CITTA’ DELLA PIEVE, GIANNI FANFANO PRONTO A SCENDERE IN CAMPO. MA CON CHI?

lunedì 17th, settembre 2018 / 10:49
CITTA’ DELLA PIEVE, GIANNI FANFANO PRONTO A SCENDERE IN CAMPO. MA CON CHI?
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CITTA’ DELLA PIEVE – In attesa dell’iniziativa pubblica del 20 settembre con esponenti di Liberi e Uguali, Movimento 5 Stelle e Pieve di Tutti e in attesa di capire cosa farà il Pd, dopo aver incassato due no secchi per eventuali alleanze alle prossime comunali, uno da Pieve di Tutti e uno dal Comitato pro-ospedale, c’è già qualcuno che rompe gli indugi e, invece, sembra pronto a scendere in campo.

“Ho 67 anni. Se vivessi in un paese normale e in una politica normale, dovrei dedicare l’incerta parte restante della mia vita alle tante passioni sempre inevase, a cominciare dalla lettura e dalla scrittura e dalla Viola. Ma siccome non vivo in un paese e in una politica, intesa come perseguimento degli interessi comuni, normali, anzi tutt’altro, per gente della mia generazione è difficile limitarsi a fare gli osservatori più o meno saggi o dispensatori di consigli. Se lo riterrò necessario, anche nei prossimi appuntamenti politici elettorali, mi farò avanti. Naturalmente a modo mio”.

Lo scrive Gianni Fanfano, sul suo profilo facebook. E il post ha tutta l’aria di un annuncio. Diciamo pure di una autocandidatura. Come a dire “quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”. Ora, Gianni Fanfano non è un “barricadero”. Non lo è mai stato. Fa parte di quel “ceto politico” cresciuto nel vecchio e glorioso Pci che però è sempre stato attento al mondo dell’impresa, ai buoni rapporti, al liberalismo, insomma, più che alle teorie e pratiche strettamente marxiste e antagoniste. Un tessitore di strategie, non un capopolo. Più Richelieu che D’Artagnan.

E’ anche persona squisita, gentile e di mondo, ma pur avendo vissuto una vita nel Pci, poi Pds, non esitò a uscire dal coro, a mettersi di traverso e contro la casa madre quando la mutazione genetica del partito cominciò a suo giudizio a dare frutti malati. Nel 1999 si presentò alle elezioni, con una lista propria, alternativa al Pds, che volle chiamare “Pieve Nostra” come un vecchio periodico fondato da suo suocero, Mario Barzanti, altro comunista sui generis . E quella lista ebbe un certo successo, ma non sfondò. Stesa cosa 5 anni dopo, nel 2004… Il suo fu quasi un parricidio. Molti non gliela perdonarono.

Adesso, a distanza di 15 anni, Gianni Fanfano, sembra essersi stancato di ciò che offre il convento e di ciò che si profila all’orizzonte e sembra voler tornare in gioco. Ora ha anche più tempo essendo andato in pensione. Quella frase “Se lo riterrò necessario, anche nei prossimi appuntamenti politici elettorali, mi farò avanti”, è un avviso ai naviganti. Tradotto significa: voi fate pure i vostri conti, ma sappiate che io ci sono. Quindi i conti dovrete farli anche con me. E aggiunge “Naturalmente a modo mio”. Il che presuppone  e lascia  intendere una scelta di autonomia, quantomeno di giudizio.

Ma quello che non è chiaro e che Fanfano non dice è con chi e da quale parte, si schiererà. Con una lista sua, stile Pieve Nostra, per giocare in proprio? Oppure tentando di mettere insieme tutto il resto del mondo da Pieve di Tutti ai comitati, alla sinistra diffusa e dispersa, agli scontenti del Pd? Oppure ancora tenterà di presentarsi come il “salvatore della patria”, il padre nobile che si mette a disposizione per salvare il salvabile insieme al Pd e sbarrare la strada all’onda leghista e sovranista?

Quest’ultima ipotesi sarebbe suggestiva, e già nel 2014  sulla candidatura di Fausto Scricciolo alle primarie, Gianni Fanfano un ruolo lo giocò, preparando il terreno. Il blog di informazione Corriere Pievese all’inizio, prima delle elezioni, era gestito proprio da Fanfano e Scricciolo, insieme. Dire che Scricciolo sia una creatura di Fanfano forse è improprio, ma un certo feeling tra i due indubbiamente c’è stato. Certo, una discesa in campo di Gianni Fanfano sarebbe vista (ma lo sarebbe anche oggettivamente) come una candidatura alternativa e in concorrenza con Scricciolo. Quindi un altro “strappo”.  E l’ex leader di Pieve Nostra non sembra tipo da accettare un eventuale “ticket” con il sindaco uscente, o un ruolo da comprimario, fosse pure alla Al Gore. Ruolo che però sarebbe ingombrante anche per Scricciolo.

Vedremo. Da escludere, al momento, per storia personale e per posizioni espresse anche recentemente, l’ipotesi che Fanfano possa strizzare l’occhio alla destra leghista o ai 5 Stelle e tentare un approccio con le due forze governative o con la destra berlusconiana.  Le altre tre ipotesi invece sono tutte e tre plausibili e sul tappeto.

Vediamo come reagiranno i possibili interlocutori, a partire dal Pd e da Fausto Scricciolo. Certo, a Città della Pieve si vota nella primavera del 2019 e dall’aria che tira adesso, non si sa se il Pd ci arriverà integro a quella data. Anzi, se ci arriverà vivo. Nel partito infatti c’è chi propone addirittura lo scioglimento, per poi farne uno nuovo (Orfini); Calenda invita a cena Renzi, Minniti e Gentiloni; Martina vuol fare il congresso e le primarie a gennaio. Da qui alla primavera, insomma la scena politica potrebbe essere diversa, il Pd che attualmente è ancora il partito di maggioranza a livello locale, quindi quello cui spetta dare le carte, è in mezzo al guado, e l’acqua in cui si muove è  tutt’altro che limpida.

Gianni Fanfano intanto ha provato a dare una scossa a modo suo. Ha lanciato un messaggio sibillino e la nostra impressione è che abbia lanciato anche un amo, per vedere chi si avvicina e chi ci sta… Per età ed esperienze pregresse somiglia a Corbyn, per posizioni attuali più a Macron. Si è pure avvicinato alla Bonino prima delle elezioni del marzo scorso.  Non del Pd, ma nemmeno contro. E questo è un indizio…

Marco Lorenzoni

 

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