La mostra di Steve Mc Curry a Siena

lunedì 19th, agosto 2013 / 17:05
La mostra di Steve Mc Curry a Siena
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LA LEZIONE DI UN GRANDE DELLA FOTOGRAFIA DI REPORTAGE

Ho visitato recentemente la mostra di Steve Mc Curry nel complesso museale del Santa Maria della Scala a Siena. Un evento mondiale per gli appassionati di fotografia.  Steve Mc Curry è indubbiamente un grande! La sua carriera professionale si dipana da molto lontano,da molto prima che incontrasse Sharbat Gula e da molto prima che entrasse in Afganisthan con i rotolini cuciti nel vestito e travestito da mujaheddin col barracano addosso. Il valore della persona non sta tanto in questo, ma nel suo carattere che sa aspettare il divenire della luce, una dote molto grande per un fotografo di reportage alla qual condizione la maggior parte dei fotografi non sono portati a sottomettersi. Oggi non c’è un fotografo di reportage forse più completo di Steve Mc Curry e la sua mostra di Siena in Santa Maria della Scala è un epitaffio che può essere esaminato da tutti e che tutti ritengo possano convenire che le parole che dico sul suo lavoro possano venir ‘’scolpite sulla pietra’’ senza esagerazione alcuna poiché sono di una ovvietà tale che pochi oserebbero mettere in dubbio le sue qualità professionali. Vincitore di infiniti premi internazionali e membro della Magnum e del National Geographic adesso che è addivenuto al top del mondo della Fotografia di Reportage si può permettere di dichiarare anche alle domande che gli vengono rivolte che certi aspetti evidenziati dai suoi scatti in mostra non rientrino nella ‘’ postproduzione ‘’, tanto nessuno metterà in dubbio ciò che dice, e chi lo mettesse in dubbio passerebbe senz’altro da presuntuoso come minimo.
La mostra senese che sarà aperta fino al 3 novembre presenta 200 scatti  da tutto il mondo ma principalmente dall’Asia, da quell’Asia che dai primi degli anni ’70 lo vide nelle sue polverose strade con tanto di Nikon al collo e con poche ottiche al seguito, e forse è per questo che è stato uno dei primi fotografi che ho cercato di emulare perché mi è sempre piaciuto il suo stile. Dopo qualche decennio anche lui si è convertito al digitale poiché- ed è stata una domanda che gli ho rivolto- ha risposto che non trova differenze rispetto alla luce,l’operare con tali strumenti e la resa dell’analogico confrontato col digitale stesso. Credo che molte multinazionali nel campo della fotografia come Nikon e Sony abbiano investito milioni di dollari sulla sua professionalità ed in ogni parte dove si muova nel mondo c’è tale riscontro.Di indubbia valenza professionale,così facendo però è entrato anche lui nell’ingranaggio mediatico che spesso fagocita uomini ,storie e condizioni.Le sue mostre in giro per il mondo sono diventate un affare commerciale con la stampa di libri,di workshop costosissimi, di incontri e di Lectio Magistralis come quella tenuta a Siena  Giovedi 13 Giugno.
Nonostante questo, l’emozione che però deriva dalla sua impostazione etica e di sensibilità umana fa sì che Steve Mc Curry mai si dimentica di essere un osservatore delle bellezze che fanno parte di un patrimonio unico della razza umana e ce le rappresenta con amore del loro contenuto, degli sguardi, dei colori e dei contrasti.Le sue foto parlano più di mille pagine di un libro e questo è il valore di Steve.Il mezzo tecnico usato per parlarci e come l’uso di questo arrivi all’osservazione del nostro occhio di spettatori e di critici è altra cosa, che non diminuisce affatto il valore della sua altissima facoltà di sintesi. L’unicità e la preziosità di Steve- secondo me-risiedono proprio in questo…..Poter andare dentro al cuore di ogni immagine. Non di meno la Nikon ne ha fatto un suo slogan pubblicitario noto in tutto il mondo:’ ’At the heart of the image’’.

Carlo Sacco

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