MONTEPULCIANO, IL BRAVIO A POGGIOLO. IL BORGO DENTRO VINCE A CITTA’ DELLA PIEVE (CONTESTAZIONI AL SINDACO). CHIUSI SCALO, IL MAR NERO CONQUISTA LA FINALE

lunedì 27th, agosto 2018 / 12:39
MONTEPULCIANO, IL BRAVIO A POGGIOLO. IL BORGO DENTRO VINCE A CITTA’ DELLA PIEVE (CONTESTAZIONI AL SINDACO). CHIUSI SCALO, IL MAR NERO CONQUISTA LA FINALE
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E’ stata la domenica dei palii. Montepulciano, Città della Pieve e Chiusi Scalo hanno vissuto ieri la loro giornata di gloria. Nel caso di Chiusi Scalo, solo la prima di due. La “Conca” dei Ruzzi si assegnerà infatti domenica prossima. Ma andiamo con ordine.

Nella Città del Poliziano, cornice splendida e irripetibile, il Bravìo delle Botti ha visto la vittoria della contrada di Poggiolo con gli spingitori Ciro Franch e Francesco Caporali, che erano i favoriti della vigilia. Al secondo posto si è piazzata la contrada di Collazzi, al terzo San Donato. Poggiolo torna al successo dopo tre anni – aveva infatti trionfato nel 2015 – e si porta a casa il “panno” disegnato dall’artista senese Fabio Mazzieri e dedicato ai 500 anni della posa in opera della prima pietra del Tempio di San Biagio, gioiello architettonico rinascimentale e simbolo di Montepulciano, studiato nei libri di storia dell’arte. Ma al Bravìo non vince solo la coppia che arriva prima sul sagrato del Duomo, vince sempre anche la città nel suo complesso, per la qualità della manifestazione, per il numero di spettatori e per la location, che neanche se fosse costruita ad arte per un film, verrebbe meglio. Montepulciano è una perla, “la perla del ‘500” e l’ambientazione e il clima da rievocazione storica rigorosa ne esalta ancora di più la straordinaria bellezza. Sembra davvero di vivere una giornata ai tempi del Poliziano, di Baldassarre Peruzzi, del Vignola, di Antonio da Sangallo…

