CITTA’ DELLA PIEVE, 31 GIORNALISTI, SCRITTORI, CINEASTI, ATTORI A PARLARE DEL TEMPO…

mercoledì 12th, settembre 2018 / 16:42
CITTA’ DELLA PIEVE, 31 GIORNALISTI, SCRITTORI, CINEASTI, ATTORI A PARLARE DEL TEMPO…
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CITTA’ DELLA PIEVE – E’ sempre un piacere ascoltare persone che ne sanno più di te. Nei nostri paesi poi, non è facile avere questa opportunità. Se capita, quindi, è un’occasione ghiotta. Ghiottissima se chi ne sa di più non è uno solo, ma una bella schiera di giornalisti, scrittori, attori, registi, politici, artisti, personaggi della Tv, storici e critici d’arte, tutti insieme nella stessa sala…  Il 21, 22 e 23 settembre prossimo, a Città della Pieve, saranno una trentina (31 per essere precisi) i “personaggi” che si confronteranno in una tre giorni dedicata al tempo. Il tempo interiore, il tempo fisico e il tempo del mondo…  Le location saranno due: Palazzo della Corgna e il Teatro degli Avvaloranti. Coordinamento e idea di Mimma Nocelli. Questa è la seconda edizione.

Tra i 31 personaggi che interverranno figurano Leonardo Bianchi, Enrica Bonaccorti, Luciana Castellina, Mauro Felicori, Lorenza Foschini, Paolo Franchi, Enrico Lucherini, Carmen La Sorella, Monica Guerritore, Barbara Palombelli, Riccardo Rossi, Claudio Strinati, Enrico Vanzina… C’è anche l’ex sindaco di Orvieto e musicista Toni Concina…

Un parterre di tutto rispetto, dove Luciana Castellina o Strinati fanno la parte delle stelle di prima grandezza, come del resto la pattuglia dei giornalisti, tutte firme prestigiose della Rai di ieri o di oggi o dei maggiori quotidiani.

Sarà certamente un bell’ascoltare. Al di là della notorietà dovuta alla Tv o al cinema o ai media, non c’è gente banale, ma tutte figure interessanti, con molte cose da raccontare.

L’unico dubbio che viene, scorrendo i nomi, è: ma non saranno troppi tutti insieme?

Il rischio è che invece di un confronto su più tavoli ne esca una passerella infinita dove nessuno, visto l’affollamento, avrà il tempo e il modo per dire ciò che vorrebbe dire realmente. Ci auguriamo di no. Ma davvero il parterre ci sembra troppo nutrito e affollato. Bastava anche meno, insomma.

Così, la tre giorni pievese sembra un tour de force. Seguire tutto sarà difficile e faticoso. Lo spettatore dovrà fare una cernita, scegliere, selezionare… E questo è un peccato.

Troppa carne al fuoco, si sa, rischia di bruciarsi o di uscire cotta male. Il troppo stroppia e può anche dare l’impressione  – non ce ne voglia l’assessore alla cultura Carmine Pugliese – di un eccesso di provincialismo, per cui basta vedere dei nomi noti sulla locandina per dire che è o sarà un successo. Non è esattamente così. Trentuno oratori in tre appuntamenti, significa 10,3 periodico ad appuntamento. Troppi. Impossibile che ne esca un dibattito vero. E significa nessuno spazio o pochissimo per gli interventi del pubblico. Qui sta il provincialismo. La sudditanza alle Very Important Persons e allo star system. Tra l’altro Città della Pieve è abituata da anni a presenze Vip e a iniziative prestigiose. Perché voler strafare ed esagerare?

Marco Lorenzoni

 

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