ORVIETO E CHIUSI, INCONTRI RAVVICINATI DI UN CERTO TIPO AL SALONE DEL GUSTO DI TORINO

venerdì 21st, settembre 2018 / 19:38
ORVIETO E CHIUSI, INCONTRI RAVVICINATI DI UN CERTO TIPO AL SALONE DEL GUSTO DI TORINO
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PRESENTE ANCHE UNA FOLTA DELEGAZIONE DI RISTORATORI, PRODUTTORI E OPERATORI TURISTICI DI CHIUSI,

Torino, Lingotto, Salone del Gusto. In una kermesse mondiale può capitare di incontrare chiunque. E anche di scambiare due battute – se capita – con un Vip della ristorazione, un giornalista o con un politico di grido, che ovviamente non poteva mancare, laddove c’è anche la possibilità di raccattare qualche applauso. I politici attuali, magari sbagliano i congiuntivi, ma dove andare e come andarci, per fare casetta lo sanno benissimo. E’ la prima lezione che imparano a memoria, come le poesie di Giovanni Pascoli alle elementari. Oggi c’è stato un incontro, con siparietto, tra un indiscusso leader nazionale di partito (anche se da dietro il sipario con la scena affidata ad un giovanotto in giacca e cravatta) e un ex sindaco di questo territorio. Parliamo di Beppe Grillo guru dei 5 Stelle, l’uomo che è riuscito a portare il vaffanculo al governo e Stefano Cimicchi, ex sindaco di Orvieto per 12 anni, ex presidente di Città Slow, e da qualche anno passato dalla politica all’imprenditoria nel campo della produzione di energia da biomasse, ma anche titolare di azienda agricola e vinicola. In una terra di vini famosi. In mezzo ai due a far da testimone d’eccezione Carlin Petrini, fondatore de il Gambero Rosso, di Slow Food e dello steso Salone del Gusto, così come della manifestazione e collaterale “Terra Madre” che nel logo di questa edizione, al salone di Torino sfoggia senza alcun imbarazzo e anzi con orgoglio una selva di pugni alzati. Come si faceva un tempo da una certa parte della politica. Che poi è a stessa di Cimicchi. Pugni chiusi che ricordano i murales di Pablo Echaurren degli anni ’70. Poco importa che un paio di questi pugni stringano un cucchiaio e una forchetta… E’ un dettaglio. E poi di cibo si parla a Terra Madre, di come “nutrire il pianeta”. 

E a tal proposito Cimicchi, anche lui cultore storico della filosofia “Slow”, parlando con Grillo dei vini della Cantina dei Salesiani in Terra Santa di cui è ambasciatore nel mondo e di produzioni agricole e fabbisogno alimentare ha sottolineato con orgoglio come nella sua azienda “si produce il 90% di ciò che serve ad una famiglia”. Una sorta di “manifesto dell’autosufficienza alimentare”, tema caro a Petrini. Grillo, che del resto fa il comic di mestiere, prima ancora che il politico, ha risposto, vedendolo forse un po’ appesantito: “ma quel 90% te lo mangi tutto te”. Come dire, occhio amico che stai ingrassando…  O forse perché altro lì, sul momento non glie è venuto in mente.

Ovviamente, Cimicchi ha postato la foto che lo ritrae con Grillo e Petrini sul suo profilo fb. Non capita mica tutti i giorni un incontro ravvicinato di questo tipo, neanche se hai fatto il sindaco e sei ambasciatore di un vino di Palestina nel mondo…

Forse in fondo l’ex sindaco della Rupe ha voluto anche dire, tra le righe, che di certi temi sarebbe bene parlarne di più, sarebbe utile un maggior confronto. E il Salone del Gusto, con Terra Madre, in questo senso è un’occasione straordinaria.

Non lontano dal luogo dell’incontro a tre Cimicchi-Grillo-Petrini, nel grande hangar del Lingotto c’è anche lo stand del Comune di Chiusi e della Condotta Slow Food di Chiusi-Montepulciano, con alcuni ristoratori e produttori che hanno portato e fatto assaggiare (anzi degustare) ai visitatori alcune tipicità: il brustico (pesce di lago, “abbrustolito” su fuoco di canna e poi sfilettato e condito con olio, sale pepe e limone o aceto); la carne chianina, la bruschetta con olio extravergine estratto da Oliva Minuta di Chiusi, recentemente diventata presidio Slow Food e altre leccornie. Il tutto per di più “spiegato al popolo” in appositi simposi, come avveniva nei collettivi studenteschi del ’68 (foto a sinistra).

Una grande occasione, Terra Madre e il Salone, anche per pubblicizzare e promuovere la città, i suoi tesori  e la sua cultura alimentare. E così tutte le altre che sono presenti.

Della delegazione chiusina insieme a ristoratori, produttori, volontari di Slow Food, addetti della Pro-loco e dell’ufficio turistico, fa parte anche il vicesindaco Chiara Lanari, mentre Simone Agostinelli è in duplice veste di ristoratore e consigliere comunale. Il Comune ha voluto e finanziato la spedizione.

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