CITTA’ DELLA PIEVE, COMINCIANO LE GRANDI MANOVRE IN VISTA DELLE AMMINISTRATIVE. SI PROFILA UNA CANDIDATURA A SINISTRA DEL PD?

lunedì 10th, settembre 2018 / 12:40
CITTA’ DELLA PIEVE, COMINCIANO LE GRANDI MANOVRE IN VISTA DELLE AMMINISTRATIVE. SI PROFILA UNA CANDIDATURA A SINISTRA DEL PD?
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IL 20 SETTEMBRE INIZIATIVA PUBBLICA CON LIBERI E UGUALI, 5 STELLE E PIEVE DI TUTTI. MA SENZA IL PD…

CITTA’ DELLA PIEVE –  Prove tecniche di campagna elettorale?  Forse no, ma l’iniziativa pubblica che si terrà il prossimo 20 settembre alle ore 21,00 preso la sala riunioni ella Rocca medievale, induce oggettivamente a pensare che i giochi per la partita amministrativa della primavera 2019, stiano cominciando. Non a caso l’iniziativa ha come tema “L’Umbria e i Comuni. Quali prospettive per superare a crisi?“. Così a prima vista può apparire giusto l”apertura del “tavolo” a cura di un soggetto”terzo”, il Centro Studi Ricerca Umbria che forse vuole capire quale è il quadro e quale il vento che tira.

Poi però scorrendo i nomi dei partecipanti si scorge che intanto ci sono molto marcatamente due forze politiche: Liberi e Uguali e Movimento 5 Stelle. E per i pentastellati è quasi una novità assoluta, vista la loro tendenza generale, non solo locale, a fare iniziative in proprio, senza mai confondersi con altri. Poi c’è anche “Pieve di Tutti” ovvero la lista civica di opposizione in consiglio comunale. Un bel plafond, variegato e ampio.

Scendendo nel dettaglio dei nomi troviamo Claudio Carnieri, già segretario regionale Pci e Presidente della Regione Umbria negli anni ’90, attualmente presidente dell’Agenzia Umbria Ricerche ed esponente di Leu. Con lui anche Simona Fabbrizi, segretaria provinciale del partito di Grasso, D’Alema e Bersani e l’assessore in quota Leu di Corciano Marta Custodi. Una vera e propria task force. I 5 Stelle saranno invece rappresentati dalla deputata europea Laura Agea, dalla consigliera regionale Maria Grazia Carbonari e dalla consigliera comunale Ilaria Gabrielli.  Altra task force. Poi Maria Luisa Meo, per la lista “Pieve di tutti”, Fabio Roncella, sindaco di Montegabbione. Infine sarà tra i relatori, per l’ordine degli ingegneri, anche Luca Cesaretti, ex assessore pievese (come Maria Luisa Meo) nella giunta Manganello e la giornalista Elda Cannarsa (primapagina e non solo), anche portavoce del Comitato per il diritto alla salute che si è battuto e si sta battendo per la riapertura del Pronto Soccorso, insieme a Roncella.

Così come spiccano le presenze, spiccano anche le assenze: non c’è il Pd. Non c’è la Lega. Non c’è la destra. Sembra quasi una conventio ad excludendum. Il che fa pensare più ad un tentativo di approccio tra alcune forze politiche e pezzi di società che non ad una “ricognizione ad ampio spettro” sul quadro d’insieme.

E sembra anche una risposta, d’anticipo, ad una recente intervista del segretario del Pd pievese Mario Fattorini, il quale, per le comunali, parlava di un Pd intenzionato a riproporre una alleanza con il resto centro sinistra e con il mondo della associazioni. Quale sia il centro sinistra, cui adesso a Città della Pieve il Pd possa rivolgersi, non è per niente chiaro. Non se ne ha percezione. La stessa Maria Luisa Meo che potrebbe rientrare nel novero, ha già fatto sapere che con questo Pd non se ne parla… E le associazioni? a quali pensa Fattorini? ai terzieri, ai commercianti, ai combattenti e reduci oppure a comitati come quello per l’ospedale o gli ecologisti che hanno recentemente dato battaglia su alcune specifiche situazioni? Nel primo caso però sarebbe un’operazione vecchio stampo, come di faceva negli ani ’70-80, con il partito egemone che cercava sempre di garantire rappresentanza a commercianti, artigiani, agricoltori ecc., ricevendone in cambio un consenso altrettanto garantito. Le associazioni sono lobbies ed è naturale che si muovano soprattutto per favorire i propri specifici interessi, quindi per il Pd potrebbero essere una risorsa, ma anche un capestro. Il partito diventerebbe ostaggio degli interessi particolari. Nel caso invece dei Comitati, sarebbe una scelta più coraggiosa, basata però su un equilibrio instabile. 

Quanto ai partiti c’è Liberi e Uguali che potrebbe teoricamente far parte di una coalizione di centro sinistra, ma evidentemente preferisce altre sponde. Non solo, ma da qualche tempo circola a Città della Pieve l’ipotesi di una candidatura “di sinistra”, per la precisione proprio di Simona Fabbrizzi, nel tentativo di mettere insieme il “resto del mondo” rispetto al Pd. Magari anche gente come Cesaretti, Maria Luisa Meo, come Marco Bertozzi, insieme alla sinistra dispersa e orfana e insieme a quella parte di Pd che potrebbe non digerire facilmente un bis di Fausto Scricciolo. Leggasi, in primo luogo la componente moianese.

Per la verità non si capisce bene, ancora, se tale ipotesi sia stata messa in circolazione per “tastare il terreno” e sondare la possibilità di un rassemblement a sinistra del Pd, magari anche insieme ai 5 Stelle, staccando i grillini dall’abbraccio con la Lega o se sia solo un tentativo per mettere pressione addosso al Pd e indurlo a scelte più precise.

Per ciò che riguarda il Pd molto dipenderà da Fausto Scricciolo. Fino a non molto tempo fa sembrava stanco, sfiduciato, per niente intenzionato a ripresentarsi. Adesso invece sembra aver cambiato programma. Forse per un moto di orgoglio e per avere altri 5 anni a disposizione per portare a termine alcune cose, il sindaco uscente pare aver recuperato la voglia di riprovarci.

Il Pd non può dire di no. Fattorini nell’intervista citata, pur dando un giudizio sostanzialmente positivo sull’amministrazione, è stato piuttosto tiepido, non ha escluso nemmeno le primarie, se qualcuno le chiederà. Non ha detto, insomma, “per noi Fausto Scricciolo è la prima scelta, senza se e senza ma”.

Quindi, voglia o non voglia di tentare il bis, Scricciolo è al momento in mezzo al guado. E tutt’intorno le truppe si muovono si posizionano. Qualche esercito manda i propri capitani a parlamentare. Qualcun altro, come La Lega, aspetta in silenzio che i cadaveri passino sotto i suoi occhi, trasportati dalla corrente del fiume. Non ha casematte e fortini, né capitani, in loco, ma sa di poter contare sul favore del vento e su molti fuoriusciti degli eserciti nemici che potrebbero darle man forte.  Siamo alla vigilia di elezioni comunali, sembra di essere nel ‘500, quando le città venivano assediate da eserciti di mercenari pronti a cambiare padrone e bandiera in un batter d’occhio…

m.l.

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