2 AGOSTO: LA STRAGE DI BOLOGNA, IL FASCISMO CHE RIEMERGE E L’INDIGNAZIONE CHE NON C’E’ PIU’

giovedì 02nd, agosto 2018 / 18:46
2 AGOSTO: LA STRAGE DI BOLOGNA, IL FASCISMO CHE RIEMERGE E L’INDIGNAZIONE CHE NON C’E’ PIU’
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CHIUSI – Lo ricordo benissimo quel 2 Agosto del 1980. Sono passati 38 anni. Una vita, eppure quell’orologio fermo alle 10,25 è un’immagine indelebile che si è fissata nella memoria. Non come i sogni o i pensieri che vanno e vengono, a  volte svaniscono. Quella è lì come stampata con inchiostro indelebile. Ma è una fotografia che vidi un po’ più tardi, forse qualche ora dopo, forse la sera al telegiornale… La notizia dello scoppio alla stazione di Bologna  io la seppi intorno alle 12, 12,30… Eravamo una decina di giovani, tutti intenti a montare gli stand della festa de l’Unità ai giardini pubblici dello Scalo. Festa che era cominciata la sera prima.  Arrivò un amico che abitava e abita ancora a Bologna, ci disse che aveva saputo da colleghi di lavoro dell’esplosione. Non erano anni facili quelli, pensare immediatamente ad una bomba fu istintivo, immediato. La radio a quell’ora, due ore dopo, ancora non dava ragguagli certi, ma parlava comunque di molti morti e feriti. La stazione di Bologna era praticamente saltata in aria… Fumo, macerie, odore acre, sangue dappertutto, dicevano i cronisti…  Pensammo tutti subito a una cosa tipo l’Italicus, o Piazza della Loggia a Brescia nel ’74 o Piazza Fontana nel ’69… Uno di noi corse a casa, aspettava il babbo che doveva arrivare da Milano in treno. Forse proprio il treno che era scoppiato o che si trovava lì sui binari della stazione al momento dell’esplosione… Quando arrivò a casa suo padre era già lì, appena arrivato, era passato da Bologna prima delle 10,25. Non sapeva niente. Incredulità. Sospiro di sollievo, ma anche rabbia per l’ennesima bomba, per l’ennesima strage di innocenti, gente che andava in vacanza o tornava a casa, ferrovieri, lavoratori, gente comune, donne, giovani, bambini… Fermammo la la festa… Avevamo la certezza (a quel tempo avevamo più certezze di adesso) che fossero stati i fascisti. Come le altre volte. Ancora i fascisti. I morti furono 85 i feriti 200…

A distanza di 38 anni non è ancora chiaro chi sia stato veramente. Due neofascisti Giusva Fioravanti e Francesca Mambro sono stati condannati all’ergastolo, ma loro si son sempre dichiarati estranei al fatto. E via via sono emersi depistaggi da parte dei servizi segreti (con altre condanne pr questo) e  più volte si è parlato pure del coinvolgimento di forze oscure: dalla Banda della Magliana fino ai servizi segreti stranieri (dai palestinesi al Mossad israeliano, alla solita Cia…)  oltre quelli italiani più o meno deviati…

Recentemente Francesco Pazienza, uomo dei Servizi (Sisde), condannato a 10 anni per depistaggio, ha tirato in ballo i capi dei servizi stessi (Musumeci, Santovito ecc..) ed ha anche messo la strage di Bologna in relazione a due fatti avvenuti rispettivamente un mese  e 20 giorni prima: la strage di Ustica (81 morti) e la caduta di un Mig libico nei monti della Sila in Calabria. 27 giugno Ustica, 18 luglio il Mig libico; Bologna 2 agosto. 170 morti e tre fatti che anche secondo esponenti del Governo Italiano dell’epoca (Spadolini) potevano essere strettamente collegati… Pazienza ha parlato dell’interesse della Fiat (Romiti) verso la Libia di Gheddafi e ha di fatto scagionato Mambro e Fioravanti dicendo che erano solo “due ragazzotti” e che se i servizi avessero deciso di utilizzare due ragazzotti per fare quello sporco lavoro, tempo una settimana li avrebbero poi eliminati. Magari evidenziando il fatto che erano stati eliminati gli autori della strage…  parole piuttosto oscure, come quelle dell’americano Pieczenick (dipartimento di Stato) sul coinvolgimento dei Servizi e della Cia nel rapimento di Aldo Moro il 16 marzo del ’78… Che aggiungono nebbia e gomma al muro di gomma su cui la verità ha sbattuto la faccia fino ad ora…

Ogni anno, al 1980, il 2 agosto siamo qui a celebrare la memoria delle vittime della strage di Bologna. L’amico che corse a casa preoccupato per suo padre che era su un treno, è tra i promotori di una staffetta podistica Milano-Brescia Bologna, da più di 30 anni. “Per non dimenticare”. Come primapagina nel 2012 allestimmo pure uno spettacolo teatrale sugli anni di piombo con una parte rilevante dedicata proprio a Bologna…  La memoria cerchiamo di tenerla viva, ma come la foto di quell’orologio fermo alle 10,25, ora dello scoppio, anche la rabbia non se ne va. Io almeno me la porto dentro, come un peso, come una zavorra. E’ rabbia e sconforto per la mancanza di risposte certe delle verità vera…

Probabilmente Giusva Fioravanti e Francesca Mambro una parte nell’attentato l’hanno avuta, forse quella decisiva, come dicono le carte processuali e le condanne. Ma di scuro non fecero tutto da soli (che loro lo sapessero o meno), così come sembra ormai appurato che le BR non hanno fatto tutto da sole nel caso Moro…

E’ sconfortante trovarsi ancora dopo 40 anni a domandarsi cosa sia in effetti accaduto, chi ha armato e comandato i sicari che hanno piazzatole bombe a Bologna, a Brescia, sull’Italicus, a Milano e chi e cosa ha fatto saltare il DC9  Itavia sul cielo di Ustica, chi ha abbattuto o fatto precipitare il Mig libico sulla Sila… Forse la risposta ad uno di questi episodi potrebbe prtarsi dietro tutte le altre. Ma ancora una risposta precisa e completa non c’è stata. Nonostante tutto (muro di gomma compreso) il fascismo e la strategia della tensione sembravano questioni chiuse, debellate e archiviate.

Invece ecco che il fascismo rialza la testa, che anche oggi c’è chi fomenta odio e tensione per esacerbare gli animi e dividere il paese… E se con la Libia i problemi erano grossi allora, oggi sono ancora più grossi.

Non solo non sono stati chiariti i tanti misteri italiani, ma… la situazione da allora è pure peggiorata, perché oggi non c’è più nemmeno chi si indigna…

m.l.

 

 

 

 

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