EPISODI DI RAZZISMO IN ITALIA? SI’, L’ONU HA RAGIONE. ECCO PERCHE’

venerdì 14th, settembre 2018 / 16:40
EPISODI DI RAZZISMO IN ITALIA? SI’, L’ONU HA RAGIONE. ECCO PERCHE’
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Salvini e i suoi sodali di governo hanno gridato al complotto, quando alcuni giorni fa, l’ex presidente del Cile e ora alto commissario Onu per i diritti umani Michelle Bachelet ha annunciato l’invio di personale in Italia “per valutare il riferito forte incremento di atti di violenza e di razzismo contro migranti, persone di discendenza africana e Rom”. “Non accettiamo lezioni da nessuno” ha tuonato il ministro del’Interno, minacciando di bloccare i finanziamenti italiani all’Onu. Qualcuno dice che il “razzismo” in Italia non esiste, che è tutta una manovra per screditare il governo in carica… E allora ricapitoliamo un po’ di cronaca. Qualcuno sui social ha messo in fila tutti i fatti cui si riferisce l’alto commissario Onu. Eccone l’elenco:

Macerata – 3 febbraio 2018:  Luca Traini, ex candidato leghista,  per vendicare l’omicidio di Pamela Mastropietro spara contro uomini di colore terrorizzando la città. Alla fine sono sei le persone nigeriane rimaste ferite.

Firenze – 5 marzo 2018: Firenze, un migrante viene ucciso a colpi di pistola in strada. Fermato un 65enne. Dichiara che voleva suicidarsi in strada per ragione economiche ma poi ha cambiato idea poi ha iniziato a sparare a caso. Guarda caso ha colpito un immigrato di colore.

Vibo Valentia – 3 giugno 2018: A Vibo Valentia viene ucciso Sacko Soumali, cittadino del Mali 29enne e sindacalista degli “schiavi” che raccolgono pomodori. Aveva spesso combattuto contro il caporalato. A sparare un uomo legato alla malavita per motivi legati alla proprietà di un terreno. La vittima si era appropriata di un “bandone” (un pezzo di lamiera) abbandonato in un sito industriale dismesso.

Torino – 29 giugno 2018: zona Mirafiori, due uomini italiani (con un pitbull) insultano e attaccano un profugo del Gabon seduto su una panchina. Una persona è arrestata in flagranza di reato.

Sarno – 8 giugno 2018:  A Sarno, nel Salernitano, un senegalese (con permesso di soggiorno per motivi umanitari) di 27 anni in bicicletta viene aggredito da due giovani con una mazza da baseball.

Caserta – 11 giugno 2018: Due maliani denunciano di essere stati aggrediti a colpi di pistola ad aria compressa. “Mentre sparavano urlavano ‘Salvini, Salvini!”. Testimoni confermano.

Sulmona – 12 giugno 2018:  Irruzione in un centro di accoglienza in seguito ad un diverbio in città tra residenti e migranti. Un nigeriano è ferito con un’arma da taglio e deve essere medicato in ospedale.

Catania – 16 giugno 2018: Un lavavetri viene inseguito con una spranga di ferro ad un semaforo. Intervengono cinque volanti della polizia (per fortuna).

Val Melaina (Roma) – 17 giugno 2018: Un gruppo di famiglie indiane insultate e oggetto di sputi da parte di alcuni giovani del posto. Uno degli indiani viene anche picchiato.

Cagliari – 17 giugno 2018: Poco dopo la mezzanotte, un ragazzo dominicano in scooter viene fermato e  malmenato in strada da tre giovani sardi durante il tragitto da lavoro a casa.

Palermo – 19 giugno 2018: un 21enne del Gambia viene bersagliato da un lancio di pomodori da una palazzina del centro.

Napoli – 22 giugno 2018: un giovane richiedente asilo è ferito con colpi di arma ad aria compressa. “Sparavano e ridevano”, racconta alla polizia il giovane chef che lavora in ristorante multietnico

Torino – 29 giugno 2018:  zona Mirafiori, due uomini italiani (con un pitbull) insultano e attaccano un profugo del Gabon seduto su una panchina. Una persona è arrestata in flagranza di reato.

Spotorno – 30 giugno 2018: A Spotorno, in Liguria, un uomo aizza il proprio cane contro un immigrato di colore. Una donna, intervenuta per difendere lo straniero, viene insultata da altri bagnanti e successivamente su Facebook.

Forlì – 2 luglio 2018: Donna nigeriana viene avvicinata da uno scooter e ferita a un piede con un colpo di arma ad aria compressa.

Forlì – 5 luglio 2018:  un ivoriano in bicicletta rimane ferito dopo essere stato colpito nella pancia da proiettili softair sparati da un’auto in corsa.

