GESTI EROICI NELL’ITALIA NON RAZZISTA (E I SILENZI DEL “CAPITANO”)

lunedì 05th, novembre 2018 / 14:15
GESTI EROICI NELL’ITALIA NON RAZZISTA (E I SILENZI DEL “CAPITANO”)
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Per carità, in Italia il razzismo non c’è. Ogni tanto qualche scaramuccia su un treno, un’amena “scesa” in piazza di gruppetti innocui che si divertono a disegnare svastiche sulle bandiere, una signora ridanciana con la magliettina che ironizza su un campo di concentramento, indossata al buio,  di corsa, perché non ne trovava altre. Del resto, chi non ha una t-shirt con la scritta Birkenau-parco giochi nel cassetto?

“Prima gli italiani” recita lo slogan del capitano, nomignolo con cui i fans amano chiamare il ministro dell’interno e vice-premier-a-metà sul suo profilo facebook . E il capitano sorride contento, rassicura che andrà avanti, contro buonisti, professoroni e giornalisti di sinistra. Lui che, invece, è giornalista padano della Padania, con tanto di iscrizione all’ordine della Lombardia.

Sul suo profilo ufficiale di facebook troverete fatti e misfatti degli immigrati invasori che lui, il capitano, con l’appoggio dei suoi fedeli giustizieri, rimanderà a casa senza sosta perchè la pacchia è finita.

Sul suo profilo ufficiale di facebook non troverete mai invece accenni a fatti di cronaca come quello, per esempio, del pestaggio sul treno Roma-Lido di matrice razzista, secondo le ultime notizie;  o di quando la signora Maria Rosaria Coppola, nella circumvesuviana di Napoli,  ha difeso un “immigrato” dagli attacchi verbali di un giovane patriota di razza italiana pura.  Eppure, come dicevamo, il capitano vanta un decennio di giornalismo professionale oltre che un passato di onorata attività politica sul territorio, che, per inciso, solo dal dì della campagna elettorale si è esteso anche alla Terronia. Così, per non dimenticare.

Il video della signora Maria Rosaria è diventato virale lo stesso. Il vantaggio della Rete è che le notizie viaggiano alla velocità dei neutrini di gelminiana memoria. Anche le fesserie ma vabbè, tutto ha un pro e un contro.

Maria Rosaria Coppola (foto copertina), cittadina “normale”, assurge alle stelle perché lotta con armi che stanno perdendo valore,  forza e carattere di normalità: la parola, la cultura, il sapere, la memoria e, se fosse stato necessario, il suo ombrello.

Ma anche nel caso del video, non sono mancati gli interventi dei cavalieri senza macchia e senza peccato, seppure, forse, con buone intenzioni. A diventare virale è stato il video originale che molti hanno presentato sui social come gesto eroico, condannando il silenzio degli altri passeggeri. Maria Rosaria ha poi spiegato che sì avrebbe gradito una maggiore partecipazione, ma anche che aveva percepito uno stato vigile e attento degli altri passeggeri.

Successivamente, fanpage  che ha individuato non solo la signora ma anche l’uomo vittima delle ingiurie e il baldanzoso patriota italiano, ha anche ricevuto diverse chiamate dagli altri viaggiatori che hanno confermato di essere stati vigili e di non essere intervenuti per evitare una rissa di massa. L’articolo di fanpage, dove peraltro appare il messaggio di scuse di un assai meno baldanzoso giustiziere degli italiani (ma solo a Maria Rosaria) con la richiesta di rimuovere il video, non è diventato altrettanto virale.

Qualcuno, sulla scia della foga iniziale, ha anche condannato chi, invece di reagire, si “è messo a girare il video”, senza considerare (e questo è il punto grave: l’assenza di pensiero) che un video è una testimonianza e che senza quella testimonianza l’episodio non sarebbe entrato nella memoria collettiva.

Di fronte alle goffe scuse del giovanotto, c’è anche chi – quelli che lo fa solo per un attimo di notorietà-, ha sentenziato che la signora, in modo teatrale, avesse avuto il suo momento di gloria. Anche se Maria Rosaria manco lo sapeva di essere stata filmata, come ha detto chiaramente nell‘intervista.

Insomma, come mai quando le notizie acquistano definizione e contorni, si avvicinano quanto più possibile alla verità chiamando in causa tutte le voci protagoniste, smentiscono giudizi frettolosi, ridimensionano dita puntate accusatorie (a prescindere), non diventano altrettanto virali?

E  più del presunto silenzio dei passeggeri della circumvesuviana, non dovrebbe preoccuparci il silenzio di chi dovrebbe garantire la sicurezza e la libertà di espressione  e di essere dei cittadini, italiani e non…?

Elda Cannarsa

 

 

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