CHIUSI, IL PAESE DELLE INCOMPIUTE: CENTRO MERCI, STADIO, DEPURATORE… COSI’ SONO STATI AFFOSSATI 15 MILIONI DI EURO…

martedì 23rd, luglio 2013 / 12:52
CHIUSI, IL PAESE DELLE INCOMPIUTE: CENTRO MERCI, STADIO, DEPURATORE… COSI’ SONO STATI AFFOSSATI 15 MILIONI DI EURO…
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SUL CENTRO LOGISTICO SINDACO E OPPOSIZIONI TIRINO FUORI I CONTI

CHIUSI – La questione del Centro Logistico o Centro merci, continua a registrare prese di posizione e dichiarazioni di chiarimento. Ultime in ordine di tempo quelle del Sindaco di Chiusi Scaramelli, del presidente del Patto territoriale, Marco Ciarini e del capogruppo della primavera Giorgio Cioncoloni. Tutte affidate a Primapagina. Però, la questione non è se il Centro Logistico avrà o meno il binario per lo scambio gomma-rotaia oppure no. Non è come riuscire a lottizzare e riempire di capannoni e strutture per la logistica i terreni adiacenti a quella strada che per il momento finisce nel nulla. Il primo e decisivo nodo da sciogliere è capire come sono stati spesi i soldi ottenuti dal Ministero, attraverso il Patto territoriale e dalla Fondazione Mps. E’ capire come sia stato possibile affossare in una strada che finisce nel nulla 2 milioni e 685 mila euro. Oltre 5 miliardi di vecchie lire. Per capire questo e fare la necessaria chiarezza c’è solo una strada, in attesa della visita e della verifica degli ispettori del Ministero, annunciata da Ciarini: quella di rendere pubblici i costi, voce per voce, dei lavori effettuati, le delibere con cui sono stati approvati e affidati quei lavori e tutta la documentazione relativa alla vicenda.

Può farlo il sindaco Scaramelli che per primo ha detto che “il centro logistico non esiste e che quella che è stato realizzato  – e che sulla base del progetto si poteva realizzare – è “un’opera di urbanizzazione e poco più…”.

Può farlo il capogruppo della Primavera Cioncoloni che – come ha dichiarato – ha chiesto e ottenuto tutta la documentazione di cui sopra.

Ci facciano sapere quanto  stato speso per la “cassa di espansione della Chianetta”, quanto per lo sminamento delle bombe della seconda guerra mondiale, quanto per la rimozione dei tralicci, quanto per il rilevato stradale, per i tombini e i lampioni, quanto per l’asfalto… Quanto sono stati pagati e a chi i terreni espropriati ecc.

Lo facciano insieme se vogliono, lo facciano separatamente, l’un contro l’altro armato, ma qualcuno lo faccia. E alla svelta. Senza aspettare gli ispettori ministeriali o magari una visita a sorpresa del… Gabibbo.

Chiarire come sono stati spesi i soldi è necessario e indispensabile per non fare altri errori e per affrontare il nodo successivo di come andare avanti. E su come procedere, Scaramelli qualcosa ha già detto. Ed ha cambiato posizione.

In campagna elettorale (2011) parlò addirittura di “riconversione” dell’area in zona artigianale e produttiva. Adesso, invece, il sindaco di Chiusi adesso non parla più di riconversione, ma di centro logistico, per lo scambio gomma-gomma… Insomma il progetto resta in piedi, riveduto e corretto, ma resta in piedi…

Questo perché –  anche dalle precisazioni di Ciarini – una eventuale riconversione nnon sembra possibile, dato che il progetto fu approvato e finanziato in quanto rivestiva “interesse di area” e coinvolgeva non solo Chiusi ma tutti i comuni umbri e toscani del Patto territoriale. In sostanza, par di capire, i soldi ottenuti dal Ministero (1.830.000 euro) e già spesi per il “progetto di area“, non potranno alla fine risultare impegnati per una struttura solo chiusina…

Fuori le carte, insomma. Si chiarisca il pregresso e poi si cominci a ragionare sulla prospettiva.

Cinque miliardi di vecchie lire, per realizzare solo quella strada, sembrano una cifra enorme e spropositata. Se una cosa del genere fosse succesa in un paese del Sud tutti avremmo parlato di scandalo. A Chiusi, finora al massimo si è parlato di spreco… La cosa invece puzza di scandalo. E per questo la nebbia va diradata.

Anche perché se è vero che altri centri logistici, più o eno con le stese caratteristiche revisti nella vicina Umbria si sono arenati sul nascere (a Foligno e Città di Castello) e ora anche lì si discute di come uscire dalla palude… a Chiusi il Centro Logistico non è l’unica “incompiuta” costata un sacco di soldi.

C’è il nuovo stadio di Pania, avviato a costruzione  per il quale il comune ha contratto un mutuo di 2 milioni e 700 mila euro (la stessa cifra del centro merci), ma ad oggi è solo una tribuna, senza nemmeno la copertura. Non è stato abbozzato nemmeno il terreno di gioco.

E poi c’è il depuratore in località Le Torri. Opera immensa anche quella finanziata dal Ministero dell’Ambiente intorno al 2000, con un contributo di 20 miliardi di lire (l’euro ancora non c’era). E’ finito dal 2010, ma non è mai entrato in funzione. A settembre 2012, dopo una “giornalata” di primapagina con le foto dell’impianto invaso dalle erbacce e in completo abbandono, Comune e Nuove Acque ripulirono i piazzali e dichiararono che in pochi mesi il depuratore sarebbe stato attivato. E’ passato quasi un anno ed è ancora fermo. Tra l’altro con grave danno non solo erariale, ma anche per il lago che riceve acqua sporca invece che acqua depurata…

Facendo i conti in euro sono 10 milioni per il depuratore, 2 miloni e 685.000 per il centro Logistico, 2 mlioni e 700 mila per lo Stadio… Totale: 15.385.000 euro. Trenta miliardi di lire. L’equivalente di 2 bilanci comunali, per opere incompiute, appunto, e non funzionanti.

Senza contare poi opere fatte, ma inutili, come la Pensilona (un altro mezzo milione di euro dalla Fondazione Mps…).

Una bella pioggia di quattrini, pubblici o del “babbo Monte”, spesi male. Quanti altri comuni, delle dimensioni di Chiusi, anche nella zona, possono dire di aver ricevuto altrettanto?
Poi ci si lamenta quando i Governo taglia i fondi agli enti locali… Se i soldi vengono spesi così… E qui non siamo in un “paese di mafia”. Siamo a Chiusi, nella civilissima e rossa Toscana. Rossa, magari, sempre meno…
marco lorenzoni
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