PRONTO SOCCORSO CITTA’ DELLA PIEVE: LE MINORANZE DI 6 COMUNI A SOSTEGNO DI SCRICCIOLO E RONCELLA CONTRO ASL E REGIONE

PRONTO SOCCORSO CITTA’ DELLA PIEVE: LE MINORANZE DI 6 COMUNI A SOSTEGNO DI SCRICCIOLO E RONCELLA CONTRO ASL E REGIONE
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CITTA’ DELLA PIEVE – Una settimana fa era stato il Consiglio Comunale di Montegabbione ad esprimere una posizione unanime sul Pronto Soccorso di Città della Pieve, dando mandato al sindaco di “intraprendere le necessarie azioni politico-amministrative e giudiziarie atte a garantire la riapertura del Presidio Ospedaliero di Città della Pieve, a tutela del diritto alla salute dei cittadini di Montegabbione”… Lo stesso sindaco Roncella l’aveva definito “un atto coraggioso e responsabile da parte dei Consiglieri, sia di maggioranza che di opposizione”. Tale presa di posizione giunge dopo che Asl e Regione Umbria hanno presentato ricorso contro la sentenza del Tar che obbligava la riapertura del Pronto Soccorso (non dell’ospedale, però), chiedendone l’annullamento. Il Comune di Montegabbione e quello di Città della Pieve si costituiranno in giudizio, contro Asl e Regione, in un braccio di ferro che – come abbiamo già scritto in articoli precedenti – si profila come un vero e proprio conflitto istituzionale. Il Consiglio Comunale di Montegabbione ha anche inviato una proposta di ordine del giorno a tutti i comuni del comprensorio sia sul versante perugino che su quello ternano nella quale si afferma che “riaprire il Pronto Soccorso di Città della Pieve significa garantire il diritto alla salute a chi vive in zone disagiate, coerentemente con la strategia delle Aree Interne, la quale mira a contrastare lo spopolamento nelle aree fragili, potenziando settori fondamentali quali sanità, istruzione e trasporti”.

E una prima risposta è arrivata da un bel numero di consiglieri di minoranza di vari comuni della zona del Trasimeno, i quali scrivono: 

“Proteggere il diritto alla salute di ogni cittadino, la Regione prenda atto della sentenza del Tar e riapra il pronto soccorso di Città della Pieve. La Regione si preoccupa più dei bilanci che della salute dei cittadini, è giunto il momento che ciascuno si assuma le proprie responsabilità e informi la popolazione delle scelte scellerate che la Giunta Marini sta portando avanti. La vicenda relativa alla chiusura del pronto soccorso di Città della Pieve è inammissibile, ci chiediamo come possa un’amministrazione pubblica ricorrere contro una sentenza del Tar, per far chiudere una struttura vitale per la salute di migliaia di cittadini. Come rappresentanti comunali annunciamo, dunque, la presentazione nei nostri comuni di riferimento, dell’ordine del giorno discusso nel comune di Montegabbione e approvato all’unanimità, a sostegno della riapertura del pronto soccorso di Città della Pieve. I consiglieri di minoranza dichiarano inoltre di mettersi a disposizione del comune di Città della Pieve “per qualsiasi iniziativa necessaria ad evitare questa scelta inconcepibile”.

Il documento è firmato dai consiglieri Luca Briziarelli (Passignano sul Trasimeno), Augusto Peltristo (Piegaro), Francesca Caproni (Panicale), Paolo Baldassarri, Marco Manconi, Elisa Pietropaoli (Magione), Maria Elena Minciaroni, Lorenzo Borgia e Thomas Fabilli (Tuoro sul Trasimeno), Alfonso del Buono, Pietro Renzoni (Paciano).

Non è stato, per il momento, sottoscritto dalle minoranze di Castiglione del Lago e Città della Pieve. Strana la mancata adesione dei 5 Stelle che sulla questione pronto soccorso sono sempre stati dalla parte del Comitato. Il rischio che oltre ad un conflitto istituzionale, si inneschi ancora una volta una guerra di campanili con Castiglione del Lago solo contro tutti, dato che il paese lacustre l’ospedale lo ha mantenuto e non vuole certo rimettere in discussione le scelte fatte fin qui. A Città della Pieve le minoranze sono molto critiche con il sindaco  e forse non intendono accodarsi a Scricciolo & C. in questa battaglia. In tutti i comuni si voterà per le amministrative nel 2019, a Passignano addirittura a giugno 2018. E’ già campagna elettorale.

 

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