IL VACCINO CHE NON C’E’

martedì 07th, agosto 2018 / 12:15
IL VACCINO CHE NON C’E’
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di Alessandro Lanzani

Mi presento: persona, cittadino, medico.
Raramante segnalo l’ultima qualifica perché è un ruolo diciamo totemico sacerdotale che genera l’aspettativa della verità. Fallacia della speranza e abuso di potere aleggiano intorno al totem.
Rappresento purtroppo una minoranza estrema, solo 8 su 3.000 del mio anno a frequentare il corso di storia della medicina.

Dovrebbe essere fondamentale e obbligatorio. Perché? Perché insegna che la medicina è un percorso lento, contorto, non lineare di ripulitura degli errori delle conoscenze per migliorare la vita e attenuare la potenza devastante di malattie e morte.
Compreso che questo riguarda il presente, ovvero che oggi non ieri, la medicina è intrisa di errori, si può parlare dei vaccini.
I vaccini sono un argomento complesso: diversa gravità delle malattie vaccinande, diversa efficacia del vaccino, diversa probabilità di effetti collaterali e diversi costi sulla comunità. I vaccini nella storia e nel presente sono comunque in saldo positivo. Molto positivo.
Un’equazione di quarto grado lasciata in mano alla ricerca privata che ormai ha il dominio del concetto stesso di salute. Un’equazione di quarto grado usata da degli analfabeti sanitari e funzionali come la quasi totalità dei politici che la utilizzano a colpi di twitter per occupare il territorio del consenso emotivo, regressivo populista.
Alcuni si appellano alla scienza accreditata come arbitro imparziale della questione, non sapendo che la scienza accreditata lo sarebbe davvero solo se fosse pubblica e non infiltrata in tutti i suoi gangli dagli interessi della scienza privata .
E quindi di che cosa stiamo parlando ? Di nulla, finché non perseguiamo l’obiettivo di una sanità totalmente pubblica, sia nella ricerca che nella applicazione, siamo solo dentro un vortice di conflitti di interessi politici, scientifici, mediatici che generano una pericolosa ybris di emotività aggressiva e indifferenziata.
Il vaccino che non c’è e di cui abbiamo bisogno si chiama sanità pubblica.

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