MPS, IL COMUNE RINUNCIA AL TETTO DEL 4%. IL SINDACO VALENTINI: “IN PASSATO UNA BANDA DI DELINQUENTI HA GESTITO UNA DELLE PIÙ GRANDI BANCHE ITALIANE”.

lunedì 15th, luglio 2013 / 11:52
MPS, IL COMUNE RINUNCIA AL TETTO DEL 4%. IL SINDACO VALENTINI: “IN PASSATO UNA BANDA DI DELINQUENTI HA GESTITO UNA DELLE PIÙ GRANDI BANCHE ITALIANE”.
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CONSIGLIO COMUNALE FIUME PER DECIDERE SULL’ABOLIZIONE DEL VINCOLO DEL 4%. IL SEGRETARIO DELLA CGIL, SUSANNA CAMUSSO: “VIA TETTO 4%? NO RITORNO A MODELLO SBAGLIATO”

SIENA – Consiglio comunale fiume e monotematico, quello che si è svolto ieri a Siena. L’argomento era cruciale: l’abolizione del tetto del vincolo del 4% necessario per far entrare nuovi soci privati e quindi nuovi capitali. All’inizio le posizioni politiche erano distanti ed erano state presentate ben quattro mozioni sull’argomento. In serata, poi, la decisione di sostenere una mozione (con due consiglieri di maggioranza di area “Monaciana” che hanno appoggiato la mozione delle minoranze) che, pur non esprimendosi a favore della riforma, di fatto non la ostacola. L’ultima parola spetta ora alla Fondazione, con la deputazione amministratrice che lunedì deve decidere come votare nell’assemblea del Monte che si svolgerà Lunedì 18 Luglio. L’orientamento dell’ente presieduto da Gabriello Mancini è da tempo, e con feroci polemiche, a favore della riforma, nella consapevolezza che senza abolizione del tetto di voto la condanna sarebbe segnata sia per la banca che per la stessa Fondazione.

Il sindaco Bruno Valentini, durante le otto ore di consiglio ha svolto più di un intervento con toni decisamente duri. L’Europa chiede l’abolizione del tetto di voto del 4% per autorizzare gli aiuti, ma non sono accettabili «posizioni pregiudiziali e ideologiche sul limite del diritto di voto, così come quelle perseguite in passato» sul possesso del 51% delle azioni della banca nel portafoglio della Fondazione Mps «che hanno determinato gravi danni al patrimonio della comunità». In passato, ha concluso il sindaco, «una banda di delinquenti si è trovata a gestire una delle più grandi banche itraliane», oggi «servono atti che ci consentano di superare la situazione» e comunque in futuro «non possiamo più pensare che sia il Consiglio comunale il luogo dove si decide il futuro della Fondazione e della banca».

Adesso vedremo la prossima settimana cosa succederà. Intanto da Roma, il Segretario della CGIL, Susanna Camusso si è espressa con toni duri sull’argomento: ” ”Penso che il passato che ha caratterizzato Mps e’ un passato irripetibile, quindi qualunque discussione in cui appare il legame e l’idea che bisogna tornare a come si era prima non fa i conti non solo con le questioni giudiziarie, ma anche con il fatto che quello era un modello sbagliato. Non si puo’, nell’era in cui abbiamo bisogno ricostruire una funzione delle banche che forniscono servizi alle imprese – ha osservato Camusso – avere l’idea della banca territorio o della banca dispensatrice di tutte le modalita’ organizzative e politiche di un territorio. Quindi credo che bisogna avere il coraggio di guardare a una opzione differente che impara dal passato, dai problemi che ci sono stati: insisto quelli di tipo economico produttivo perche’ quelli giudiziari ci pensa la magistratura. Il nostro e’ un sistema bancario fragile che ha bisogno di crescere, di diventare piu’ grande e che deve proporsi come un interlocutore dello sviluppo, non come un interlocutore del cortile”.

Parole che faranno certamente discutere. Il dubbio che permane è se la situazione in cui versa il MPS derivi o dall’eccesso di gigantismo e/o dalla strenua difesa della senesità e, per dirla con la Camusso, del “cortile”.

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