Venezia – 9 luglio 2018:  un portabagagli ghanese assalito da altri porteur (italiani) durante un servizio con due turiste. Una delle due donne, intervenuta in difesa della vittima, viene insultata e minacciata.

Latina – 11 luglio 2018: Una donna di origini nigeriane sarebbe stata avvicinata da un motorino e una delle due persone a bordo l’avrebbe ferita al piede con una pistola da softair.

Roma – 17 luglio 2018: Bimba rom di 13 mesi in braccio alla madre viene ferita gravemente a Roma: indagato un italiano che ha sparato dal balcone con una carabina ad aria compressa. “Stavo provando l’arma” dice alla Polizia. L’uomo di 59 anni, Marco Arezio, è indagato per lesioni gravissime: è un ex dipendente amministrativo del Senato in pensione.

Atena Lucana – 23 luglio 2018: Un 33enne fa irruzione un centro di accoglienza di Atena Lucana, Salerno, ferendo un ragazzo egiziano e un’operatrice della struttura.

Bruzzano (MI) – 24 luglio 2018: un 42enne originario dello Sri Lanka viene aggredito e malmenato.  A picchiare la vitttima, minacciata anche con un taglierino, è un italiano di 55 anni. “Devi parlare in italiano”, le parole dell’aggressore al cingalese, reo di aver fatto una telefonata nella sua lingua.

Vicenza – 26 luglio 2018: In provincia di Vicenza un operaio di Capo Verde è colpito alla schiena da un’arma da fuoco, mentre è sul ponteggio di un cantiere. A sparare è un uomo che fa fuoco dal balcone di casa.“Volevo sparare ad un piccione”, ha detto lo sparatore. Come se fosse normale e lecito sparare ai piccioni in mezzo alle case.

Caserta – 27 luglio 2018:  richiedente asilo politico Guineiano è ferito al volto da un colpo di pistola ad aria compressa.

Partinico – 28 luglio 2018 Giovane migrante viene accerchiato e picchiato dal “branco”:  “Vai via sporco negro”. Poi la raffica di calci e pugni che gli ha causato ferite ritenute guaribili in 7 giorni. Agli arresti con l’accusa di lesioni aggravate dall’odio razziale, due italiani:  Lorenzo Rigano, operaio di 37 anni, e Francesco Bono, di 34. Le indagini proseguono per identificare i complici che avrebbero tenuto fermo il ragazzo durante lo scontro.

Latina – 29 luglio 2018:  Giovane marocchino muore dopo inseguimento in auto a Latina. La vettura va a sbattere contro un muretto. Ma la vittima è stata anche picchiata.

30 luglio, Moncalieri (TO): Daisy Osuake, giovane atleta della nazionale azzurra di atletica leggera viene colpita all’occhio da un lancio di uova. La lesione è seria. Gli inquirenti escludono il movente razzista perché gli autori sono “lanciatori seriali”, giovanissimi. Ma anche in questo caso, guarda caso, la vittima è di colore…

1 agosto 2018, Agrigento: emerge questa storia: ragazzo di origini africane di 23 anni, adottato da una coppia di Agrigento viene offeso e picchiato a Lercara Friddi, in provincia di Palermo. L’episodio risale al 22 luglio, quando il ragazzo era stato portato in ospedale in stato di choc. I carabinieri identificato le due persone responsabili dell’episodio. Italiani.

2 agosto 2018, Pistoia: uno o due colpi di pistola, accompagnati da un epiteto razzista, sarebbero stati esplosi contro un migrante ospite della parrocchia di Vicofaro (Pistoia). Il ragazzo è rimasto illeso. A diffondere la notizia è don Massimo Biancalani, parroco di Vicofaro, che gestisce una comunità di accoglienza e denuncia  il fatto in questura. “Due giovani italiani al grido ‘negri di merda’ – scrive – hanno sparato uno o due colpi di arma da fuoco in direzione di uno dei nostri ragazzi migranti”. Sempre il 2 agosto a Napoli, nel quartiere di Vasto, un ambulante di origini senegalesi viene raggiunto da alcuni colpi di pistola sparati da due sconosciuti che si erano avvicinati a bordo di uno scooter.

11 agosto, Ostia (Roma): Alcuni venditori ambulanti di colore vengono minacciati, aggrediti e allontanati dalla spiaggia da “ronde” di Casapound (quelle sì abusive) che, sostituendosi alla Polizia municipale o alle altre istituzioni compiono un’operazione di “polizia fai da te”, totalmente impropria, come neanche nel Far West dei film con John Waine.

