STRANO SILENZIO SULL’ESPLOSIONE DEL 16 MAGGIO A TAVERNELLE. LA GENTE CHIEDE DI SAPERE COSA E’ SUCCESSO QUEL POMERIGGIO

giovedì 24th, maggio 2018 / 20:21
STRANO SILENZIO SULL’ESPLOSIONE DEL 16 MAGGIO A TAVERNELLE. LA GENTE CHIEDE DI SAPERE COSA E’ SUCCESSO QUEL POMERIGGIO
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TAVERNELLE –  Sono passati 8 giorni da quel botto terrificante che intorno alle 17 del pomeriggio scosse tutta la Valnestore, con gli operai che uscirono dalle fabbriche, la gente di casa… Vigili del Fuoco e carabinieri appurarono in pochi minuti che l’esplosione era avvenuta nei pressi di un casolare facente parte di una azienda agricola dismessa a poca distanza dalla zona industriale La Potassa, vicina a Tavernelle.  Noi, su queste colonne parlammo di un ordigno. Con tutta probabilità però non un residuato bellico, rimasto magari semisepolto dal 1944. La deflagrazione avvenne infatti un’area diventata una sorta di discarica, a pochi metri da una vecchia porcilaia abbandonata. Ma all’aperto. E in superficie. Scrivemmo che poteva trattarsi di un mortaretto o di un “botto di capodanno particolarmente potente” perché il botto causò una sorta di cratere nel terreno, come fanno le bombe, non i mortaretti. Per di più causò anche una nube biancastra a fungo, tipica di certi tipi di esplosivo militare.

Era il 16 maggio. Da allora nulla è trapelato sulla natura di quell’esplosione. Non si sa insomma di cosa si sia trattato. Si sa che poco prima c’erano degli operai intenti a ripulire l’area dell’azienda agricola, mandati a fare quel lavoro da un commercialista che ne cura la gestione, dopo la morte di entrambi i proprietari. Per fortuna non erano presenti al momento dello scoppio, perché altrimenti avrebbero riportato di sicuro dei danni. Si sa anche che il Comune di Panicale dopo il fatto ha emesso un’ordinanza di rimozione e bonifica della “discarica abusiva”.

Cosa c’era dunque in quella “discarica”?  La gente di Tavernelle dintorni se lo chiede con insistenza. E il silenzio degli inquirenti fa crescere gli interrogativi e le supposizioni. In assenza di chiarimenti e informazioni certe, ogni ipotesi acquista diritto di cittadinanza. Da quella dell’avvertimento alla bravata, dall’eventualità che qualcuno stesse preparando un attentato, alla disattenzione (grave) durante qualche lavoro o ammasso di materiale… C’è chi parla di tritolo (che non si compra al Consorzio agrario), chi di dinamite da cava, chi di una o più bombole di gas…

Se lo domanda la gente e ce lo domandiamo anche noi. Il botto c’è stato, l’hanno sentito centinaia di persone. Ha creato allarme e paura. Qualcuno, in primis le autorità civili e militari che hanno giurisdizione sul territorio devono spiegare cosa è successo quel pomeriggio e che cosa ha causato l’esplosione. Dopo 8 giorni qualche elemento sarà stato accertato. La cittadinanza ha diritto di sapere.

R.C.

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