CHIUSI L’ASSESSORE BETTOLLINI: “CANCELLARE L’IMU SULLA PRIMA CASA ANCHE PER I RICCHI E’ UNA SCELTA INIQUA”

venerdì 30th, agosto 2013 / 18:22
CHIUSI L’ASSESSORE BETTOLLINI: “CANCELLARE L’IMU SULLA PRIMA CASA ANCHE PER I RICCHI E’ UNA SCELTA INIQUA”
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CHIUSI – “Condivido pienamente le parole scritte su Facebook dal sindaco Stefano Scaramelli; cancellando l’Imu anche per chi possiede alti redditi e case di lusso è stata cancellata anche l’equità sociale in teoria baluardo del Partito Democratico, ma questa volta calpestata per la necessità di stare ai ricatti di un condannato come Berlusconi. Come si fa a mettere sullo stesso piano un pensionato, un esodato, un disoccupato con chi guadagna milioni di euro o ha case di lusso? Possibile che non si comprenda le difficoltà delle persone e ce ne freghiamo dei Comuni e dei servizi da erogare ai cittadini?”
Sono parole amare, pesanti e di condanna quelle che l’assessore al bilancio e alle finanze del Comune di Chiusi Juri Bettollini usa per esternare tutta la propria rabbia riguardo alla decisione del governo Letta di abolire l’Imu sulla prima casa. La rabbia dell’assessore Bettollini è dovuta in sintesi alla grave iniquità del provvedimento che rischia tra l’altro di avere profonde ripercussioni sulla politica locale di erogazione dei servizi essenziali per i quali i Comuni adesso dovranno fare i salti mortali.
“Come al solito si gioca sulla pelle degli italiani –dichiara l’assessore al bilancio e finanze Juri Bettollini – cancellare l’Imu è stata una scelta completamente scellerata e senza logica. La politica dovrebbe essere al servizio del cittadino ed invece come al solito prevalgono gli interessi personali, dei ricchi e dei potenti che non perdono occasione per calpestare i diritti di tutti gli altri, se fosse un romanzo sarebbe Robin Hood alla rovescia si prende ai poveri per dare ai ricchi. Con questo provvedimento dal governo possono anche ammettere che, per loro, esistono cittadini di serie A e di serie B. Un atteggiamento del genere sarebbe quasi lecito aspettarselo dal Pdl che continua a difendere un condannato in cassazione, ma lo sconforto è ancora maggiore quando tutto ciò arriva anche dal mio partito, che a tali pressioni non ha saputo far altro che rimanere succube e chinare inesorabilmente la testa.. Come si fa a non capire che per un semplice principio di equità sociale l’Imu si poteva anche togliere, ma solo per le persone a basso reddito mentre doveva rimanere per chi ha grandi redditi e possedimenti in quanto è giusto che qualche cosa sia restituito alla comunità. Come si fa a non capire che le risorse dell’Imu potevano essere destinate a progetti culturali e sociali o andare alle imprese per nuove assunzioni o ai giovani per nuove iniziative. I Comuni invece si ritrovano da un giorno all’altro senza risorse, la Service tax è ancora tutta da chiarire e non può quindi certamente dare garanzia agli enti locali che invece hanno estremo bisogno di risposte chiare per essere al fianco dei cittadini; sarebbe bello che venissero gli esponenti del governo a guardare negli occhi le persone e spiegare loro il perché certi servizi, come uno scuolabus o la mensa scolastica, rischieranno di non essere più garantiti. Questo però non potrà accadere perché nelle stanze romane i potenti dell’Italia vivono in un mondo fuori dal tempo, fuori dalla vita e dai problemi reali. Come se non bastasse oltre al danno sembra esserci anche la beffa visto che con la brillante idea di cancellare l’Imu sembra essere diventato certo, almeno così ha dichiarato il viceministro all’economia Fassina, l’aumento dell’IVA se questo accadesse sarebbe un regresso di tutto il mondo economico, in primis per le famiglie che vedrebbero alleggerita la propria busta paga e conseguentemente il proprio potere di acquisto. Anche sull’Imu per la seconda casa non si discute ed addirittura le tasse aumentano per le imprese che invece dovrebbero ricevere aiuti per uscire dalla crisi e generare nuovo lavoro; non si discute neanche della Tares che a fine anno sarà una autentica mazzata per famiglie ed imprese. Insomma ancora una volta è stato dimostrato che c’è bisogno di cambiare rotta e anche alla svelta, che c’è bisogno di tornare ad essere vicini alle persone a costo di scomodare gli interessi dei poteri forti; la politica ha perso una grande battaglia in questo senso, occorre far partire una fase nuova. Cambiare si può cambiare si deve.

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