15 agosto 2018, Aprilia (LT):  un uomo del Camerun è  ferito da un colpo di fucile ad aria compressa. L’uomo sta camminando nel centro della cittadina quandoviene raggiunto al piede da un piccolo proiettile di piombo . Tre giovani, un ventenne e due minorenni, vengono individuati e denunciati per lesioni aggravate: avrebbero sparato dalla finestra di casa.

17 agosto 2018, Partinico (PA): Pistola in pugno contro i neri al grido “Vi ammazziamo tutti”. In carcere e ai domiciliari un’intera famiglia che ha picchiato e minacciato sei migranti minorenni a Partinico. Il raid scattato perché i ragazzini africani stavano ridendo. Il gip: “Modalità brutali e ripugnanti”

17 agosto 2018, Falerna:  “Vai via negro”: uomo preso a sprangate fuori da un ristorante. Il dominicano era in compagnia della moglie incinta e della suocera in un locale di Falerna. Durante l’aggressione gli è stato detto: “Risali in macchina e vai via che qui in Calabria i negri non sono accettati”. Identificati 3 degli aggressori. Italiani.

20 agosto 2018, Terracina: operaio indiano ferito da piombini sparati da arma ad aria compressa, da auto in corsa.

01 Settembre 2018, Bagheria (PA):  Un nigeriano di 30 anni viene aggredito nei pressi di una gelateria da un pregiudicato bagherese di 25 anni. L’aggressore, che è stato identificato e denunciato, avrebbe colpito con un cric la vittima per futili motivi. Per il nigeriano prognosi di 10 giorni.

03 Settembre 2018: Un’altra aggressione a sfondo razzista in Sicilia. La vittima, questa volta, è un tunisino di sedici anni, preso a calci e pugni a Raffadali, piccolo centro dell’agrigentino. Il ragazzo viene ricoverato in ospedale con contusioni e ferite su tutto il corpo. Il ragazzo sarebbe stato picchiato con calci e pugni al grido di ‘torna nel tuo paese’, come raccontano alcuni testimoni.

A Sassari: rifugiato della Guinea 22enne viene pestato da un branco di coetanei italiani al grido “torna a casa tua!”

11 Settembre 2018, Brindisi: aggressione razzista a 17enne della Guinea,  picchiato da un gruppo di coetanei, per un l saluto rivolto a una ragazza. Calci, pugni e insulti razzisti al 17enne che era in bicicletta. Un passante ha assistito alla scena e ha messo in fuga gli aggressori.

Questi episodi sono tutti rintracciabili nelle cronache dei giornali. E nelle cronache giudiziarie. Come si vede gli atti di razzismo e di violenza contro i “neri” e i migranti sono equamente distribuiti tra nord, centro e sud, isole comprese. Stupiscono di più quelli del sud perché il Sud ha una tradizione di emigrazione ma anche di accoglienza, di apertura verso chi viene da ancora più a sud. Dall’Africa, dal medio oriente, dal Mediterraneo, insomma…  E stupiscono e lasciano perplessi anche quelli del centro Italia, dove la cultura solidale, internazionalista e di sinistra sembrava avere radici profonde e ben piantate. Sembrava. La realtà, evidentemente è diversa.

Il nord, da decenni sotto il bombardamento leghista (per cui erano terroni tutti quelli nati e residenti a sud di Firenze) aveva già dato segnali inquietanti. Adesso, con Salvini al governo è un tripudio, la gente si sente autorizzata ad armarsi e a sparare. Hanno reso più facile anche acquistare un’arma.  Una consigliera di municipio in Liguria, leghista ha scritto “io i migranti li odio tutti, datemi un fucile!” Ecco, se una rappresentante delle istituzioni dice una cosa del genere vuol dire che questo Paese si è bevuto il cervello e ha imboccato una china pericolosa. Molto pericolosa. Perché oltre al razzismo emergono anche altre situazioni inquietanti… A Verona mani ignote (ma non troppo) hanno scritto sul selciato e sul muro di una palazzina dove abita una coppia gay “culattoni bruciate… vi metteremo tutti nelle camere e gas”. Omofobia che fa coppia con il razzismo e fa tris con il fascismo che rialza la testa, perché si sente sdoganato e ri-legittimato.

Certo, l’Italia non è l’unico Paese in cui ci sono fenomeni del genere, in altri Paesi va anche peggio, ma Michelle Bachelet, alto commissario Onu,  non ha tutti i torti. Anzi, secondo noi ha proprio ragione. E dovremmo esserle grati dell’iniziativa che ha preso, ricordandoci che un paese civile certe cose non le può tollerare. (E invece non solo le tollera, ma addirittura le fomenta).

m.l.

 

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