A Città della Pieve invece il Palio rinviato per pioggia la settimana precedente e svoltosi in tono leggermente minore (solo leggermente), perché il rinvìo qualche problema lo ha creato, ha registrato la vittoria degli arcieri del Borgo Dentro. I tre robinhood giallo-neri Matteo Rampi, Gabriele Mezzetti e Roberto Massarelli hanno sbaragliato la concorrenza e già alla seconda manche avevano la vittoria in tasca. Niente da fare per i tre del Casalino (Nicola Capoccia, Luca Castellanii e Alessandro Casucci) e del Castello (Alessandro Tittocchia, Giammarco Ugolini e Alessandro Maccabruno). Il punteggio finale non ammette repliche: 117 punti per il Borgo Dentro, 105 per il Casalino, 93 per il Castello. Al termine della seconda manche il distacco era già molto netto: 84-60-54…  Gara dunque senza storia e trionfo meritato per il “terziere del clero” che aveva vinto l’ultima volta nel 2013 e raggiunge quota sette vittorie, complessive, dal 1973 ad oggi. Bello, curatissimo come sempre, e suggestivo il Corteo Storico, con qualche figurante in meno rispetto al solito (per l’assenza dei figurati romani, chiusini ecc. che di solito partecipano la domenica dopo Ferragosto e che ieri non c’erano, pochissimi però se ne saranno accorti). Ad un figurante del Borgo Dentro anche il “Masgalano” ovvero il riconoscimento di una apposita giuria per il miglior portamento ed eleganza nel corteo… Piccola crepa nella giornata di festa la contestazione nei confronti del Sindaco e del Comune. Nella parete esterna del Duomo è stato infatti affisso un “lenzuolo” con la scritta “Il palio è dei terzieri non del Comune!”. Il primo cittadino e il municipio sono stati oggetto di azioni poco rispettose (lanci di farina ecc..). Motivo della protesta e delle contestazioni, la sempre controversa “infarinata”, ovvero la battaglia con bombe di farina fra i contradaioli, alla fine del corteo storico, che il sindaco aveva vietato in caso di pioggia, lasciando ai terzieri la decisione se farla o meno,assicurando il servizio di pulizia, in caso di bel tempo. Ci deve essere stata anche qualche incomprensione perché il tempo ha retto e l’infarinata si è svolta, ma il Terziere Casalino non vi ha partecipato, con i contradaioli molto contrariati. E’ vero che l’infarinata è una tradizione del Palio dei terzieri e simboleggia una battaglia, forse anche la lotta di classe, essendo i terzieri stessi simbolo delle classi della città (il Castello della nobiltà, il Borgo Dentro del Clero, e il Casalino del popolo minuto…), ma forse è una tradizione da rivedere, perché può creare problemi a chi la fa, al resto dei figuranti e al pubblico: problemi respiratori, agli occhi, allergie ecc. E nulla aggiunge al resto della manifestazione, che è e resta una delle più imponenti e ben fatte dell’Umbria e non solo. Anche l’affermazione “Il palio è dei Terzieri e non del Comune!”  contiene una verità, ma non tutta la verità, perché il Comune ci mette soldi, uomini, mezzi, strutture e il sindaco pro-tempore è anche il “giudice” del palio… Qualche anno fa Riccardo Manganello si trovò a dover decidere per dirimere una controversia nata da una freccia contestata… Per Fausto Scricciolo, che adesso è sindaco, ma è stato a lungo un uomo di palio e capo di un terziere (il Castello), trovarsi contestato dai contradaioli e dai terzieri deve essere un boccone amaro davvero, e infatti non ha nascosto l’amarezza, però quel “lenzuolo” certo poco medievale affisso in piazza dove anche i cartelli stradali erano giustamente coperti e mitigati con balle di iuta, non ha fatto bene al palio. Ed è sembrato come i “lenzuoli” e le contestazioni della Curva Fiesole al Franchi di Firenze verso la proprietà della Fiorentina, mentre la squadra stava vincendo 6-1 la prima partita di campionato…

E veniamo a Chiusi Scalo, dove si è svolta ieri la prima giornata della disfida della Palla al Bracciale, che assegnerà domenica prossima la “Conca” 2018. Come è noto, per ch segue i Ruzzi della Conca, la prima anche serve a determinare la prima delle due finaliste. Le altre 4 contrade si daranno di nuovo battaglia il 2 settembre. Stavolta però il “copione” è saltato, si è recitato a soggetto e ne è uscita una sorpresa. Ad aggiudicarsi l’accesso alla finale è stata infatti la contrada del Mar Nero, la più piccola e “derelitta” delle cinque. Il Mar Nero vinse la seconda edizione nel 1982. Poi più nulla. Ultima finale disputata nel 1993, contro la Fornace con Mauro e4 Paolo Scattoni che avevano rispettivamente 16 e 18 anni…  E’ la “nonna” dei Ruzzi e stavolta può sperare di farcela a sovvertire ogni pronostico e a riassaporare la gioia della vittoria. Ieri i nerazzurri di Via Manzoni, con Federico Ferretti, Daniele Paolucci e David Ponziani hanno battuto Granocchiaio (12-5) e Fornace (18-16). Da segnalare una curiosità: nella partita Fornace-Sottogrottone, finita 13-11, il Sottogrottone vedeva in campo i tre fratelli Francesco, Paolo e Giulio Ferretti. I quali hanno anche un cugino nel Mar Nero (Federico) e uno nelle Biffe (Giacomo). Quando si dice l’importanza della famiglia…  Domenica prossima Sottogrottone, Fornace, Biffe e Granocchiaio si sfideranno di nuovo, chi la spunterà dovrà giocare la finale con il Mar Nero.

 

 

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