Mps: Santander, abbiamo ancora un credito di 400 milioni

lunedì 12th, agosto 2013 / 22:43
Mps: Santander, abbiamo ancora un credito di 400 milioni
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SVILUPPI NELL’INCHIESTA MPS CHE CONTINUA AD ESSERE AL CENTRO DELL’ATTENZIONE. IN ARRIVO LA RISTAMPA DEL LIBRO “Il Codice Salimbeni” dei giornalisti Mencaroni e Ferrarese.

SIENA – La situazione del MPS continua a tenere banco nella Siena “paliesca” di questi giorni. E non potrebbe essere altrimenti. La novità, forse più importante, che è emersa, almeno fino ad ora, dal viaggio dei primi di Luglio dei PM senesi a Madrid è che Banco Santander ha ancora un credito di 400 con MPS. LO ha rivelato un lancio dell’agenzia ASCA: “ ‘All’attivo possediamo unprestito subordinato di 400 milioni concesso a Mps, e non ha niente a che fare con il prestito di 5 miliardi, ne ignoro l’origine”, lo dichiara Jose Ignacio Soler Ramos, responsabile della Gestione del credito del Santander’ ascoltato, lo scorso 3 luglio, dai Pm della Procura di Siena, in trasferta a Madrid. I cinque miliardi di prestito dal Santander a favore di Mps, estinti, erano le linee di finanziamento con cui Mps copri’ il deficit di raccolta di Antonveneta, acquisita dalla banca senese dal Santander. In precedenza, il deficit era coperto da Abn Amro, controllante di Antonveneta, ma comprata dagli spagnoli in cordata con Fortis e Bank of Scotland. ”’Puo’ essere vera, anche se non ne ho certezza, la versione di Molinari (Area Tesoreria Mps), depositata nella sua dichiarazione effettuata alla Procura di Siena il 30 luglio del 2012, secondo la quale”, il prestito di 400 milioni ancora in essere, ”’sarebbe per un debito di Antonveneta ad Abn Amro per lo stesso importo” dichiara Soler Ramos.

 

Dallo stesso viaggio interessanti anche le dichiarazioni di Botin: “I signori di Rothschild ci comunicarono che c’erano alcune banche molto interessate ad acquistare Antonveneta, specialmente due: Mps, e BnpParibas” dichiara il numero uno del Santander. ”’Sapevamo che Bnp offriva 8 miliardi, secondo cio’ che diceva Rothschild” perche’, spiega Botin, ”’io non parlai con nessuno di Bnp, nessun’altra persona del Santander parlo’ con i manager di Bnp” Botin, a domanda specifica dei Pm, spiega di non aver parlato con il numero Baudoin Prot, allora Ad di Bnp Paribas, oggi presidente, ”’ricordo di averlo salutato qualche volta, pero’ non ho mai parlato con lui”, precisando di non conoscere Alessandro Daffina che seguiva il dossier Antonveneta per conto di Santander. Da parte di Mps, ”’credo di ricordare che non ci fu nessuna offerta”, il 7 di novembre ”’dissi direttamente al telefono a Mussari (presidente di Mps, NdR) il prezzo di 9 miliardi da pagare entro 48 ore, o perdeva l’operazione definitivamente” e che durante la conversazione ”’Mussari tento’ di abbassare il prezzo, ma ero consapevole di essere in una posizione ottima per mantenere il prezzo, dato l’enorme interesse del compratore”, continua Botin Mps concluse dunque l’affare per 9 miliardi, escludendo dal contratto Interbanca, la banca di investimento controllata da Antonveneta. La banca spagnola, nell’Opa congiunta su Abn Amro con Fortis e Royal Bank of Scotland, aveva acquisito Antonveneta, compresa Interbanca per 6,6 miliardi. Quest’ultima valutata 894 milioni venne poi ceduta separatamente dal Santander. Dunque Antonveneta, al netto di Interbanca, era stata acquisita dagli spagnoli per un valore di circa 5,7 miliardi. ”’ L’esclusione di lnterbanca non era tema di trattazione nelle negoziazioni con Bnp, almeno per quello che ne so, perche’ le negoziazioni vennerodirette da Rothschild. L’esclusione di lnterbanca avvenne poiche’ Mps non era interessata ad acquisirla. Tanto meno aveva interesse in lnterbanca la stessa Banca Santander e di fatto la vendette posteriormente a Generai Electrics”, dichiara il banchiere spagnolo”.

Intanto, questa mattina si è insediata la nuova Deputazione Generale della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, che ha deciso di approfondire la conoscenza della situazione della Fondazione stessa, attraverso l’acquisizione di opportuna documentazione. Ciò per poter poi decidere e individuare, in piena autonomia e con piena consapevolezza, le caratteristiche che dovranno contraddistinguere il nuovo Presidente e i membri della Deputazione Amministratrice e del Collegio dei Sindaci Revisori. La seduta è stata quindi aggiornata alle ore 11 di martedì 20 agosto”. Così recita la nota stampa della Fondazione. Per ora, quindi, niente Pizzetti Presidente, almeno per ora.

Sempre ieri, il Sindaco di Siena Valentini ha dichiarato: “Non posso assolvere gli attuali vertici MPS  finche’ non presentano un piano che sia accettato dall’Unione europea e dia l’ok ai 4 miliardi di Monti bond”.

Novità in arrivo sul piano editoriale perché il libro dei giornalisti Pino Mencaroni ed Alberto Ferrarese, “Il Codice Salimbeni” ( Cantagalli Editore) è già sold out ed è in arrivo la ristampa aggiornata.

Soddisfatto il giornalista Mencaroni che interpellato dichiara: “ Nella ristampa abbiamo aggiornato il libro con la novità delle chiusura delle indagini su Antonveneta. Per quanto riguarda le novità dell’indagine su Antonveneta c’è il numero degli indagati saliti a 11 e che i conti, almeno per il famoso giro vorticoso dei 9 miliardi per l’acquisto dei debiti che Antonveneta aveva e che Monte dei Paschi ha colmato, tornano. La situazione di MPS è molto sperimentale e come modello di salvataggio sembra molto simile a quello applicato alla Grecia. Spero che il percorso del MPS non diventi un percorso alla “greca”. Lapidaria la chiusura: “ Qui a Siena non ci sono i 4 miliardi per restituire i Monti Bond. Qui quello che è andato male è che per difendere la senesità del Monte, che è un concetto anche un po’ “metafisico” in realtà si è persa la senesità della Fondazione che invece era la cosa più importante”

 

David Busato

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