DEFEZIONI E SILURI DENTRO I 5 STELLE: “CASALEGGIO CONTROLLA TUTTO!” COMINCIA LA DIASPORA?

mercoledì 10th, ottobre 2018 / 15:56
DEFEZIONI E SILURI DENTRO I 5 STELLE: “CASALEGGIO CONTROLLA TUTTO!” COMINCIA LA DIASPORA?
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Sono anni, diciamo da quando il Movimento 5 Stelle ha cominciato a diventare una forza politica rilevante, ma ben prima che diventasse forza di governo, che su queste colonne ne denunciamo una certa “oscurità” gestionale e soprattutto il fatto che trattasi di un movimento politico gestito da una Srl. Altro che partito azienda di Berlusconi. Grillo e Casaleggio sono andati oltre, e la Casaleggio Associati Srl riscuote pure un obolo mensile da tutti gli eletti del movimento che percepiscano una indennità superiore al mero gettone di presenza. Lo scrivemmo in un articolo del gennaio 2017 che riguardava proprio il codice etico dei pentastellati e una loro già evidente idiosincrasia per la stampa libera. Articolo a firma del sottoscritto, titolo “I 5 Stelle, l’informazione e il codice etico: io non mi iscriverei mai ad un partito gestito da una Srl“. Parliamo di quasi due anni fa.

Poi via via siamo tornati spesso sull’argomento, anche quando lo Staff nazionale dei 5 Stelle ha privato la lista pentastellata della possibilità di presentarsi alle elezioni comunali di Siena. E dopo un post della consigliera comunale di Chiusi Bonella Martinozzi del luglio scorso.

Ebbene, oggi su tutti i giornali e siti di informazione on line compare lo sfogo amaro di Daniela Aiuto (foto in alto), europarlamentare del M5S: “Basta, lascio i 5 Stelle. Casaleggio controlla tutto. Ci chiedono le password dei social, entrano nelle nostre vite. Non è questo il movimento in cui ho creduto!” E non finisce qui. Scrive ancora Daniela Aiuto:  ““Davide (Casaleggio, ndr) persona totalmente priva di empatia. La sua rappresentante comunicazione in Europa è arrivata a contestare alle donne come si vestono o si truccano dicendo loro come devono farlo… Nel Movimento 5 Stelle gli eletti sono al servizio della comunicazione, e non il contrario. Comunicazione fatta di persone di solito provenienti dalla Casaleggio, o scelte lì. Queste persone sono diventate il gestore delle nostre esistenze, non della comunicazione soltanto. Entrano nelle nostre vite perché possono decidere il successo o l’affossamento mediatico del singolo eletto”.

Parole pesanti che confermano le nostre perplessità e che arrivano non da una testata giornalistica critica, ma dall’interno del movimento. Da una parlamentare europea. Che svela anche qualche altro altarino: “Su Orban da Roma volevano che ci astenessimo”. Gli elettori di sinistra che hanno votato 5 Stelle per incazzatura, stanchezza, o voglia di cambiamento sono serviti. 

Da Siena, città ferita anche dai 5 Stelle, oggi, Michele Pinassi, ex capogruppo in Comune (foto a destra) posta su facebok una nota di Gramellini su Beppe Grillo: “Grillo ha inventato dal nulla un partito di massa, lo ha incarnato fisicamente e portato al governo a colpi di comizi e parole d’ordine. Ma quando la rivoluzione è diventata amministrazione, gli è mancata la voglia di andare avanti e si è rifugiato nel retropalco per farsi desiderare e richiamare in proscenio dagli applausi. Non immaginava che gli uomini di apparato, a cui aveva consegnato la sua creatura senza pretendere in cambio neanche un sottosegretario, gli avrebbero sottratto persino gli applausi, disegnando per lui un ruolo di semplice «spalla» nella prossima festa nazionale del movimento di cui si sono presi anche il simbolo. Con le debite proporzioni, Grillo si ritrova a vivere il destino dei Trotskij e dei Che Guevara accantonati dagli Stalin e dai Castro, i volti di un potere che non conosce altro desiderio che quello di durare”, scrive Gramellini. E Pinassi chiosa: “Gramellini non mi è mai stato particolarmente simpatico. Ma credo che, a questo giro, ha centrato in pieno il bersaglio: il potere detesta il talento. Il potere ha un solo desiderio: durare”.

Un bel siluro per Di Maio, Toninelli e compagnia cantante. E anche in questo caso il siluro riguarda non tanto la linea politica, quanto la “gestione” del movimento. Ma in definitiva è chiaro che poi la gestione incida anche sulle scelte politiche. O quantomeno non sia ininfluente. Dura con certi metodi interni, anche Lucia Lazzeri Contini attivista storica di Montepulciano, la quale proprio oggi scrive sconsolata e arrabbiata: “Il movimento 5 Stelle non esiste più, mettiamocelo fottutamente in testa! La base non esiste più. Esiste un capo politico che  può decidere ciò che meglio crede”.

Cosa pensino il sottoscritto e anche primapagina dei 5 Stelle e del governo con Salvini è cosa nota e più volte ribadita. Non ci torniamo sopra, basta sfogliare il sito. A questo giro, come dice Michele Pinassi,  ci fermiamo qui, limitandoci a riportare due “esternazioni”, entrambe provenienti dall’interno del Movimento 5 Stelle o comunque da ambienti non certo ostili, sebbene magari con il dente un tantino avvelenato.

Ci sembra che entrambe pongano un problema serio sia per quanto riguarda la gestione del movimento e la sua democrazia interna, che anche la credibilità del movimento stesso come forza politica di maggioranza e di governo.

Ogni lettore farà le sue considerazioni.

Ricordo, essendo stato un militante del Pci, tutte le critiche che altri partiti, la stampa “liberal” e molti osservatori internazionali riservavano al Pci per la pratica del centralismo democratico. E ricordo, da giornalista, anche il can can, giustissimo e sacrosanto, che ha fatto per anni la sinistra sul partito-azienda di Berlusconi, costruito a immagine e somiglianza di Mediolanum e Mediaset, con i quadri dirigenti  vestiti e indottrinati come i venditori di polizze e di pubblicità ed estrapolati proprio dagli asset aziendali.  Adesso, però, al governo del Paese ci sono i 5 Stelle, non più gli eredi del Pci, né Berlusconi e Forza Italia. Ne vogliamo parlare della “forma partito” dei 5 Stelle e del fatto che ormai  nel primo partito italiano comandino (e come mai comandino loro) personaggi come Rocco Casalino?

Certo, se poi uno pensa che sia Renzi che Salvini come esperienza precedente alla politica hanno avuto la partecipazione alla “Ruota della Fortuna”, non ci si può stupire se la risposta del nuovo che avanza è un tizio che prima ha fatto solo il Grande Fratello.

m.l.

 

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