OGGI COMINCIA IL MAKE CAMPUS: 2 ANNI A CHIUSI PER STUDIARE MODA E MADE IN ITALY

lunedì 15th, ottobre 2018 / 12:20
OGGI COMINCIA IL MAKE CAMPUS: 2 ANNI A CHIUSI PER STUDIARE MODA E MADE IN ITALY
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CHIUSI –  Venerdì scorso è stato inaugurato a Chiusi il primo “Make Campus” ovvero il corso paraunivesitario promosso dalla Fondazione Antonio Lombardi, per formare figure professionali nel campo della moda e del made in Italy. Inaugurazione in pompa magna, con tanto di presentazione nella sala consiliare, festa in piazza e luminarie stile festa patronale del sud, che qualcuno sui social ha definito un po’ fuori contesto. Si è trattato di un omaggio alle origini campane di Antonio Lombardi, della Fondazione e del Gruppo Ali che opera a Chiusi dal 2013, con una propria sede nel palazzo delle Logge, in faccia al Municipio. Ma da oggi, spenta l’eco della festa, per 14 giovani provenienti da tutta Italia comincia l’avventura. Per due anni vivranno, studieranno e faranno esperienza di laboratorio a Chiusi, sotto la guida di docenti provenienti da università prestigiose come la Bocconi di Milano o la Sorbona di Parigi ma anche da esperienze professionali presso aziende primarie del settore come Krizia, Gianmarco Venturi, Armani…

Chiusi insomma ha dato il benvenuto ai docenti e agli allievi. Ma il bello viene adesso. Il Make Campus della Fondazione Lombardi, che è una iniziativa del tutto privata, senza contributi pubblici né sponsorizzazioni, proprio per mantenere una propria totale autonomia, è il primo in Italia di questo genere.  L’obiettivo, come dicevamo, è quello di formare precise figure professionali, nel campo della moda, del made in Italy, settore tessile.  Gli “artigiani della qualità” e del terzo millennio, giovani che sappiano cosa vuol dire lavorare con le mani, creare, ma anche che sappiano organizzare il lavoro, la catena produttiva, che siano in grado di gestire altre fasi come la commercializzazione, il marketing, la comunicazione ecc.

Per i giovani allievi, tutti tra i 18 e i 24 anni, il traguardo prefissato  sarà indubbiamente quello di entrare in una delle grandi maison della moda, con un bagaglio di conoscenza importante. Ma potrebbe essere anche quello di far crescere una piccola azienda artigiana nel proprio territorio o in qualunque parte d’Italia.

In questo senso, il Make Campus di Chiusi potrebbe risultare utile anche alle imprese del settore presenti nei dintorni. Dalla Cucinelli di Solomeo alle porte di Perugia, ai calzaturifici, ai laboratori per la produzione di abbigliamento e maglieria che hanno resistito ai colpi duri della crisi.

Per Chiusi quelle 25 persone che ruoteranno intorno al Campus tra allievi, docenti, promotori e collaboratori vari, saranno, da oggi 15 ottobre 2018, una ventata di aria nuova, di gioventù. Ma anche una ventata di idee, perché i docenti che soggiorneranno in città potranno per esempio scambiare opinioni con gli imprenditori locali, con gli amministratori, con operatori della comunicazione ecc.  E lo stesso vale per i ragazzi che potranno fare amicizia, con i giovani del posto, frequentare gli stessi locali, scambiare appunto idee, valutazioni, opinioni.

Sono cose che arricchiscono, al di là del ritorno immediato che tutto ciò avrà sui locali, sui bar, su alcune attività specifiche legate alle gestione delle strutture del Campus. E anche al di là del recupero e della rimessa in produzione di strutture dismesse come il B&B del centro storico che ospiterà i ragazzi o il piano terzo dell’ITC Einaudi Marconi che era chiuso e sarà utilizzato per le lezioni.

I giovani, si sa, fanno presto a socializzare. Lo fanno prima e con più facilità degli adulti. Non sarà un’impresa per gli allievi del Campus trovare contatti con i coetanei del posto o dei dintorni. Ma è tutta la città che può trarre vantaggio da questa nuova presenza. C’è da augurarsi che una volta tanto Chiusi faccia finta di chiamarsi in un altro modo e apra porte e finestre. E che le imprese locali tengano conto di questa opportunità caduta quasi dal cielo per iniziativa di una Fondazione privata, cercando momenti di contatto, di confronto, di scambio culturale e professionale.

Un discorso analogo potrebbe esser fatto per i tanti ferrovieri che partecipano ai corsi che si tengono settimanalmente nel “Centro di Formazione” delle Fs presso il Dormitorio allo Scalo, con la differenza però che in questo caso la permanenza a Chiusi è di 5 giorni, raramente di due settimane, il ricambio è continuo e il tempo per socializzare con la popolazione del posto è effettivamente limitato. I 24 mesi del Make Campus invece sono un tempo lungo che favorisce e alla fine “impone” un rapporto con la città.

A quanto si è potuto capire dalla presentazione il Campus, per gli allievi,  non sarà una passeggiata. Richiederà studio, impegno, applicazione. Saranno due anni faticosi.  E’ stata scelta una cittadina come Chiusi, non solo perché la Fondazione Lombardi ha a Chiusi una sede e un punto di riferimento, ma anche perché considera Chiusi un luogo bello, immerso in un paesaggio suggestivo e, dovendo operare in un settore che si basa sulla bellezza e sullo stile, il contesto gioca un ruolo fondamentale. E questo ce lo hanno in segnato anche Ambrogio Lorenzetti, il Perugino e Piero della Francesca.

m.l.

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