THE DARK SIDE OF THE STARS. BONELLA MARTINOZZI: “NOI NON ABBIAMO TESSERE E NON PAGHIAMO QUOTE”. E ALLORA CHI DECIDE NEL MOVIMENTO?

martedì 03rd, luglio 2018 / 17:17
THE DARK SIDE OF THE STARS. BONELLA MARTINOZZI: “NOI NON ABBIAMO TESSERE E NON PAGHIAMO QUOTE”. E ALLORA CHI DECIDE NEL MOVIMENTO?
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CHIUSI – Sui social capita spesso che parendo da un argomento, poi i commenti finiscano per portare la discussione su altri temi. E così a commento di un articolo di Travaglio sui 5 Stelle e sulla sinistra, dopo una discussione a tre fra Luciano Fiorani che aveva postato l’articolo, Paolo Scattoni e il sottoscritto inerente il giudizio sul governo e sulla nascita di “qualcosa a sinistra” ecco che interviene anche la consigliera comunale dei 5 Stelle Bonella Martinozzi: “Secondo me se facessero il PD…P ( Partito Delle Polemiche) in molti a Chiusi , tanto per fare i bastian contrari , prenderebbero la tessera”. Ne nasce un piccolo battibecco, talvolta succede.
Scattoni replica: “Pensa alla tua di tessere che di sciocchezze te ne fa dire tante. Vedi carbonizzatore”.
Io faccio presente che “l’ultima tessera l’ho lasciata nel 1984. E di scuro non prenderò mai la tessera di una… Srl”
La consigliera Martinozzi, a questo punto puntualizza: “Per inciso noi non abbiamo nessuna tessera e siamo liberi di decidere da soli ciò che secondo noi è più giusto per il nostro territorio”.
Una frase come tante. Che però, forse involontariamente, squarcia un velo e apre un problema politico mica da poco. Quello della “forma partito e della democrazia interna ai 5 Stelle”. Se il movimento non fa tesseramento chi decide? e chi decide chi deve decidere?
Provo a buttarla un po’ in caciara: “Non avete tessere… Vorrei vedere, nelle Srl non serve la tessera, basta pagare la quota e sottoscrivere il contratto!”
La solerte Martinozzi replica stizzita: Non paghiamo nessuna quota … informati meglio prima di scrivere.” 
E qui partono le riflessioni: e allora che partito è, decide chi c’è? e come fate a sapere chi c’è e chi non c’è? O forse decide sempre uno solo (al massimo due)…”
E insisto: in Italia avremmo al governo un partito/movimento che non è un partito, che non fa tessere, quindi non ha iscritti… che non fa congressi. Quindi è solo una Srl, dove si diventa dirigenti per diritto societario o successione ereditaria e non per passaggi democratici. Io l’ho sempre pensato, ora me lo confermi… Ti sembra normale?Nei partiti normali decidono gli iscritti (il Pd ha fatto una cazzata colossale ad aprire le primarie per il segretario anche al resto del mondo), nei 5 Stelle chi decide? Per capire…”
La risposta della prode Martinozzi è perentoria: “Non potresti capire hai una visione della politica vecchia e stantia”.E qui chiude. Con un giudizio tranchant, ma senza rispondere alla domanda.
Provo a farglielo notare: “Non è questione di essere stantii, il che ci può anche stare, è questione di democrazia… chi decide nei 5 Stelle? E con quali criteri, se le tessere non esistono? La domanda mi sembra semplice semplice…”.
In effetti la domanda è semplice semplice, ma la consigliera chiusina dei grillini non accenna a rispondere. Per lei chi fa domande ha una concezione della politica vecchia e stantìa. Stop.
E questo sarebbe il nuovo che avanza e che adesso governa?
E’ singolare che alle prime battute Bonella Martinozzi ha risposto nel giro di mezzo minuto, all’ultima domanda, peraltro semplice semplice, no. Niente. Neanche un due di picche. Sarà dovuta scappare alle funzioni solenni per la festa patronale di santa Mustiola. O avendo capito, in ritardo, di essersi infilata da sola in un ginepraio, ha preferito eclissarsi o andare a chiedere lumi a chi ne sa di più…  Perché anche senza tessere e iscritti, qualcuno che comanda c’è anche nei 5 Stelle. Chiusini e non.
La riflessione- seria – a margine di questo siparietto è che dalle parole di Bonella Martinozzi, esponente “certificata” dei 5 Stelle (non come i poveri senesi lasciati a piedi alle recenti elezioni comunali), si evince che il movimento prevede forme di adesione poco trasparenti (niente tessera), quindi anche procedure decisionali altrettanto poco trasparenti. Scrive Martinozzi: “Non abbiamo nessuna tessera e siamo liberi di decidere da soli ciò che secondo noi è più giusto per il nostro territorio”. Da soli chi? quali, quanti, dove e come? Il meet up locale? e chi è che aderisce al meet up, in che modo aderisce? E ad essere ancora più precisi:  A Siena quanto sono stati liberi di scegliere i 5 Stelle locali, lasciati a piedi alle Comunali da un fantomatico staff nazionale che non ha certificato la lista? 
Non volendo e senza accorgersene la consigliera Martinozzi ha certificato che alla fine nei 5 Stelle la prassi è quella di una Srl, dove comanda chi mette i soldi. Il partito-azienda di Berlusconi era Disneyland a confronto… e il partito monolitico e piramidale di stampo leninista caro a certe frange della sinistra era meno monolitico e piramidale dei pentastellati. 
Confesso di aver sperato che i 5 Stelle potessero in qualche modo arginare l’esposizione mediatica e il superattivismo di Salvini e le posizioni fascio leghiste che impersona, ma un movimento che è il primo partito nazionale, ma non ha iscritti e quindi non si sa chi decide la linea che cosa può arginare? A mio modestissimo avviso questo è un nodo serio su cui riflettere. Ma, per chi si fosse messo in ascolto solo adesso, che i 5 Stelle non hanno iscritti e tessere non lo dico io. Lo ha detto papale papale una loro esponente certificata ed eletta in un Consiglio Comunale. E magari prima o poi qualcuno una risposta la darà…
Marco Lorenzoni
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