L’AMAREZZA DEI 5 STELLE SENESI, LASCIATI A PIEDI DALLO STAFF DI GRILLO E CASALEGGIO

lunedì 14th, maggio 2018 / 12:53
L’AMAREZZA DEI 5 STELLE SENESI, LASCIATI A PIEDI DALLO STAFF DI GRILLO E CASALEGGIO
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SIENA – Come ormai è noto il Movimento 5 Stelle non sarà presente alle prossime elezioni amministrative di Siena in programma il 10 giugno. Un buon 20% dell’elettorato – se si fa riferimento ai risultati delle elezioni politiche del 4 marzo scorso – si troverà senza candidato a sindaco e senza lista per il Consiglio, dopo aver addirittura accarezzato l’idea di andare almeno al ballottaggio.

Il motivo dell’assenza dei 5 Stelle dalla scheda elettorale sta nella mancata certificazione della lista da parte dello “staff” regionale e nazionale del Movimento, che dunque non ha concesso l’uso del simbolo da parte dei pentastellati senesi. Ad oggi, due giorni dopo la scadenza dei termini per la presentazione delle liste, il suddetto staff non ha fornito alcuna spiegazione. E i 5 Stelle senesi non l’hanno certo presa bene. E con loro centinaia di cittadini che sui social hanno espresso solidarietà a loro e sgomento per la situazione che si è venuta a determinare.

Non può essere un problema di semplice ritardo nella valutazione della lista spiega il candidato sindaco mancato Luca Furiozzi, perché “la documentazione per il rilascio della necessaria certificazione era stata spedita come da regolamento il 20 marzo: da allora, nonostante ripetute sollecitazioni, non abbiamo ricevuto alcun riscontro. Nessuna richiesta di integrazioni, nessuna contestazione: se anche ci fosse stata una qualsiasi irregolarità, in quasi 50 giorni si sarebbe certamente potuta sanare”. “Ad oggi – scrive Furiozzi – non abbiamo avuto alcuna motivazione sulla nostra esclusione e non possiamo essere lasciati nel dubbio che si sia trattato di una decisione puramente politica: a tal proposito sarà nostra cura chiederne ragione al Comitato di Garanzia nelle forme previste”.

Naturalmente anche Furiozzi, come tanti altri non nasconde la propria amarezza:  “Una decisione comunque impossibile da capire e difficile da digerire, che lascia orfani migliaia di elettori in tutta l’area senese; una comunità intera che era e purtroppo rimarrà il simbolo delle lotte più dure ed impari che un gruppo locale del M5S abbia combattuto sul suo territorio. E proprio nel momento in cui il Movimento sembra finalmente affacciarsi al Governo del Paese! A titolo personale posso affermare di aver servito le idee del movimento con lealtà e trasparenza in tutti questi ultimi 11 anni, in un contesto difficile e corrosivo come pochi altri in Italia, con spiacevoli conseguenze personali e professionali”. Furiozzi rinnova la sua fede grillina, ma parla anche di “deriva interna”, di “gruppetto di arrivisti”. Ecco il suo sfogo: “Rinnovo l’enorme rispetto che porto all’entusiasmo di Beppe ed alle illuminate intuizioni di Gianroberto – la cui assenza pesa oggi come un macigno – ma soprattutto il senso di fratellanza che provo per tutti quegli attivisti e portavoce che, a volte in perfetta solitudine e spesso senza alcuna copertura, si ostinano a difendere la prospettiva di un Paese migliore, essendo tuttora convinto che l’esperienza del Movimento 5 Stelle rimanga quanto di meglio questo Paese abbia prodotto in termini di cultura politica dalla Costituente ad oggi. Ma non si può rimanere insensibili di fronte alla deriva interna che sembra colpire alcune realtà locali e regionali: il M5S non può essere lasciato nelle mani di un piccolo gruppo di arrivisti che hanno scambiato questa meravigliosa esperienza politica nel loro personale ufficio di collocamento”. 

