CHIUSI SCALO SI PREPARA AI RUZZI DELLA CONCA

mercoledì 28th, agosto 2013 / 18:32
CHIUSI SCALO SI PREPARA AI RUZZI DELLA CONCA
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Si comincia venerdì 30 agosto. Domenica 8 settembre la sfida finale della Palla al Bracciale

CHIUSI SCALO –  Contradaioli al lavoro per allestire il quartier generale nel piazzale di Via Mazzini, altri impegnati a montare lo stand gastronomico in Piazza Garibaldi, giocatori che si allenano alla Palla al Bracciale al campo sportivo, tamburini e sbandieratori che rullano in continuo nelle rispettive contrade… Manca poco alla trentaduesima edizione dei Ruzzi della Conca, l’ormai tradizionale sfida tra le 5 contrade di Chiusi Scalo che quest’anno si concluderà proprio l’8 settembre, festa patronale della Stazione, con la Processione Solenne spostata al giorno successivo, lunedì 9 settembre.

Il clou sarà come sempre la sfida della Palla al Bracciale, con la Fornace detentrice della Conca e quindi squadra da battere, dopo il decennio targato Granocchiaio, con le uniche eccezioni del 2009 che vide trionfare il Sottogrottone e il 2012 con la vittoria, appunto, dei giallorossi fornacini. fornace

Il Mar Nero, contrada “nonna” della manifestazione (non vince dal 1982) ha inaugurato sabato scorso la propria sede appena ristrutturata in via Manzoni. Alla cerimonia sono intervenuti i giocatori che vinsero la seconda edizione dei Ruzzi, il parroco Don Antonio Canestri che ha benedetto i locali e il sindaco Scaramelli (già capitano della Fornace), l’assessore Micheletti (già giocatore e presidente delle Biffe) e gli altri assessori Lanari, Sonnini, Bettollini.  C’era anche qualche dirigente delle contrade avverse, segno che la rivalità c’è, sì, ma c’è anche amicizia e solidarietà.

Amicizia e solidarietà che si notano pure seguendo i lavori di allestimento degli stand, portati avanti  insieme da tutte le contrade, secondo la nuova formula in vigore da qualche anno. Prima la festa veniva organizzata da una contrada sola, a rotazione.

Chi vincerà la conca quest’anno? Il Mar Nero, anche per “celebrare degnamente la rinnovata sede” vorrebbe provarci; il Granocchiaio  forse non è più la Corazzata Potemkin di qualche tempo fa, ma è sempre un team affiatato e combattivo; la Fornace difenderà la conca con i denti, anche perché, probabilmente sarà l’ultima battaglia dei valorosi fratelli Mauro e Paolo Scattoni, eroi degli anni ’90 e vincitori nel 2012. Biffe e Sottogrottone reciteranno anche loro il proprio copione, con la speranza di fare il colpaccio, cosa che ai gialloneri riuscì nel 2009. A proposito, a Città della Pieve il Palio è andato proprio alla contrada che ha gli stessi colori, il Borgo dentro. Che sia un segno premonitore?

Naturalmente, come sempre, i Ruzzi non saranno solo Palla al Bracciale e sfide collaterali (Braccialino, Bracciale femminile, Ruzzini, Corsa del maiale…), ma anche intrattenimento, musica, specialità,  gastronomiche. Come da tradizione la sfida stracittadina sarà accompagnata nei giorni di venerdì 6 e sabato 7 da “Sbottegando” (il mercatino allestito dai negozi di Chiusi scalo che proporranno la propria merce a prezzi scontati) e dalla serata di cabaret in piazza Dante organizzata da Chiusiinvetrina. Quest’anno sul palco ci sarà Cristiano Militello, il comico toscano noto per le sue gag dagli stadi a Striscia la Notizia.

I Ruzzi della Conca non sono il Palio dei terzieri di Città della Pieve (che anche quest’anno ha visto affluire nella città del Perugino decine di migliaia di visitatori, per due settimane); non sono il Bravìo delle Botti di Montepulciano, e come “tensione” non sono nemmeno la Giostra del Saracino di Sarteano. Però resistono da 32 anni nonostante no avessero alle spalle echi e tradizioni medievali o rinascimentali; hanno creato generazioni di giocatori di Palla al Bracciale, resuscitando un gioco storico che rischiava l’estinzione e che ora, anche grazie a Chiusi, vede anche manifestazioni, tornei e sfide a livello nazionale…  Il piazzale di via Mazzini è un posteggio piuttosto squallido, niente a che vedere con le vie e i palazzi del 3-4-500 di Città della Pieve o Montepulciano…  La cornice è certamente meno suggestiva, e i costumi del corteo storico pure. Ma il gioco è spettacolare e la festa, nel tempo una sua ragione, se non l’aveva storicamente, l’ha trovata. E ora i Ruzzi sono anche terreno e momento di integrazione per i nuovi abitanti dello scalo arrivati da paesi stranieri. Non è cosa da poco.

L’offerta mangereccia – a leggere i menù delle serate – sembra all’altezza. Se il tempo regge, insomma anche Chiusi Scalo, nobile decaduta, anzi no, nobile non lo è mai stata, diciamo ricca borghese decaduta e anche un po’ rassegnata al declino, avrà i suoi dieci giorni di gloria.   Ruzzare in fin dei conti fa anche bene alla salute… E pazienza se la festa comporta qualche sacrificio agli automobilisti, ai commercianti, ai cittadini costretti a sentire per ore e ore il rullo dei tamburi o un po’ di musica a mezzanotte e qualche schiamazzo notturno…  Chiusi Scalo di solito è un deserto dei tartari… se per qualche sera all’anno la cittadina si anima avrà almeno la sensazione di essere ancora viva…

 

 

 

 

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