LA SICUREZZA E IL RAZZISMO DILAGANTE: LA PERCEZIONE E I NUMERI

martedì 31st, luglio 2018 / 11:05
LA SICUREZZA E IL RAZZISMO DILAGANTE: LA PERCEZIONE E I NUMERI
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di Pina Fasciani*

La propaganda sulla sicurezza , fomentata da Salvini, contro gli immigrati, prevale rispetto ai dati reali.

Il clima , le percezioni, montate come la panna, oscurano le statistiche prodotte dal suo stesso Ministero.
I dati parlano chiaro :
“In Italia i numeri sono significativi: al netto del calo della popolazione (0,34%), dal 2014 al 2017 gli omicidi sono scesi del 25,3%, i furti del 20,4% e le rapine del 23,4%. ”
Quindi negli ultimi anni l’Italia è diventata via via più sicura, nonostante l’aumento del numero di immigrati.

Dentro questi dati si colgono alcuni fenomeni da indagare, quelli si.
Il primo è il dato degli omicidi: il 73% di essi sono i femminicidi, perpetrati nei confronti delle donne , dentro le nostre “tranquille” famiglie italianissime.
Il secondo dato è quello, statisticamente rilevato, che vede aumentare tra i reati la percentuale dei furti, ponendo l’Italia tra i primi paesi in Europa.

Due dati che con l’aumento della immigrazione non c’entrano nulla, anzi ci dicono che forse sarebbe necessario assumere iniziative specifiche sui due fenomeni per cercare di combatterli.

Il primo con una campagna “culturale e educativa diffusa”, fin dalla scuola, e con misure “preventive” più stringenti delle attuali.

Il secondo con la diffusione dei sistemi e strumenti di sicurezza che non possono ridursi alla “giustizia fai da te” con la pistola sotto il cuscino o “ronde” che rischiano di mietere vittime innocenti.

Sul razzismo vero o presunto, il rischio è di scivolare in una diatriba “ideologica” tra chi ritiene il popolo italiano razzista e chi no.

Io concordo sul fatto che la crisi abbia esacerbato gli animi, l’individualismo ha scavato a fondo demolendo il concetto di “solidarietà”, ha creato steccati e convogliato lo scontento su un terreno di scontro tra deboli, in assenza di riferimenti rappresentativi forti che l’antipolitica, doviziosamente foraggiata, ha provveduto a demolire, come i Partiti, le Istituzioni democratiche ecc . Come concordo sul fatto che si è creato un clima di paura, convogliato verso l’immigrato, assurto a radice di tutti i nostri mali.
Un bluff che i dati non sorreggono , ma che vengono ignorati.

Insomma il contesto parla di un generale clima di scontento che sfocia nella violenza. Una violenza che se non governata, anziché rinfocolata, come fa Salvini nei confronti degli immigrati, rischia di creare maggiore insicurezza, ribaltando le statistiche suddette.

È la violenza che va combattuta .
È la violenza la madre del razzismo, dei femminicidi, ecc.
È la cultura del far west, del linguaggio triviale e senza freni a creare mostri.

L’assenza della capacità di mediazione tipica della politica, ne è la generatrice.

Il fenomeno razzista, in questo contesto, si palesa verso gli immigrati, verso le donne, verso gli indifesi ( ricordate i clochard bruciati?).

Il razzismo è una forma della violenza.
Le radici in Italia vengono da lontano. Da teorici conosciuti, nati dalla scuola di Lombroso, antropologi in particolare che così scrivevano:
“La razza maledetta , che popola tutta la Sardegna, la Sicilia e il Mezzogiorno d’Italia dovrebbe essere trattata ugualmente col ferro e col fuoco, dannata alla morte come le razze inferiori dell’Africa , dell’Australia ecc”.

Tutto questo finché la politica non torna.

 

* Pina Fasciani (foto) è ex deputata Pd, di Pescara, adesso militante di Liberi e Uguali.

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