Lo stesso Furiozzi si è fatto fotografare mentre cerca di smaltire l’amarezza, bevendo un Amaro Lucano. Ogni riferimento alla candidatura, contestata dai senesi,  del lucano Caiata, sotto inchiesta a Siena dal 2016 per riciclaggio è tutt’altro che puramente casuale. Altrimenti Furiozzi si sarebbe fatto fotografare mentre beveva un Averna…

Anche Michele Pinassi, portavoce dei 5 Stelle in Consiglio Comunale, dice – su facebook – di voler chiarire alcune cose “anche per mettere un freno ai tanti pettegolezzi ed illazioni che stanno circolando”.  Ed ecco le spiegazioni di Pinassi:   1) non avevamo un “piano B” né abbiamo mai pensato di doverlo avere: ritenevamo scontata, quasi banale, l’esito positivo alla richiesta di certificazione per una città che è stata teatro di battaglie importanti per il M5S, come quella su MPS;

2) abbiamo fatto tutto il possibile (e anche di più) contattando tutti i livelli istituzionali del M5S, per capire le motivazioni del ritardo (che poi è diventato un diniego) alla certificazioni: non abbiamo mai avuto risposte a tal proposito;

3) non siamo attualmente a conoscenza dei motivi del diniego all’uso del simbolo da parte dello staff del M5S né abbiamo ricevuto informazioni di alcun tipo da parte di portavoce regionali o nazionali;

4) seguiremo quanto previsto dallo Statuto e dal Regolamento del M5S per chiedere le doverose spiegazioni allo staff.

Intanto tra i tanti messaggi di solidarietà arrivati ai 5 stelle senesi, privati dallo “staff” della possibilità di correre al Palio per il Governo della città di Siena, c’è anche qualche voce che invece sembra dar ragione allo Staff. Quella della consigliera pentastellata di Chiusi Bonella Martinozzi, per esempio, protagonista di un siparietto piuttosto acido con lo stesso Pinassi.

E c’è anche chi sarcasticamente mette in relazione la mancata certificazione della liste per le comunali a Siena e a Vicenza (e quindi la conseguente impossibilità di partecipare alle elezioni) da parte dello staff nazionale, con il “contratto di governo” tra 5 Stelle e Lega. Per il socialista Riccardo Nencini tutto ciò farebbe parte di una strategia, di un accordo sottobanco per lasciare campo libero alla Lega. Una sorta di desistenza per favorire i candidati leghisti. “A pensar male si fa peccato, ma talvolta ci si azzecca” twitta Nencini.

Gli fa eco il responsabile nazionale enti locali del Pd, Matteo Ricci, il quale scrive: “Giochi di palazzo anche a Siena, i 5 stelle non si presentano alle comunali. Epurazione dell’ala critica e favore alla destra di Salvini. Accordo 5 Stelle-Lega sopra tutto. Ma Siena merita serietà”.

Accordo o no, oggettivamente questo è lo stato delle cose. La Lega di Salvini trarrà indubbiamente vantaggio dall’assenza dei 5 Stelle. Chi pescherà di più in quel 20% di voti in libera uscita e senza padrone?

Va detto che la mancata certificazione, senza alcuna richiesta di chiarimento o modifica della lista fino alla scadenza dei termini, ha privato i 5 Stelle senesi anche di presentare una lista civica o di ottenere magari qualche candidatura in altre liste. Pinassi afferma di non aver mai pensato ad un piano B (la lista con altro simbolo), ma se avessero saputo in tempo del diniego i 5 Stelle senesi avrebbero potuto pensarci.  Più d’unno tra i sostenitori ed elettori del movimento nei vari commenti ha fatto e fa riferimento a questa eventualità. Di sicuro c’è che i 5 Stelle che avrebbero potuto forse andare al ballottaggio, non giocheranno nemmeno la partita e dovranno star fuori dal Consiglio Comunale per tutta la prossima legislatura. Se non è un autogol clamoroso questo, cos’è? Se è un favore implicito alla Lega, allora è anche peggio.

Non solo: il lavoro fatto negli ultimi 5 anni dai 5 Stelle nella città di Siena, con battaglie robuste su Mps, rifiuti, sull’acqua pubblica ecc. rischia adesso di andare in fumo per una “rappresaglia” interna al movimento, che si dimostra veramente poco trasparente. Grillo e Casaleggio  parlano sempre di “democrazia diretta”. Probabilmente intendono “diretta da loro”.  Qualcuno ha scritto amaramente: “qui più che all’uno vale uno, sembra di essere arrivati all’io so’ io e voi nun siete un cazzo! del Marchese Del Grillo”. In effetti, questa è l’impressione che dall’esterno se ne ricava. E proprio nel momento in cui i 5 Stelle sembrano sul punto di andare a governare il Paese, una vicenda così non depone certo a loro favore.

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