ALEXANDRIA OCASIO CORTEZ, DAGLI USA UN MESSAGGIO ALLA SINISTRA: ECCO DA DOVE E COME RIPARTIRE

giovedì 28th, giugno 2018 / 12:16
ALEXANDRIA OCASIO CORTEZ, DAGLI USA UN MESSAGGIO ALLA SINISTRA: ECCO DA DOVE E COME RIPARTIRE
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Lo scorso martedì Alexandria Ocasio-Cortez, 28enne dei Democratic Socialists of America e per la prima volta candidata alle elezioni, ha sconfitto Joe Crowley, una delle figure più importanti del partito democratico a Washington. Anzi, non l’ha sconfitto, l’ha calpestato: con l’88% dei voti già conteggiati, la Cortez è in testa con 4mila preferenze.

La Ocasio-Cortez rappresenta il volto nuovo della politica progressista, un gruppo che continua a crescere nella corrente più di sinistra del Partito Democratico. È una giovane donna di colore con un programma che propone sanità per tutti, l’abolizione del Dipartimento per l’immigrazione e delle frontiere, la protezione dei Dreamers (i migranti arrivati illegalmente in America da bambini, ndt) e un “sistema di finanziamento delle campagne elettorali più trasparente”.

Una piattaforma, insomma moto “liberal”. Anzi “radical”. Bernie Sanders  (la Cortez era tra gli organizzatori della sua campagna del 2016), ha così commentato: «Si è messa contro tutto l’establishment democratico del suo distretto, e ha vinto. Ha dimostrato ancora una volta cosa possono fare i progressisti che partono dal territorio».

Il centro della sua narrazione politica, comunque, è il concetto secondo cui gli uomini e le donne – sia nel 14esimo distretto di New York che altrove – sarebbero stati estromessi dalla politica dall’elite ricca e ammanicata. Come Crowley, che ha rappresentato il 14esimo per due decenni. La Cortez l’ha vissuto in prima persona e non aveva intenzione di candidarsi, poi un gruppo legato a Sanders, Brand New Congress, l’ha reclutata.

«Pensavo che l’unico modo per vincere le elezioni fosse avere un grosso conto in banca, grande influenza sociale, potere dinastico… e io non avevo nessuna di queste cose». Poi però si è candidata e ha sbaragliato uno dei democratici più potenti e “ammanicati”… In sostanza hanno mandato a casa uno che ha il volto dell’establishment lanciando in orbita una faccia nuova, inedita e di sinistra.

Alexandria Ocasio Cortez, latina e lievemente colored, è anche una bella ragazza, che ha il volto del futuro, ma non è stata votata perché ha un sorriso che buca il video, quanto per le cose semplici e radicali che dice. Ecco un’altra lezione su come ricostruire qualcosa di sinistra, anche in Italia. E quella frase di Sanders “ha dimostrato ancora una volta cosa possono fare i progressisti che partono dal territorio”, offre un’altra indicazione. Partire dal territorio. Dai territori. Ricostruire partendo dal basso, dalle periferie, dalle città…  Si dirà che anche Renzi veniva dal territorio e ha portato alla ribalta altre figure provenienti dai territori, soprattutto il suo (Boschi, Lotti, Bonifazi…), ma la differenza sta nel fatto che Renzi ha scelto e “promosso” gli amici più stretti e fidati, i suoi caporali e colonnelli, non quelli che dicevano e cose più dirompenti, radicali, progressiste, più in linea con il sentire della propria gente… Renzi ha fatto passare il messaggio che gli over 50 fossero tutti da rottamare… La Ocasio Cortez ha 28 anni, ma non ha avuto problemi lavorare a fianco di Sanders che ha più di 70. E questo è un altro messaggio ai fanatici del giovanilismo e della rottamazione.

Quella stagione è miseramente naufragata e non poteva essere altrimenti, non si era mai visto prima un partito di sinistra (il più importante partito della sinistra, anche se ormai annacquato) prendersela coi sindacati e cercare ogni pretesto per rompere con essi, strizzando nel contempo l’occhiolino ai Marchionne, ai Farinetti… e alla finanza dei salotti buoni. Lì è avvenuta la prima frattura, il sintomo evidente e conclamato della mutazione genetica.

Dalla Spagna con Sanchez e i Podemos, dalla Gran Bretagna con Corbyn e dagli Usa con Sanders e adesso con questa giovane candidata democratica e socialista arrivano segnali incoraggianti. E messaggi chiari su quale sia la linea da tenere per riconquistare il consenso del proprio popolo (e non solo di quello).

Al momento in Italia non si vedono figure che possano somigliare a Corbyn o a Alexandria Ocasio Cortez… Ma anche a New York, fino a qualche mese fa chi avrebbe scommesso un cent sul successo della giovane latina? Forse il messaggio che arriva da oltre Oceano è anche quello che bisogna avere il coraggio di provarci. E di riprendere la strada che compete alla sinistra. Ci pensino anche i sindaci, gli amministratori che magari avevano scommesso su Renzi e che adesso si ritrovano al pezzo, a governare città e territori senza più un partito alle spalle, senza un quadro politico di riferimento… Ripartire da posizioni, proposte, idee e valori che sono quelli della sinistra, senza inseguire la destra sul suo terreno, sarà come ritrovare la bussola durante un viaggio complicato in mezzo al deserto. Ci pensino, nel territorio, i Bettollini, i Landi, i Rossi, i Micheletti, gli Scricciolo, gli Agnoletti, ovvero i renziani rimasti al pezzo e con loro tutti gli altri che in questi ultimi anni, dentro e fuori del Pd, si sono opposti al renzismo rampante, alla deriva “liberista” e privatistica della sinistra… Si provi a superare qualche steccato del passato, si provi a ragionare senza acredine sul che fare. Quella che passa il convento oggi, in Italia, non è la migliore minestra possibile. E’ un pastone ibrido e indigesto.  Può diventare addirittura una purga…

Quindi, cari amici e compagni della sinistra dispersa, orfana, disillusa, cari amici e compagni non rassegnati a dover votare per forza Salvini o i 5 Stelle, cari amici e compagni amministratori del Pd o della ex sinistra di governo spazzata via dalle ultime tornate elettorali anche nelle zone di più forte radicamento, questo è il momento di sedersi intorno ad un tavolo e ricominciare a parlarsi, cercando i punti di contatto più che quelli di divisione, di risentimento…  E’ davvero impossibile?

M.L.

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