CHIUSI, DOMANI ASSEMBLEA PUBBLICA SUL PROGETTO ACEA: SI VA VERSO UN REFERENDUM?

mercoledì 18th, aprile 2018 / 14:59
CHIUSI, DOMANI ASSEMBLEA PUBBLICA SUL PROGETTO ACEA: SI VA VERSO UN REFERENDUM?
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CHIUSI – Domani sera, giovedì 19 aprile, si torna a parlare del progetto Acea. Esattamente tre mesi dopo l’assembla del 19 gennaio convocata da Paolo Scattoni, il comitato che allora si costituì ha infatti convocato un nuovo incontro, ancora presso l’ex cinema Eden a Chiusi Scalo, ore 21,15,  “per far conoscere ai cittadini tutte le informazioni raccolte e decidere come procedere (compresa la raccolta di firme per indire, eventualmente, un referendum cittadino su questo impianto). I promotori fanno sapere che  a seguito della prima assemblea hanno scritto al Garante Regionale per l’Informazione e la Partecipazione, al Presidente della Regione Toscana e al sindaco di Chiusi perché convocasse un’assemblea pubblica per chiarire i termini dell’operazione, per informare i cittadini e dar loro la possibilità di dire come la pensano. Ad oggi – si legge nel volantino di invito – solo il Presidente Rossi ha risposto, affermando che il problema riguarda il comune Chiusi e non la Regione Toscana.  E il Comune – secondo il Comitato – “continua a decidere sulla testa dei cittadini”. “Secondo noi – scrive ancora il Comitato – è ora di cambiare perché il territorio non è di chi lo amministra ma di chi ci vive e la tutela della salute viene prima degli interessi economici e politici”. Quindi l’iniziativa di domani sera suona neanche troppo implicitamente come una critica all’amministrazione comunale “sorda e muta”. Tre mesi fa, nonostante Paolo Scattoni si fosse sforzato nella sua esposizione di far passare la linea del Comitato per raccogliere dati e informazioni, il Comitato che si costituì sembrò avere da subito una connotazione “contro” il progetto Acea, tanto che – come sottolineammo allora – buona parte degli interventi si soffermarono anche sugli aspetti e sui costi di una eventuale azione di contrasto anche in termini legali.

Ma rispetto a tre mesi fa, quali altri elementi di discussione esistono? L’avvenuta acquisizione del terreno nell’area ex Centro Carni da parte di Acea Ambiente, quello sì. Poi l’acquisizione, con trattativa a parte tra privati, del depuratore di Bioecologia attualmente operante in loco. Questo, alla fine è il fatto più rilevante al momento. Primo, perché quel depuratore già oggi tratta oltre 60 mila tonnellate all’anno di fanghi di depurazione, liquami di origine industriale e percolato di discarica (una delle cose più inquinate e inquinanti che ci siano in giro) e serve a trattare una parte dei reflui fognari di Chiusi Scalo con una tecnologia considerata al limite delle norme, quindi potenzialmente a rischio. Secondo, perché Acea – volendo – potrebbe mettere in atto il suo progetto o una parte di esso, utilizzando solo l’impianto Bioecologia, adeguandolo alle nuove necessità, senza andare ad investire nell’area contigua appena acquistata versando al Comune 2 milioni e mezzo di euro.

Uno dei nodi di tutta la questione, più volte ribadito anche su queste colonne, è proprio questo: Nell’area ex Centro Carni dove dovrà/dovrebbe sorgere lì’impianto di carbonizzazione di Acea, non è che oggi non c’è niente o c’è solo una fabbrichetta che produce cose innocue e profumate: c’è un depuratore, industria insalubre di prima classe, con tecnologia piuttosto obsoleta. E tutta l’area risulta inquinata da varie sostanze (non solo il nichel che fu scoperto nelle acque superficiali e di falda nel 2014), tanto che Acea dovrebbe provvedere ad una bonifica complessiva.

Ad oggi Acea Ambiente non ha ancora presentato il progetto esecutivo dell’impianto che vuole realizzare. Ma di certo lo presenterà, non si investono milioni di euro per nulla. Il Comune rimane fermo sulla posizione fin qui espressa: “quando avremo il progetto in mano ne parleremo, farlo oggi equivale a parlare di elementi aleatori”. In ogni caso, sulla base del mandato ricevuto dal Consiglio Comunale, il sindaco Bettollini assicura che non solo il progetto sarà valutato, come previsto dalle norme, da Asl, Arpat, Provincia, Ufficio Ambiente della Regione prima di dare l’ok definitivo, ma di aver comunque attivato verifiche anche sull’idea progettuale presentata da Acea Ambiente nell’offerta per l’acquisizione dei terreni. Questo per avere “maggiore cognizione di causa nel momento in cui si aprirà il confronto vero con la proprietà”. “Noi – dice Bettollini – puntiamo ad avere un impianto che orienti l’attività totalmente verso l’economia circolare per la produzione di energia e quindi, abbandoni il settore dello smaltimento. Questa sarebbe una grande svolta!” Quindi, sembra di capire: solo carbonizzazione e non altro.

A Chiusi le opposizioni – o comunque una buona parte di esse, visto che in entrambi gli schieramenti qualche voce dissonante c’è –  finora sono sembrate piuttosto scettiche sul progetto e sul brevetto a cui farebbe riferimento Acea e soprattutto critiche verso l’amministrazione comunale, tant’è che molti esponenti dei 5 Stelle e di Possiamo fanno parte del Comitato. Ma a livello nazionale sulla carbonizzazione e sull’economia circolare almeno i 5 Stelle sono favorevoli. Acea del resto è l’azienda municipalizzata che gestisce gli acquedotti del Comune di Roma, e gran parte del management adesso è in quota 5 Stelle.

Di recente il consigliere regionale Tommaso Fattori di Toscana a Sinistra ha presentato una interrogazione sul caso Acea-Chiusi. Infine, a dirla tutta, il promotore principale del comitato chiusino Paolo Scattoni è anche un iscritto-militante del Pd, che è lo stesso partito di Bettollini & C. Anche questo, dal punto di vista politico, non è aspetto secondario: con chi sta il Pd, con Bettollini o con Scattoni? Ha una posizione in proposito il Pd di Chiusi e quello di Siena e quello di Firenze?

Dall’assemblea del 19 aprile si capirà se il Comitato si limiterà a mettere a disposizione dati e notizie o si metterà invece di traverso, se avvierà un’azione di contrasto legale, magari arrivando al referendum popolare, come adombrato dal volantino di invito.

Ogni iniziativa che serva a saperne di più su qualsiasi questione è sempre benvenuta. In questo caso, e in questo momento, si parlerà di un progetto di massima, ancora aleatorio, non puntualizzato. E quasi certamente ciò avverrà in assenza degli interlocutori principali: Acea e Comune che difficilmente parteciperanno, perché a Chiusi, ormai da molti anni a questa parte, il confronto avviene solo a distanza. Ognuno parla ai suoi, senza mai guardare in faccia l’avversario. E’ un brutto andazzo. Se si riuscisse – su questo o su altri argomenti – a uscire dalla logica  del “ve lo dico io come stanno le cose” e si cominciasse a confrontarsi faccia a faccia sarebbe tutta un’altra storia. Per ora, invece, la storia è sempre la stessa.

M.L.

 

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