ESTATE CAPRICCIOSA, MOSCA OLEARIA IN AGGUATO. SULLE COLLINE UMBRE PRODUZIONE DI OLIO EXTRAVERGINE A RISCHIO

ESTATE  CAPRICCIOSA, MOSCA OLEARIA IN AGGUATO. SULLE COLLINE UMBRE PRODUZIONE DI OLIO EXTRAVERGINE A RISCHIO
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Di nuovo il pericolo della mosca olearia si fa concreto per gli oliveti umbri. Non c’è pace per gli agricoltori e per tutti gli appassionati di olivicoltura, che dopo un’estate eccezionalmente siccitosa come quella del 2017, hanno dovuto fare i conti con  le gelate dell’aprile 2018. Gelate che hanno compromesso una buona parte della fioritura degli olivi. Ora, con un clima altalenante come quello di questo luglio, con temperature poco elevate e con frequenti temporali, per il parassita dell’olivo si stanno creando le migliori condizioni per proliferarsi. A dare l’allarme è il Servizio Fitosanitario Regionale che ha diramato un Bollettino Fitosanitario OLIVO, dal quale si apprende che è giunto il momento di agire con i trattamenti, affinché si eviti che quello che si profila come uno scarso raccolto, sia ulteriormente penalizzato dall’agire della mosca olearia. “Le varietà più precoci – si legge nel comunicato – si avvicinano o sono già nella fase di indurimento del nocciolo pertanto da questa settimana si inizierà ad effettuare il campionamento delle drupe”.

Come già ricordato sopra, lo sviluppo della mosca è fortemente legato alla temperatura atmosferica, infatti gli sfarfallamenti iniziano a 14-18°C; la soglia termica inferiore per lo sviluppo degli stadi giovanili è di 9-11°C, mentre quella superiore è di 31-33°C. Inoltre un accumulo termico superiore ai 31°C di circa 70 ore determina l’abbassamento numerico delle popolazioni, l’arresto dell’attività riproduttiva degli adulti ed il riassorbimento delle uova. Queste caratteristiche legate all’andamento climatico rendono lo sviluppo di questo fitofago diverso da zona a zona in relazione alla latitudine, all’altitudine, all’orientamento di ogni singolo appezzamento e diverso da un anno all’altro. A questo punto se si vuole produrre per il prossimo anno del buon olio, bisogna armarsi di pompa e alzarsi di mattina molto presto. Infatti i trattamenti vanno fatti alle prime luci dell’alba, così che le piante hanno tutto il tempo di assorbire i trattamenti sistemici e senza subire shock termici, che invece potrebbero subire, se i trattamenti si facessero nelle ore più calde.

Chi invece è contrario ai trattamenti fitosanitari, per scelta “politica”, o per adesione alla filosofia del bio a tutti i costi, può affidarsi a rimedi naturali come la cosiddetta lotta biologica o scegliere quei prodotti ammessi nell’agricoltura biologica. Tra questi le classiche esche per catturare la mosca e ucciderla (“Attact and kill”) oppure l’uso di sali di rame per il controllo del parassita. Va detto che la lotta biologica è risultata in molti casi non molto efficace, e anche costosa, soprattutto laddove la larva ha raggiunto profondità, mentre alcuni prodotti ammessi hanno avuto maggior successo…

Renato Casaioli

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