ELEZIONI 2018: LA RIVOLUZIONE DEL SUD

lunedì 05th, marzo 2018 / 18:11
ELEZIONI 2018: LA RIVOLUZIONE DEL SUD
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Che a questo giro il Nord avrebbe votato per la Lega era prevedibile, quasi scontato. Che il Partito Democratico avrebbe preso una mazzata, lo sapevano tutti. Tranne i piddini e qualche leghista tipo Salvini, convinto com’era  che la partita si sarebbe giocata solo e soltanto con il Centro Sinistra.

Ma che il Sud alzasse la voce in un unico, grande coro, no, non era affatto scontato. Sicilia, Puglia, Molise, Campania, Calabria, Sardegna e Basilicata  hanno liquidato due Mattei in un colpo solo, affidando  il delicato compito di rappresentarli  al M5S.

È questo il dato clamoroso di queste elezioni: la volontà  unanime di affermare la propria dignità di parte in causa del destino dell’Italia,  di ribadire a Destra e Sinistra che il Meridione non è un mero bacino di voti da utilizzare alla bisogna.

Sfacciata la mossa di togliere la parola Nord dalla Lega, falso e cortese chiedere scusa per le denigrazioni del passato. Troppe ne hanno sparate Salvini & Co. per pensare che la calata al Sud potesse non apparire per quello che era: una questua del voto.

Poco convincente, evidentemente, la politica dell’altro Matteo. O forse, troppo distante. La crisi è da Nord a Sud ma, nel caso fosse sfuggito a chi di dovere, al Sud è peggio,molto peggio. Cominciando dalla sanità per finire alla disoccupazione, passando per la “mala” scuola. E comunque, uno che non riesce a tenere insieme un partito, come può pensare di tenere insieme un paese?

Quello del Mezzogiorno non è stato un semplice voto di protesta ma una presa di posizione chiara. Il Sud ha votato compatto contro una Storia di denigrazione e abbandono che le belle parole dell’ennesima  campagna elettorale non sono riuscite a cancellare.

Oltre il giudizio e il credo politico, che qui non c’entrano -a scrivere è una che ha votato altro- l’unica scelta possibile era un partito senza Storia, sufficientemente giovane per vedere le cose per quello che sono oggi, oltre le distorsioni, le incoerenze e i rancori di ieri. L’unico,insomma, in grado di cominciare da zero.

 

Elda Cannarsa

 

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