LE RIVELAZIONI DI IZZO: DELITTO DEL CIRCEO, ROSSELLA CORAZZIN, MOSTRO DI FIRENZE E CASO NARDUCCI, C’E’ UN FILO NERO TRA QUESTE 4 VICENDE?

mercoledì 30th, maggio 2018 / 12:13
LE RIVELAZIONI DI IZZO: DELITTO DEL CIRCEO, ROSSELLA CORAZZIN, MOSTRO DI FIRENZE E CASO NARDUCCI, C’E’ UN FILO NERO TRA QUESTE 4 VICENDE?
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“LA VILLA IN CUI FU SEVIZIATA E UCCISA LA 17ENNE FRIULANA NEL ’75, SAREBBE QUELLA DELLA FAMIGLIA NARDUCCI, E IL MEDICO SAREBBE STATO PRESENTE ALL’OMICIDIO RITUALE”

PERUGIA – Le rivelazioni rese nel 2016 dal pluriomicida Angelo Izzo  (uno dei tre della banda di giovani bene del delitto del Circeo) di cui abbiamo parlato in un precedente articolo, sul “cold case” della diciassettenne Rossella Corazzin, scomparsa nel nulla nel ’75, sembrano trovare i primi riscontri e aprono anche scenari ancora più inquietanti. Izzo avrebbe infatti tirato in ballo anche il giovane medico folignate Francesco Narducci, accostato più  volte alla vicenda del Mostro di Firenze e a sua volta morto in circostanze misteriose nel 1985. Fu attribuito a Narducci il cadavere ritrovato proprio nel lago Trasimeno, nei pressi di Sant’Arcangelo e poi trasferito con un elicottero dei Vigili del Fuoco in una villa in provincia di Perugia… Ma quel cadavere presentava tratti somatici, caratteristiche e misure un po’ diverse da quelle del giovane medico che nell’85 aveva 36 anni. Si è parlato di depistaggi, di scambi di cadavere, di manovre oscure… Era ginecologo, come il padre, primario a Foligno, e per questo fu messo in relazione coi delitti del Mostro di Firenze. L’inchiesta, riaperta qualche anno fa è stata archiviata nel 2016 con un non luogo a procedere nei confronti di funzionari pubblici e familiari indagati per depistaggio e altri presunti reati. Nessun riscontro è stato trovato circa il presunto legame di Narducci con i delitti del Mostro.

Adesso le Parole di Izzo aprono di nuovo il caso. I giornali veneti, interessati naturalmente alla vicenda di Rossella Corazzin che era originaria di San Vito al Tagliamento e scomparse nei boschi di Tai di Cadore, dove era in vacanza, riportano i dettagli del racconto di Izzo secondo quanto riferito dal Procuratore di Belluno Paolo Luca. Il magistrato avrebbe così descritto lo scenario rivelato da Izzo:  «Sembra la sceneggiatura di un film horror e sadomaso in cui viene sacrificata una vergine. Fantasie, forse, ma ci sono alcuni particolari oggettivi». La scena:  «in cerchio intorno all’altare, che in realtà è un tavolo, non ci sono uomini ma lupi. Bestie incappucciate con una candela accesa in mano. Lei, 17 anni, magra e con i capelli castani, indossa una tunica bianca. Le braccia e le gambe sono legate». Un rituale che aveva – sempre stando al resoconto del Procuratore – l’obiettivo anche di nominare nuovi adepti della setta. Sembra che venisse usata una spada a cui riconducevano un potere simbolico e che facevano risalire direttamente a Giovanna d’Arco. Alla fine del rito, i presenti si sarebbero fatti un’incisione sulle mani facendo cadere alcune gocce di sangue all’interno di un calice di vino che, a turno, avrebbero poi bevuto.

La ragazza in questione sarebbe stata proprio Rossella Corazzin, rapita, sequestrata e portata con una Land Rover in una villa sul lago Trasimeno. Izzo, afferma di non aver partecipato al sequestro, ma di aver raggiunto gli altri nella villa. E avrebbe detto al magistrato che uno degli incappucciati intorno al tavolo era proprio Francesco Narducci.

Il legame con il gruppo di fascisti assassini romani dei Parioli sarebbero stati i soggiorni a Cortina, ritrovo dei rampolli dell’alta borghesia romana. La Villa al Trasimeno sarebbe stata quella della famiglia Narducci.

L’ex procuratore di Belluno Francesco Saverio Pavone che sentì Izzo nell’agosto 2015 e nel dicembre 2016 ha confermato che in un video girato dalla Dia nel 2015, Izzo riconobbe la villa sul Trasimeno della famiglia Narducci come il luogo in cui fu violentata e uccisa Rossella Corazzin nel lontano 1975. Il fascicolo con le rivelazioni di Izzo è tornato sul tavolo della Procura di Perugia. Che però, per il momento non rilascia dichiarazioni in merito, mantenendo uno strettissimo riserbo.

I delitti del Mostro di Firenze e quello del Circeo, il caso Narducci e quello di Rossella Corazzin: quattro storie, una più nera dell’altra (dove il nero si riferisce alla cronaca e alla tristezza dei fatti, ma anche al colore politico di certi protagonisti) che dunque si intrecciano in un groviglio che disegna scenari di paranoia e trame oscure. Poi c’è anche la quinta storia, anche quella mai del tutto chiarita sulla scomparsa e la morte, sotto falsa identità di Andrea Ghira, uno dei tre del Circeo con Izzo e Guido…  In quel decennio 1975-1985 l’Italia non fu insanguinata solo dalle stragi più o meno di Stato, dagli attentati delle Br e dalle bombe fasciste.  E’ anche il decennio dell’omicidio Pasolini, della banda della Magliana, dei sequestri di persona dell’Anonima Sarda… Un fiume di sangue e un fiume di soldi.

Izzo, nel 2007, si attribuì anche un altro delitto con connessioni a questo territorio: l’omicidio di Franca Croccolino, una donna di 30 anni, bellissima, di Chiusi, che faceva la prostituta di lusso a Torino. Somigliava a Marylin Monroe, fu uccisa nel suo pied à terre, il 28 marzo del ’72. Lì per lì fu arrestato un altro chiusino, Marino Pacchieri che era il direttore di sala di un locale dove la ragazza lavorava ed era stato il suo fidanzato. I due si frequentavano ancora. Fu Pacchieri a scoprire il cadavere… Fece 50 giorni di carcere, ma risultò estraneo al delitto… Izzo che nel ’72 era minorenne, avrebbe ucciso – secondo il suo racconto –  insieme ad un uomo più grande, morto però qualche anno dopo…

C’è davvero un filo rosso, o nero, che lega alcune di queste vicende? Prendere per oro colato le parole di un personaggio come Angelo Izzo, certamente psicopatico, non è facile. Ma se il magistrato bellunese ha deciso di inviare le carte a Perugia per il caso Corazzin evidentemente qualche riscontro deve avercelo in mano…

In ogni modo ciò che emerge è che questo territorio fu in quegli anni un vero e proprio campo di battaglia, con morti e feriti, dispersi e cadaveri senza nome.

m.l.

 

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