OGGI mercoledì 08/09/2010, ore 11.46
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giovedì 29 luglio 2010

TERREMOTO DEL 15 DICEMBRE A SPINA E MARSCIANO: SERVONO 300 MILIONI DI EURO PER RICOSTRUIRE

15 all'anno per 20 anni. Bertolaso li ha promessi, ma... Regione, Comuni e Comitato premono sul governo. ancora 500 persone fuori casa

Saranno necessari circa 300 milioni di euro per portare a termine l'opera di ricostruzione resa necessaria dal terremoto che nel dicembre del 2010 ha colpito l'area del marscianese, nella provincia di Perugia. Con questa cifra sarà possibile procedere alla ricostruzione di tutti gli edifici danneggiati, comprese le seconde case, e mettere in sicurezza gli edifici scolastici e i beni culturali danneggiati.
Lo ha detto, partecipando all'audizione convocata dalla Seconda commissione del Consiglio regionale, la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini.
Il quadro emerso dall'incontro a cui hanno partecipato anche i sindaci di Deruta, Marsciano e Fratta Todina, rappresentanti del Comune di Perugia e del “Comitato territoriale 15 dicembre”, descrive uno stanziamento legato alla ricostruzione leggera (relative alle abitazioni che hanno subito danni lievi) di 8 milioni di euro, valutati come “del tutto insufficienti” anche a fronte delle spese già affrontate nella prima fase dell'emergenza.
Sarebbero invece necessari – è stato detto – circa 300 milioni di euro, con i quali provvedere a ristrutturare, secondo un ordine di priorità, le prime case, gli edifici scolastici, gli edifici pubblici, i beni culturali e le seconde case.
Particolare attenzione, oltre che alle abitazioni, è stata richiesta per le strutture scolastiche, che necessitano di essere messe in sicurezza in tempi rapidi, e per le attività commerciali, che in molti paesi rappresentano un servizio indispensabile per alcune categorie di cittadini e una irrinunciabile fonte di reddito per altri. In particolare, a proposito dei fondi concessi come contributo per la “autonoma  sistemazione” è stato chiesto di intervenire affinché questo venga ora riconosciuto soltanto a coloro che hanno avuto danneggiata la propria abitazione di proprietà, mentre chi viveva in affitto dovrebbe provvedere autonomamente a pagare un nuovo canone di locazione, come già avveniva prima del sisma.

Da segnalere che, a distanza di 7 mesi dal sisma,  sarebbero ancora più di 500 le persone "fuori di casa" a Spina, la frazione più copita e ancora largamente "inagibile", nel resto del marscianese, dei comui limitrofi di Fratta Todina, Deruta e Perugia. Una situazine drammatica di cu si parla poco, troppo poco. In relazione alla “ricostruzione pesante” la presidente Marini ha auspicato che il Consiglio regionale adotti un atto formale verso il Parlamento ed il Governo affinché venga riconosciuto all'Umbria lo stanziamento previsto e annunciato dallo stesso Bertolaso nel mese di giugno, di 300 milioni di euro, in 20 anni, con uno stanziamento annuo di 15 milioni:
“una cifra modesta e compatibile sia con il bilancio dello Stato che con la difficile situazione economica. Con questi fondi la Regione sarebbe in grado di attivare i mutui necessari a completare la ricostruzione in pochi anni, avendo però la certezza di poter contare su una copertura finanziaria da parte del Governo nazionale”.
La proposta della presidente Marini è stata accolta positivamente dai componenti della Commissione presieduta da Gianfranco Chiacchieroni, che si sono detti disponibili a prendere in considerazione la stesura di un documento unitario che solleciti un impegno finanziario del Governo, dopo aver individuato le priorità e l'entità della ricostruzione.

terremoto marsciano
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