SIENA VERSO IL BALLOTTAGGIO. A CHI HANNO FATTO UN PIACERE I 5 STELLE?

lunedì 18th, giugno 2018 / 15:30
SIENA VERSO IL BALLOTTAGGIO. A CHI HANNO FATTO UN PIACERE I 5 STELLE?
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SIENA – Domenica prossima Siena voterà per il ballottaggio tra Bruno Valentini e Luigi De Mossi. In palio c’è la poltrona di sindaco nel “palazzo pubblico” della città del Palio. Quel palazzo dove campeggiano i dipinti di Ambrogio Lorenzetti sul buongoverno (e il cattivo governo) in città e nelle campagne. A Siena si discute di “buongoverno” dal 1300…  Siena è stata Repubblica orgogliosa, autonoma e invisa ai “poteri forti”. Tant’è che i Medici, alleati con l’imperatore Carlo V la cinsero d’assedio per toglierla di mezzo. Della serie, ti faccio vedere io chi comanda. Siena si batté strenuamente, si rifugiò a Montalcino con le insegne e il governo cittadino, a Chiusi e in qualche altro “castello” tra la Valdichiana e il mare le truppe senesi resistettero più e oltre la Repubblica… come il famoso giapponese trovato nella jungla a guardia di un bidone di benzina nel’45…  Domenica, Siena deciderà chi sarà il sindaco per i prossimi 5 anni, se l’uscente Valentini in quota Pd, o lo sfidante De Mossi in quota Centro Destra.

Dopo il primo turno che ha visto Valentini avanti a tutti, ma con il Pd ai minimi storici (18%), il sindaco uscente ha trovato una stampella importante, forse decisiva, nell’ex sindaco Piccini, arrivato terzo con un ottimo 21%. Dopo aver fatto una campagna elettorale in proprio e molto critica con il suo ex partito, Piccini alla fine ha scelto di tornare all’ovile. Dettando condizioni, naturalmente. Ma senza andare dall’altra parte della barricata.

Pd, lista Valentini e Piccini hanno stipulato un accordo su 13 punti per fermare De Mossi e la destra, con una Lega scatenata e sulla cresta dell’onda.

C’è chi sostiene che l’alleanza Valentini-Piccini sia niente altro che l’estremo tentativo di difesa dell’antica roccaforte, di quel potere consolidato che ha portato Siena al tracollo degli ultimi 10 anni. Insomma una sorta di riedizione della “resistenza”, oltre ogni ragionevole dubbio, delle truppe franco senesi guidate da Piero Strozzi nel 1559 a Chiusi e dintorni… Una sorta di riedizione del “groviglio armonioso” che ha governato o sgovernato la città dal 1990 in poi., portando pure alla caduta della “casamatta” più robusta e prestigiosa: il Monte dei Paschi, passando per altre debacle su Università, Ospedale, gestione del ciclo dei rifiuti ecc..

Piccini garantirà a Valentini buona parte di quel 21% di voti che ha preso al primo turno, ma più che un assist, c’è chi vede l’accordo come un autogol. O come un assist a De Mossi, che adesso ha un argomento in più. Anche tra elettori un tempo di sinistra c’è chi dice “meglio di quelli che hanno governato finora, chiunque… anche la Lega”…

Ma una città che da 700 anni e passa ha nel proprio Palazzo Pubblico l’immagine plastica del Buon Governo, una città che è stata per decenni esempio della cultura politica di sinistra può passare a cuor leggero nelle mani della destra più oscurantista, solo perché gli ultimi (e i penultimi) governanti hanno fatto disastri?

De Mossi sembra un tranquillo avvocato “liberal”, ma è appoggiato da tutta la destra, anche quella che plaude alla chiusura dei porti, che sbeffeggia i gay, che vuole la pistola per esercitare la “legittima difesa”, che non vuole gli immigrati in piazza del Campo ecc…

Certo, Valentini rappresenta la continuità. E Piccini non è sceso adesso da Marte, è stato sindaco, ha beneficiato e lautamente, del sistema precedente… Il tandem non è nulla di nuovo. Ma siamo sicuri che il resto del mondo sia meglio?

E a dirla tutta, se al ballottaggio sono andati Valentini e De Mossi e se Piccini ha avuto in mano le carte per far pendere la bilancia da una parte o dall’altra la colpa è anche di quegli scienziati dello staff nazionale dei 5 Stelle che  non hanno certificato la lista del Movimento, decretandone per ragioni mai chiarite, l’esclusione dalla corsa per il Comune. Un atto grave, irrispettoso nei confronti dei militanti e candidati locali dei 5 Stelle, che ha privato la cittadinanza senese di una possibile alternativa.

Se qualcuno ha pensato di fare in questo modo un piacere alla Lega, alleata nel governo nazionale, forse ha fatto male i conti e alla fine ha fatto un piacere a Valentini e a Piccini.  (M.L.)

 

 

 

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