IL VOLTO DELLA NUOVA SINISTRA AMERICANA ENTRA AL CONGRESSO. IL SUCCESSO DI ALEXANDRIA, GIOVANE, ISPANICA E SOCIALISTA

mercoledì 07th, novembre 2018 / 11:29
IL VOLTO DELLA NUOVA SINISTRA AMERICANA ENTRA AL CONGRESSO. IL SUCCESSO DI ALEXANDRIA, GIOVANE, ISPANICA E SOCIALISTA
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Gli elettori americani hanno mandato un messaggio al presidente Trump. Il Partito Democratico ha infatti riconquistato la maggioranza alla Camera. Impresa importante, anche se non completata dalla – più difficile – conquista del Senato che rimane saldamente in mano repubblicana. Insomma adesso Trump avrà meno “mano libera”. Il Congresso gli starà col fiato sul collo, almeno alla Camera, appunto.  “Non si tratta solo di una vittoria dei democratici, è la vittoria delle regole costituzionali, dei controlli sull’amministrazione Trump” ha infatti commentato Nancy Pelosi, capogruppo Dem alla Camera. Ma il segnale più forte – e chiaro – arrivato dalle elezioni di Mid Term è forse l’elezione di Alexandria Ocasio Cortez nel Collegio 14 di New York. Coi suoi 29 anni la Cortez è la più giovane deputata mai eletta al Congresso, è Democratica anche lei ed ha battuto il  repubblicano Anthony Pappas, professore 72enne alla St John’a University. Non solo è Democratica Alexandria Ocasio Cortez, ma è anche “colored”,  figlia del melting pot newyorkese: madre portoricana e padre del Bronx. Ed è anche l’immagine dell’ala sinistra del partito. Nella sua campagna elettorale ha puntato infatti sui temi cari alla sinistra progressista come l’assistenza sanitaria pubblica per tutti, le politiche in favore dell’occupazione, l’abolizione dell’agenzia federale responsabile di immigrazione e confini. E’ il volto giovane e fotogenico della nuova sinistra americana, quella di Bernie Sanders, che non ha paura a definirsi “socialista” e ad usare parole d’ordine e anche il linguaggio tipico della sinistra di classe. Un po’ come sta facendo Jeremy Corbyn in Gran Bretagna. La sua idea di America è opposta a quella di Trump, ma è anche radicalmente diversa da quella dei Democratici moderati e centristi. La sua elezione al Congresso sfata anche un altro tabù. “Donne come me non è previsto che corrano per il Congresso” ha dichiarato in campagna elettorale, intendendo con ciò che finora hanno corso solo figure dell’establishment, delle classi più agiate, gente coi soldi insomma che poteva permettersi di spendere milioni nella propaganda. Lei, prima di sconfiggere Joe Crowley uno dei più potenti esponenti del Partito Democratico a Washington e poi di vincere anche le elezioni contro l’avversario repubblicano Pappas, faceva la barista a Manhattan.

Barista, ma laureata alla Boston University e anche educatrice ed attivista di base: ha lavorato per la campagna presidenziale di Bernie Sanders, il senatore liberalsocialista del Vermont battuto da Hillary Clinton, ma che ha galvanizzato milioni di millennial, donne, esponenti delle minoranze riportandoli a votare. Cosa che negli States non è scontata…  Nella foto a sinistra il chiusino Marco Burchielli, che abita negli Usa e che ci fa sapere che lui “ha votato”. Lo hanno fatto in tanti nelle Mid Term. 

“Alexandria Ocasio Cortez si è messa contro tutto l’establishment democratico del suo distretto e ha vinto”, ha commentato Sanders, certamente soddisfatto.

“Capisco il dolore della classe dei lavoratori – ha detto Alexandria in un’intervista alla Msnbc – perché io ho sperimentato quel dolore”.

Come direbbe il nostro amico Davide Astolfi, quello che inventò anni fa il profilo fake di Gianni Cuperlo, con il suo tormentone:  “la sinistra riparte da qui”. E non è una battuta. Fa un po’ specie dire e pensare che la sinistra possa ripartire dagli Usa, ma questa ragazza con la pelle leggermente scura e i tratti vagamente chicanos che parla di socialismo, di diritti e di frontiere aperte e non di muri può essere davvero una speranza.

Ecco perché abbiamo scritto qualche settimana fa, su queste stesse colonne, che il Pd, invece di avvilupparsi nella diatriba tra Zingaretti, Minniti, Richetti ecc., farebbe bene  a darsi una scrollata e magari dare le chiavi del partito a Ilaria Cucchi o ad uno come Piff, che non è più comico di Grillo e certamente ne sa più di Di Maio e Salvini e Toninelili messi assieme.

Gli elettori del Collegio 14 di New York hanno premiato non solo una ragazza “valiente”, ma anche il coraggio di chi l’ha sostenuta e il radicalismo giusto delle sue idee. Non l’hanno votata perché è giovane, bella e fotogenica. O perché impersona una favola…

m.l.

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