significa “gioire il giorno”. Il suo spirito, come quello di Romina, è animato dalla gioia di sperimentare seguendo il proprio istinto.
Alcuni lavori di Romina Nenci sono visibili su: www.terrasole.net

Elda Cannarsa

 

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