CHIUSI, SI TORNA A PARLARE DI RECUPERO DELLA FORNACE. LA PROPRIETA’ CHIEDE UNA VARIANTE…

mercoledì 01st, agosto 2018 / 18:54
CHIUSI, SI TORNA A PARLARE DI RECUPERO DELLA FORNACE. LA PROPRIETA’ CHIEDE UNA VARIANTE…
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CHIUSI – Il Consiglio Comunale ha approvato ieri l’avvio del procedimento per una Variante al Piano Operativo riguardante l’area della ex Fornace di Via Oslavia. Si torna dunque a parlare del recupero del comparto, dopo anni di oblìo… La novità è che a chieder la Variante non è il Comune ma la proprietà, che stando a quanto dichiarato dal sindaco nell’esposizione del punto all’ordine del giorno, avrebbe rotto gli indugi mostrando finalmente una reale volontà di intervenire e investire nel recupero del vecchio opificio e degli annessi per realizzare un nuovo comparto residenziale, commerciale e direzionale con una buona parte di spazi sia edificati che aperti destinati ad uso pubblico.

Ed è rilevante, sempre secondo il sindaco – anche il fatto che la variante che è di iniziativa privata, preveda non un aumento, ma una riduzione della SUL cioè della Superficie Utile Lorda da 14.000  a 12.500 mq. Questo, a detta di Bettollini, sarebbe la dimostrazione che l’intenzione della proprietà non è quella di fare una mera speculazione edilizia, ma di dare una risposta all’esigenza ormai annosa, di recupero dell’area e di un complesso edilizio completamente degradato che rappresenta una ferita aperta e dolorosa nell’immagine complessiva della città.

La richiesta di variante giunge – ha spiegato il sindaco – dopo una lunga trattativa e un ritrovato dialogo tra Amministrazione e proprietà e apre finalmente una prospettiva concreta di soluzione al problema, dopo che anche Regione, Provincia e Soprintendenza hanno dato i propri pareri favorevoli all’operazione.  Nel dettaglio la Variante prevede la modifica dei 4 lotti previsti dal Piano, con alcuni adeguamenti relativi alla viabilità interna, agli spazi verdi e pubblici e ad alcuni interventi edilizi. Previsto nel lotto 1, il recupero del corpo centrale della vecchia fornace, ormai quasi completamente crollato, degli spazi che ospitavano il forno Hoffman e della ciminiera. In questo comparto dovrebbero trovare posto, al piano terra 1.200 mq da destinare ad uso pubblico più 600 mq (di cui 500 di superficie di vendita) per commercio al dettaglio; poi 900 mq di direzionale + 200 di residenziale al piano 1° e 1.200 mq di residenziale al piano 2°.

Nel lotto 2 sono invece previsti 2.000 mq (di cui 1.500 di superficie di vendita) per il commerciale; 950 mq di direzionale al piano 1°.

Nel lotto 3, ancora residenziale e negozi di vicinato disposti ad esedra intorno ad una piazza, per circa 1.100 mq, più 5.000 mq di residenziale su 4 livelli.

Ancora residenziale e direzionale (500 mq) anche nel lotto 4.  Stralciati dal progetto circa 5.000 mq di area boschiva contigua che però è di altra proprietà.

La discussione consiliare si è limitata alle dichiarazioni di voto sull’avvio del procedimento di variante. I 5 Stelle hanno votato contro, spiegando che avrebbero preferito discutere della questione in una Commissione apposita, mentre i Podemos hanno votato contro pure loro, adducendo con Luca Scaramelli, un certo scetticismo visti i tanti progetti finiti nel nulla di fatto negli ultimi 30 anni… Un voto contrario a prescindere dunque da parte delle due forze di opposizione, senza alcuna motivazione specifica e di merito. Un po’ come se avessero voluto dire (soprattutto i podemos) che loro non credono agli asini che volano, nonostante la maggioranza si ostini a sostenere che invece possono volare…

Bettollini c’è rimasto un po’ male, pensava forse di incassare un consenso più largo. Niente da fare. Ma se l’operazione dovesse davvero andare avanti (anche solo in parte) si prenderà il merito e non lo dividerà con nessun altro, se non con la sua maggioranza, che con Agostinelli e Annulli ha fornito voto e pieno appoggio.

Dai tempi di Ciarini e Ceccobao, quando la proprietà spingeva e l’amministrazione frenava trovando mille cavilli e intoppi, questa è in effetti la prima volta che il privato torna a farsi avanti. Stefano Scaramelli durante il suo mandato, prima di volare in Regione, minacciò addirittura l’esproprio per sbloccare l’impasse… Adesso la trattativa è ripresa e il privato sembra intenzionato a metter mano al progetto. Sembra. Così almeno ha detto il sindaco. Forse è solo una volontà della proprietà di mettere in vendita l’area e di favorirne l’acquisto con un quadro normativo preciso e definito.

I rinvii, le marce indietro, i bracci di ferro del passato consigliano cautela più che facili entusiasmi, lo scetticismo di Luca Scaramelli non è del tutto ingiustificato, anzi. Se mai è meno comprensibile il voto contrario all’avvio dell’iter amministrativo per la variante. Votare a favore che cosa avrebbe cambiato?

 

 

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