CHIUSI “CITTA’ EUROPEA DELLO SPORT 2020”. UN BEL RISULTATO

venerdì 05th, ottobre 2018 / 16:19
CHIUSI “CITTA’ EUROPEA DELLO SPORT 2020”. UN BEL RISULTATO
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CHIUSI – “Dear Major,  we have the honor to declare Chiusi European Town of Sports 2020. Congratulation for awards because your city is really a good example of sport for all as an instrument of health, integration, education and  respect which are the main goals od Aces Europe…”.  Tradotto: “Caro sindaco, abbiamo l’onore di dichiarare Chiusi città europea dello sport 2020. Congratulazioni per il risultato, perché la tua città è realmente un buon esempio di sport per tutti, e come strumento di salute, integrazione, educazione e rispetto che sono le principali aspirazioni di ACES Europe…”. Firmato Francesco Lupatelli, presidente di ACES Europe.

Per Chiusi insomma un bel risultato. E un riconoscimento importante che sottolinea una certa “vitalità” sportiva  e una buona dotazione di strutture, certamente non usuale in paesi delle dimensioni di Chiusi: 2 palazzetti dello sport, uno costruito nel 1984 e uno ancora in costruzione, un impianto per il calcio con due campi in sintetico allo Scalo, più un altro campo a Montallese e uno per il calcio a 7  davanti al palasport; tre palestre scolastiche; un velodromo, una pista di pattinaggio, un lago con strutture per il canottaggio; un circolo tennis e un bocciodromo su cui si praticano anche altri sport come il Jorkyball… E poi società di calcio (Polisportiva, Asd Città di Chiusi, Asd Montallese, Rionese e ora anche una squadra Uisp…), di Pallavolo (la storica Vitt e le giovanili Emma Villas), 2 società di Basket (la Motoriamente e la nuovissisma San Giobbe), una di Judo… Poi anche gruppi ciclistici e podistici, di bocce, scuole di danza… Tutte attività che coinvolgono non solo qualche centinaio di  giovani e giovanissimi, ma anche molte persone più avanti con l’età. E qui sta l’aspetto “wellness” dello sport per tutti.  Poi, sottolineato nella motivazione del riconoscimento di Aces  Europe,  c’è anche l’aspetto dell’integrazione, che non è irrilevante ed è fattore di crescita della comunità locale, ma anche di “socialità” e in ultima analisi di sicurezza e di “buon vivere”. Delle squadre di calcio, basket, volley ecc. fanno parte infatti anche ragazzi e “volontari” di origine straniera, immigrati che hanno trovato e trovano nello sport un’occasione di vita comune con la gente del posto. Un modo per sentirsi a tutti gli effetti cittadini di Chiusi. E questa è una bella cosa.

Chiusi “Città Europea dello Sport 2020”, può essere solo una medaglietta da esibire con orgoglio e soddisfazione, ma può essere anche un’occasione di visibilità, di promozione. Con un palasport che tra qualche mese sarà completato e agibile, ma non si sa ancora a chi servirà, un attestato del genere può essere un bel biglietto da visita da presentare a società e federazioni sportive che potrebbero trovarvi una base per svolgere almeno in parte la loro attività, con stages, incontri, tornei e quant’altro..

La notizia della “vittoria” l’ha data ieri sera il sindaco Bettollini durante una delle sue tradizionali “dirette facebook”, visibilmente soddisfatto. E come direbbe il mitico Pizzul, “ne ha ben donde”,  perché al di là di tutto (anche della propaganda), il titolo di “Città Europea dello sport” assegnato dalla federazione delle Città europee per lo sport, che non è la Fifa o il CIO, ma è pur sempre un sodalizio sotto l’egida del parlamento europeo è un riconoscimento importante, che male non fa. Naturalmente il titolo non è esclusivo, quello del 2020, insieme a Chiusi lo hanno ottenuto anche altre città italiane come Cosenza o Cernusco sul Naviglio. Ma Chiusi c’è. Voleva esserci e adesso può alzare le mani al cielo, come come i ciclisti quando tagliano il traguardo.

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